giovedì 28 agosto 2014

Condono edilizio, la Regione Campania riapre i termini

http://www.edilportale.com/news/2014/08/normativa/condono-edilizio-la-regione-campania-riapre-i-termini_41041_15.html

Fino al 31 dicembre 2015 i Comuni potranno esaminare le pratiche giacenti. Ma Legambiente chiede al Governo di impugnare la legge

28/08/2014 - Le sanatorie edilizie tornano protagoniste in Campania. La Legge Regionale 16/2014 collegata alla Finanziaria regionale per il 2014, riapre i condoni del 1985 e del 1994 cercando di sbloccare le pratiche giacenti presso i Comuni.
Modificando la LR 10/2004, la norma sposta infatti dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2015 il termine entro cui le Amministrazioni locali devono pronunciarsi in merito alle pratiche di condono, presentate in base alle iniziative di sanatoria del 1985 e del 1994, che i Comuni non avevano fatto in tempo ad esaminare nei tempi previsti.

Le ragioni su cui puntano i sostenitori della riapertura del condono riguardano le vicende giudiziarie della LR 10/2004,dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con la sentenza 49/2006. L’allungamento dei tempi determinato dall’incertezza sulla sorte della legge regionale avrebbe infatti fatto tardare i Comuni a pronunciarsi sulle istanze di sanatoria, facendo rimanere molte pratiche inevase.
 
Nell’ottica della semplificazione, la legge stabilisce che nelle zone sottoposte a vincoli che non comportano l’inedificabilità assoluta, il titolo edilizio in sanatoria possa essere rilasciato senza il consenso delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo. Al contrario, la sanatoria è esclusa solo nelle zone ad inedificabilità assoluta se il vincolo è stato imposto prima della realizzazione dell’opera da condonare.
 
La legge regionale stabilisce infine il divieto di edificazione e di ampliamento degli edifici esistenti nella zona rossa del Vesuvio, consentendo però gli interventi per l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli immobili.

Ricordiamo che in Campania ci sono stati diversi tentativi per la riapertura dei termini delle sanatorie edilizie. Nel 2011 unddl regionale aveva proposto di far accedere al condono chi aveva realizzato opere abusive prima del 31 marzo 2003 in zone sottoposte a vincoli di inedificabilità relativa. Lo stesso proposito aveva animato altre iniziative legislative a livello statale, conclusesi in un nulla di fatto.
 
Il provvedimento ha sollevato le proteste degli ambientalisti. Secondo Vittorio Cogliati Dezza e Michele Buonomo, rispettivamente presidente nazionale e regionale diLegambiente, la legge rappresenta un tentativo di poter fare rientrare nel condono edilizio immobili che non ne hanno i requisiti e che attendono ancora l'evasione delle pratiche da parte dei comuni.
 
“Visto che - continuano i presidenti - con il condono del 2003 hanno fallito, i sostenitori degli abusivi ci riprovano con quello del 1994, che fu tra tutti quello più ‘generoso’, e permise di sanare immobili anche in aree sottoposte a vincolo”.
 
“Riteniamo - concludono - che le modifiche alla Legge regionale 10/2004 non siano di fatto utili a consentire di allargare le maglie di quella legge ad abusi che ne erano esclusi, se non addirittura che siano passibili di incostituzionalità. E per questo chiediamo al Governo nazionale di impugnare la Legge, anche solo per i profili che mettono in discussione la tutela ambientale e paesaggistica e il rischio per l'incolumità dei cittadini”.

Critiche anche dal segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella,  che ha commentato "il condono edilizio contenuto nel maxi emendamento collegato alla Finanziaria regionale dà il via libera ad una ulteriore cementificazione di un territorio già di per se devastato dalla speculazione".
 
Diverso il parere del Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che nella riapertura dei termini vede la restituzione di un diritto ai cittadini.

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