martedì 16 ottobre 2012

dichiarazioni IMU entro venerdì 19 pareri sulla bozza

Dichiarazioni IMU, entro venerdì i pareri sulla bozza Sul sito del Dipartimento delle Finanze consultazione aperta sul modello di dichiarazione di Paola Mammarella 17/10/2012 - Scade venerdì 19 ottobre la possibilità di partecipare alla consultazione pubblica sulla stesura della dichiarazione Imu. Il Dipartimento delle Finanze ha attivato sul proprio sito web una pagina (vedere http://www.finanze.gov.it/servizi/consult/index.php?op=add) per acquisire le osservazioni e i commenti dei contribuenti. La novità riguarda in primo luogo i proprietari di immobili la cui situazione è cambiata in modo tale da determinare variazioni nell’importo dell’imposta. Con la dichiarazione vengono segnalate infatti le variazioni che non possono essere acquisite tramite la banca dati catastale, come i casi di immobili che non sono più abitazione principale o di coniugi che fissano la propria residenza in abitazioni diverse. Al momento una bozza di dichiarazione è stata predisposta dallo schema di DM emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che contiene anche le linee guida per la compilazione. Per il corretto invio dei contributi, gli interessati dovranno rispondere, entro 24 ore, alla e-mail che sarà inviata al completamento della procedura. Al termine della consultazione, sul sito del Ministero sarà anche pubblicata una sintesi delle proposte presentate. Ricordiamo che il termine per la presentazione delle dichiarazioni Imu sulle variazioni rilevanti scade il 30 novembre. Si tratta di una proroga decisa dal DL 174/2012(vedere http://www.edilportale.com/normativa/decreto-legge/2012/174/disposizioni-urgenti-in-materia-di-finanza-e-funzionamento-degli-enti-territoriali-nonche-ulteriori_13269.html)in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali. La deadline iniziale era invece prevista per il 30 settembre, ma è stato necessario più tempo per la predisposizione dei modelli (Leggi Tutto http://www.edilportale.com/news/2012/10/normativa/imu-le-dichiarazioni-slittano-al-30-novembre_29710_15.html). (riproduzione riservata) http://www.edilportale.com/news/2012/10/normativa/dichiarazioni-imu-entro-venerd%C3%AC-i-pareri-sulla-bozza_29880_15.html

semplificazione pratiche edilizie e sicurezza sul lavoro, via silenzio rifiuto

Via il silenzio rifiuto sul rilascio del permesso di costruire Approvate in Consiglio dei Ministri le misure per la semplificazione delle pratiche edilizie e della sicurezza sul lavoro di Paola Mammarella 17/10/2012 - Via alla semplificazione in edilizia e nella sicurezza sul lavoro. Il Consiglio dei Ministri di ieri ha dato l’ok al pacchetto semplificazioni (vedere bozza non ancora in vigore http://www.edilportale.com/normativa/bozza-non-ancora-in-vigore/2012/pacchetto-semplificazione_13123.html), predisposto per completare l’iter del Decreto Legge 5/2012 (http://www.edilportale.com/normativa/decreto-legge/2012/5/disposizioni-urgenti-in-materia-di-semplificazione-e-di-sviluppo_12108.html).Tempi più brevi per l’edilizia Prevista la semplificazione del permesso di costruire, con tempi certi per la conclusione del procedimento. Il testo votato dal CdM elimina il silenzio rifiuto nei casi in cui siano presenti vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. Non sarà quindi più tollerata l’inerzia delle Amministrazioni, che dovranno sempre giungere a un provvedimento espresso. Le misure sulla semplificazione intervengono anche sull’autorizzazione paesaggistica per assicurare la certezza dei tempi di conclusione del procedimento. In particolare il testo prevede che, una volta decorso il termine di quarantacinque giorni per la pronuncia da parte del soprintendente, l’amministrazione competente abbia l’obbligo di provvedere sulla domanda di autorizzazione. A livello ambientale è inoltre in fase di definizione un complesso di norme che, fermi restando i livelli di tutela, introducano snellimenti procedurali nel rispetto degli standard comunitari. Sicurezza sul lavoro Con lo slogan “più sicurezza e meno carte” il testo approvato semplifica gli adempimenti formali in materia di sicurezza sul lavoro e rafforza gli aspetti sostanziali della disciplina. Come emerge dalle dichiarazioni rilasciate al termine del Consiglio dei Ministri, l’adozione di modelli e procedure semplificati consentirà un risparmio pari a 3,7 miliardi di euro, che potranno essere spostati dagli adempimenti burocratici ed investiti per la tutela effettiva della sicurezza. (riproduzione riservata)http://www.edilportale.com/news/2012/10/normativa/via-il-silenzio-rifiuto-sul-rilascio-del-permesso-di-costruire_29893_15.html

lunedì 15 ottobre 2012

rivalutazioni aree fabbricabili agevolazioni per chi costruisce


Rivalutazione aree fabbricabili, le novità per chi costruisce

L’Agenzia delle Entrate spiega cosa fare dopo la proroga a dieci anni del termine per edificare

16/10/2012 - La proroga dei termini per la rivalutazione delle aree fabbricabili apre più possibilità per i proprietari che non hanno ancora realizzato  nessuna costruzione sui propri terreni. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 94/E/2012.

Le Entrate hanno spiegato che la Finanziaria 2006consentiva di rivalutare le aree fabbricabili non ancora edificate e risultanti tali dopo la demolizione di un edificio esistente. Per usufruire di questa possibilità, la presenza delle aree doveva risultare nel bilancio dell’anno in corso al 31 dicembre 2004, mentre la rivalutazione doveva essere eseguita nel bilancio in corso al 31 dicembre 2005.

Per beneficiare degli effetti della rivalutazione, l’utilizzazione edificatoria doveva avvenire nei cinque anni successivi. Ciò significa che entro questo termine la costruzione doveva essere iniziata. In caso contrario si sarebbero persi i benefici e sarebbe stato riconosciuto un credito per l’imposta sostitutiva pagata.
A sua volta, il credito di imposta poteva essere utilizzato dopo la scadenza del termine quinquennale.

La Legge 14/2012 ha allungato a dieci anni il termine per l’utilizzo edificatorio delle aree. I soggetti che non hanno realizzato costruzioni nei cinque anni precedenti hanno ora a disposizione due possibilità. Da una parte possono non intraprendere nessuna azione se non intendono utilizzare i cinque anni residui per realizzare delle costruzioni.

Nel caso in cui, invece, vogliano sfruttare la proroga della possibilità edificatoria, devono versare nella dichiarazione dei redditi 2012 il credito di imposta, utilizzato come compensazione dell’imposta sostitutiva pagata.
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http://www.edilportale.com/news/2012/10/normativa/rivalutazione-aree-fabbricabili-le-novit%C3%A0-per-chi-costruisce_29852_15.html

domenica 14 ottobre 2012

bonus ristrutturazioni e risparmio energetico esclusi dai tagli


Bonus ristrutturazioni e risparmio energetico esclusi dai tagli

Agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio non si applicano le riduzioni della Legge di Stabilità

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12/10/2012 - Ristrutturazioni ed interventi per il risparmio energetico esclusi dai tagli retroattivi alle detrazioni previsti dal disegno di legge di stabilità.

L’analisi del documento, che il Governo presenterà lunedì in versione definitiva, aveva suscitato non poche preoccupazioni nei contribuenti che, invogliati dall’innalzamento degli incentivi e dei tetti di spesa, avevano avviato interventi per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica delle proprie abitazioni.

Cosa prevede la legge di stabilità
Il testo introduce una franchigia di 250 euro annui per le deduzioni di cui usufruiscono i soggetti con un reddito maggiore di 15 mila euro. Ciò significa che per spese fino alla soglia di 250 euro, sostenute da contribuenti con un reddito che supera i 15 mila euro annui, non sarà possibile ottenere nessuno sconto in sede di dichiarazione dei redditi.

La legge di stabilità introduce inoltre un tetto annuo di 3 mila euro per le detrazioni fiscali.

In deroga alle disposizioni dello Statuto del Contribuente, le disposizioni si applicano da subito, cioè dal periodo di imposta 2012, quindi anche per spese già sostenute, che vedono cambiare il proprio regime di agevolazione.
Al contrario, il taglio di un punto percentuale delle aliquote Irpef sui primi due scaglioni di reddito si applicherà a partire dai redditi percepiti nel 2013 e non compenserà da subito la  riduzione delle agevolazioni.

Ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche
Gli interventi per il recupero edilizio ed il risparmio energetico sono però esclusi sia dal tetto dei 3 mila euro che dalla franchigia dei 250 euro perché non rientrano nelle spese contemplate dall’articolo 15 del Tuir, Testo unico per le imposte sui redditi, che viene coinvolto dalle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità. 

Queste spese continueranno ad usufruire delle detrazioni previste dalla normativa vigente.
Le spese per gli interventi di riqualificazione energeticadegli edifici continueranno ad usufruire della detrazione del 55% fino al 30 giugno 2013, così come previsto dalla proroga introdotta con il DL 83/2012, contenente misure urgenti per la crescita.

In base allo stesso decreto, le ristrutturazioni saranno agevolabili al 50% fino al fino al 30 giugno 2013, mentre dal primo luglio si tornerà automaticamente al bonus del 36%. Stessa sorte toccherà ai tetti di spesa. I 96 mila euro previsti dal Dl per la crescita torneranno a 48 mila euro a partire dal primo luglio 2013 (Leggi Tutto).
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http://www.edilportale.com/news/2012/10/normativa/bonus-ristrutturazioni-e-risparmio-energetico-esclusi-dai-tagli_29815_15.html

immobili per il casto non è rilevante l'interesse storico


Immobili, per il Catasto non è rilevante l’interesse storico

I vincoli determinano invece sconti fiscali e si può chiederne l’annotazione nei registri immobiliari

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12/10/2012 - Il riconoscimento dell’interesse culturale di un immobile non influisce sul suo classamento catastale. Lo ha spiegato l’Agenzia del Territorio con la circolare 5/2012 emanata nei giorni scorsi.

Secondo quanto emerge dal testo della circolare, la categoria catastale viene attribuita basandosi unicamente sulla destinazione dell’unità immobiliare, sulle sue caratteristiche e sul contesto territoriale e urbanistico.

Dal momento che l’interesse storico – culturale e la presenza di vincoli incidono invece sul regime tributario, il proprietario dell’immobile può chiedere, attraverso una domanda di annotazione, che il carattere di bene culturale risulti anche in Catasto e nei registri immobiliari.

Il chiarimento dell’Agenzia del Territorio si è reso necessario in seguito ai dubbi, manifestati da numerosi contribuenti, sulla possibilità di attribuire agli immobili di interesse storico la categoria catastale A/9 – Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

L’Agenzia del Territorio ha ricordato che la disciplina sul patrimonio culturale è contenuta nel D.lgs. 42/2004 e che il riconoscimento dell’interesse culturale avviene con l’adozione di una verifica o di una dichiarazione, a seconda che la proprietà dell’immobile faccia capo a pubbliche amministrazioni o a privati. Dopo l’accertamento, l’immobile è sottoposto a tutela e devono essere rispettati una serie di vincoli, che danno luogo a diverse agevolazioni fiscali.

Il classamento dell’immobile segue invece le regole del Dpr 1142/1949, che sono indipendenti dalle modalità con cui è accertato il suo l’interesse culturale.

La categoria A/9 non è quindi quella di riferimento per gli edifici di interesse storico, che in base alla zona censuaria e all’utilizzo possono trovarsi anche in altre categorie catastali.
L’inquadramento nella categoria A/9, si legge nella circolare del Territorio, dipende esclusivamente dalle caratteristiche costruttive e tipologiche.
(riproduzione riservata)
http://www.edilportale.com/news/2012/10/topografia/immobili-per-il-catasto-non-%C3%A8-rilevante-l-interesse-storico_29803_24.html

competenza professionale geometri ddl 1865 Vicari


Geometri: sul ddl 1865, Vicari si appella al Ministro dell’Istruzione

La senatrice interviene per ‘‘tutelare la professionalità ed il ruolo dei geometri’’

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12/10/2012 - La senatrice del Pdl Simona Vicari torna in campo in prima persona per “tutelare la professionalità ed il ruolo dei geometri” e fa sapere dal suo blog di aver inviato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo.

Vicari, ricordiamo, è prima firmataria del disegno di legge 1865 che estende le competenze progettuali dei geometri e dei periti consentendo loro di occuparsi di progettazione architettonica.

L’iter del provvedimento in Senato era fermo da alcuni mesi ma a fine settembre i geometri, nel corso di una manifestazione nazionale, hanno chiesto di farlo ripartire (leggi tutto).

Nella prima seduta della Commissione dopo tale richiesta, è stato ascoltato il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori il cui Presidente,Leopoldo Freyrie, ha ribadito il “parere assolutamente contrario al ddl 1865” e ha definito “anacronistico proporre norme che, contro le indicazioni comunitarie, estendono le competenze di una categoria a danno di un’altra”, “così come anacronistici e del tutto inutili - ha aggiunto il Presidente del Cnappc - si sono dimostrati tutti i tentativi di forzare la definizione di ‘modesta dimensione’ di una costruzione” (leggi tutto).

Ma Simona Vicari non ci sta e stigmatizza “l’atteggiamento di negazione emerso da parte di Ordini professionali, organi consultivi e giurisdizionali, della competenza dei geometri nelle materie e nelle attività ad esse sottoposte in sede di esame di abilitazione in attuazione della legge”.

Una situazione - a parere di Vicari - non sostenibile ed inaccettabile in quanto “il Ministero ha provveduto annualmente ad individuare la casistica applicativa di competenza dei Geometri sottoposta agli aspiranti Geometri in sede di esame di abilitazione, la cui competenza pratica è stata valutata dalle Commissioni di valutazione all’uopo nominati”.

Inoltre - ricorda Vicari - “a partire dall’anno 1986 il Ministero per la Pubblica Istruzione, oggi Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al fine di valutare la competenza preliminare all’esercizio della professione, ha sottoposto agli aspiranti geometri delle prove scritto-grafiche aventi ad oggetto la redazione di progetti rientranti tra le costruzioni e le materie di competenza degli stessi”.

In definitiva la senatrice chiede al Ministro Profumo di agire per “affermare il valore abilitativo dell’esame di Stato ed evitare la condizione di incertezza determinata da comportamenti fondati su erronee interpretazioni di quanto indicato da questo Ministero nella individuazione delle materie di competenza dei geometri, oggetto dei programmi di esame”.
(riproduzione riservata)
http://www.edilportale.com/news/2012/10/professione/geometri-sul-ddl-1865-vicari-si-appella-al-ministro-dell-istruzione_29806_33.html

riforma catasto modifica rendite catastali fabbricati


12/10/2012 - Nella seduta di ieri la Camera dei Deputati, con 369 voti a favore e 78 contrari, ha votato la fiducia posta dal Governo sull'approvazione dell'articolo 1 del disegno di legge recante "Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita".
Successivamente, con 355 voti a favore e 77 contrari è stata votata la fiducia sull'approvazione dell'articolo 2 del provvedimento relativo alla riforma del catasto degli immobili, volta a correggere le sperequazioni insite nelle attuali rendite, accentuate dall'aumento generalizzato disposto con il decreto-legge n. 201/2011, che ha introdotto l'IMU.

Ricordiamo che l'articolo 2 del disegno di legge dispone la revisione del catasto dei fabbricati al fine di migliorare i livelli di equità, perequazione e trasparenza delle informazioni reddituali e patrimoniali nel settore immobiliare.
La suddetta revisione avverrà secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
  • previsione di procedure collaborative con i comuni;
  • definizione degli ambiti territoriali del mercato immobiliare;
  • riferimento ai valori medi espressi dal mercato;
  • rideterminazione delle destinazioni d'uso catastali ordinarie e speciali;
  • determinazione del valore patrimoniale medio ordinario;
  • determinazione della rendita media ordinaria;
  • previsione di meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite.

La VI Commissione permanente (Finanze), il 9 ottobre scorso, ha deliberato di riferire favorevolmente sul disegno di legge introducendo alcune modifiche ed, in particolare all'articolo 2, comma 1, lettera e) ha introdotto il punto 3 con cui viene stabilito che per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico e artistico, come individuate ai sensi dell'articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il valore patrimoniale medio ordinario secondo l'ulteriore parametro di un processo estimativo che:
  • consideri i particolari e più gravosi oneri di manutenzione e conservazione;
  • consideri il complesso di vincoli legislativi alla destinazione, all'utilizzo, alla circolazione e al restauro;
  • consideri l'apporto alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico nazionale.

Ricordiamo che la revisione del catasto dei fabbricati sarà attuata dall'Agenzia del territorio in collaborazione con i comuni, con l'obiettivo di attribuire a ciascuna unità immobiliare il relativo valore patrimoniale e la rendita.
La revisione del sistema di valutazione del valore patrimoniale e delle rendite degli immobili condurrà a una nuova classificazione dei beni immobiliari e al superamento dell'attuale sistema per categorie e per classi, correlando il valore dell'immobile o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie.
Per le abitazioni e per gli uffici l'unità di misura della consistenza a fini fiscali sarà la superficie, espressa in metri quadrati, in luogo del "vano".

Per le unità immobiliari urbane saranno applicati i seguenti principi e criteri direttivi:
  • definizione degli ambiti territoriali del mercato immobiliare;
  • riferimento ai rispettivi valori medi ordinari espressi dal mercato in un arco temporale triennale antecedente alla nuova determinazione;
  • rideterminazione delle destinazioni d'uso catastali ordinarie e speciali;
  • determinazione del valore patrimoniale medio ordinario.

La rendita media ordinaria per le unità immobiliari sarà valutata attraverso l'analisi delle statistiche sui valori di mercato; inoltre sono previsti meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite delle unità immobiliari.
Infine, per evitare che la revisione delle rendite catastali causi un aggravio del carico fiscale, è prevista la contestuale modifica delle aliquote impositive e delle eventuali deduzioni, detrazioni o franchigie, con particolare riferimento alle imposte sui trasferimenti.
A cura di Gabriele Bivona