domenica 6 novembre 2016

Latina urbanistica e megastore Ex Seranflex, le prove della manomissione

Il compromesso di vendita sottoscritto prima della concessione e le forzature della conferenza dei servizi rendono inattaccabili le ipotesi investigative Con il ricorso per Cassazione intentato dal titolare della Mimosa Park e dall’amministratore della Cosmo si chiude il sipario sul caso della mega struttura commerciale realizzata sulla Pontina e sequestrata nello scorso mese di luglio dal Tribunale che ha sposato la tesi della Procura della Repubblica, secondo cui quel manufatto è una lottizzazione abusiva. 
Dieci persone indagate tra imprenditori, dirigenti e funzionari comunali e professionisti esterni, un complesso commerciale di oltre ottomila metri quadrati coperti chiuso coi sigilli del Nipaf alla vigilia dell’inaugurazione. Secondo il pubblico ministero Giuseppe Miliano il centro commerciale realizzato sulle ceneri della ex Seranflex è il prodotto di una concessione in sanatoria illegittima, costruita su falsi presupposti che non potevano passare inosservati all’esame degli uffici comunali. Di più, nel corso delle indagini è venuto fuori che non soltanto c’è stata qualche svista di troppo, ma che addirittura l’iter amministrativo illegittimo è stato «spinto» e condiviso dall’interno del palazzo, a tutto vantaggio delle imprese che hanno acquisito l’ex sito industriale artigianale, demolito e ricostruito tutti i manufatti, rivenduto a terzi la nuova opera realizzata.
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