domenica 10 agosto 2014

Asi, fallisce il blitz di Torelli Il cda uscente ha cercato la riconferma, ma non c’era il numero legale La Regione Lazio è pronta a commissariare il Consorzio industriale Roma-Latina

SPENDING REVIEW
NON SAREBBE
NEMMENO
STATO RISPETTATO
L’OBBLIGO
DI EFFETTUARE
TAGLI AGLI SPRECHI
DELL’ENTE
Di Tony Ortoleva
Hanno provato il blitz
quelli del centrodestra,
ma non è andato
a buon fine. Dunque il destino
del consiglio di amministrazione
del Consorzio industriale
Roma-Latina resta appeso
a un filo e viaggia deciso
verso il commissariamento.
Ieri, in seconda convocazione,
i soci non sono riusciti a
garantire il numero legale. E
nemmeno la presenza del Comune
di Latina, incerto fino
all’ultimo secondo, è stata
sufficiente a permettere la votazione,
che avrebbe comportato,
nei fatti, la conferma
dell’attuale consiglio di amministrazione,
guidato dal
presidente Luigi Torelli, area
Forza Italia, uomo vicino al
coordinatore regionale azzurro
Claudio Fazzone.
E’ stato proprio il partito
azzurro il regista sfortunato di
questa operazione fallita. Forza
Italia è consapevole che
rischia di perdere il controllo
di questo delicato ente e che
c’è in piedi la possibilità che
la Regione Lazio proceda al
commissariamento. Ieri il
presidente Torelli ha tentato
la carta della proroga, contando
sulla presenza del 40%
almeno degli enti soci che
hanno diritto di voto. Ma il
numero legale non è stato
raggiunto e quindi tutto è sal-
tato. Erano assenti praticamente
tutti i componenti della
provincia di Roma più i Comuni
di Aprilia e Cisterna,
sempre più uniti in un’unica
strategia. Bastava la presenza
di uno solo di essi per garantire
il successo della sortita di
Torelli. Curiosa la presenza di
Giovanni Di Giorgi, invece. Il
sindaco di Latina, infatti, era
considerato tra quelli contrari
alla conferma di questo Cda,
considerato appunto eccessivamente
vicino a Forza Italia.
Dell’attuale consiglio di amministrazione
(scaduto) fanno
parte: il presidente Luigi
Torelli, il Vice Presidente:
Maurizio Tarquini; i consiglieri
Massimo Cherubini,
Marino Di Girolamo, Giorgio
Nardin e Bartolomeo Pellegrino.
La metà sono uomini
vicino al partito azzurro. La
presenza del Comune di Latina
stava per permettere il raggiungimento
del quorum.
Ipotesi saltata però per mancanza
di molti altri soci, primi
tra tutti quei Comuni come
Aprilia e Cisterna che hanno
iniziato a giocare «uniti» sotto
le insegne del coordinamento
civico provinciale.
La riproposizione dei vecchi
componenti del Consiglio di
amministrazione non sarebbe
stata digeribile per la gran
parte dei soci e questo dentro
Forza Italia lo sapevano benissimo.
Per questo è stato
tentato il blitz, in piena estate.
Lo stesso presidente della
Provincia Salvatore De Monaco,
ufficialmente in ferie e
con l’aereo in partenza, non
ha mancato di presenziare,
nella speranza che il blitz
avesse successo. E invece
nulla.
Ieri si è anche scoperto che
la Regione Lazio ha inviato al
consorzio industriale Roma-
Latina una dura lettera con la
quale ha accusato il consiglio
di amministrazione di non essersi
adeguato ai dettami della
spending review. Tradotto:
pochi o nessun taglio agli
sprechi, contrariamente a
quanto l’amministrazione regionale
aveva chiesto di fare.
Saltata anche l’ipotesi promossa
dal Partito democratico
di un cda con alla guida
l’ex sindaco di Sermoneta Pina
Giovannoli. Da Roma non
fanno sconti: la guida del consorzio
va alla Capitale questa
volta.
Adesso è tutto rinviato a settembre.
Se nemmeno in quella
convocazione ci sarà il numero
legale e un accordo è
probabile si arrivi a un commissariamento.

Il quotidiano di Latina 9 agosto 2014  

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