domenica 5 febbraio 2017

Tettoie, se alterano la volumetria serve il permesso di costruire

In materia urbanistica ed edilizia, nonostante testo unico e semplificazioni, è sempre difficile fare chiarezza, così come le varie sentenze, non sempre coerenti tra di loro, rischiano di aumentare la confusione     di Paola Mammarella http://www.edilportale.com/news/2017/02/normativa/tettoie-se-alterano-la-volumetria-serve-il-permesso-di-costruire_56219_15.html

Tar Campania: il permesso va richiesto anche quando si modifica la sagoma di un immobile vincolato o la destinazione d’uso nei centri storici

Una tettoia, realizzata per coprire un balcone o un terrazzo, non necessita del permesso di costruire se non altera la volumetria dell’edificio. Lo ha stabilito il Tar Campania con la sentenza 109/2017.
 
Quella della volumetria non è l’unica condizione posta dai giudici, ma la sostanza è che, se una tettoia con determinate caratteristiche è realizzata senza permesso di costruire, il responsabile pagherà al massimo una multa, ma non dovrà demolirla.
 

Tettoie e permesso di costruire

Il Tar ha spiegato che, per rientrare nella normativa sul permesso di costruire e l’eventuale demolizione delle opere illegittime, prevista dal Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), l’intervento deve portare “ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”. Ma non solo, perché è necessario anche che i lavori comportino un aumento della volumetria o la modifica dei prospetti.
 
Il permesso di costruire è richiesto anche, ha ricordato il Tar, quando si effettuano lavori che cambiano la destinazione d’uso degli immobili situati nei centri storici e quando si altera la sagoma degli immobili vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004).
 
Nel caso preso in esame dai giudici, era stata realizzata una tettoia di 31,42 metri quadri, altezza in gronda di 2,50 metri e alla gronda di 2,65 metri. L’edificio non era vincolato né si trovava in un centro storico. Restava quindi solo da capire se alterasse la volumetria preesistente. Dato che il manufatto era aperto su tre lati, tranne quello appoggiato al muro dell’edificio principale, i giudici hanno respinto la richiesta di demolizione avanzata dal Comune.
 
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