domenica 14 agosto 2016

Castelli, tenute e ville storiche Va all'asta il tesoro del Lazio Tra i beni in vendita oltre 200 immobili, alberghi e terreni IL CASO Paese in saldo - PONZA Il faro gestito dai privati

Non ci sono solo gli ex ospedali Forlanini, San Giacomo e Cto e la sede dell’Arsial tra i 662 beni da valorizzare individuati dalla Regione Lazio. Tra i cespiti patrimoniali infruttuosi e da mettere a rendita figurano anche palazzi, hotel, ville e perfino castelli. Come quello di Santa Severa che, in ogni caso, non verrà venduto, anzi. La Regione lo ha riaperto al pubblico per il terzo anno consecutivo e dal 25 aprile a oggi il sito ha già fatto registratre oltre novemila presenze, tremila solo tra luglio e la prima settimana di agosto. E per domani, Ferragosto, è in programma l’apertura straordinaria. Nell’elenco figurano Palazzo Nardini, Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino e una villa al mare: le Tortore a Ponza. Gli immobili sono stati classificati dal tavolo Regione-Demanio in nove gruppi e sono tutti immobili che oggi rappresentano per lo più un costo per l’amministrazione senza portare alcun profitto. Per questo verranno venduti all’asta o valorizzati in altro modo, ad esempio potrannno essere affittati o dati in gestione a privati o, ancora, dati in permuta ad altre amministrazioni o per consentire alla Regione di diventare proprietaria degli immobili attualmente affittati per gli uffici amministrativi dei vari assessorati. I gruppi di classificazione sono accompagnati da alcune proposte riguardanti le modalità di intervento che guideranno l’azione della giunta Zingaretti, d’intesa con gli enti locali coinvolti, per valorizzare e ottimizzare il rendimento del tesoro immobiliare della Regione Lazio.

La delibera adottata a luglio dalla giunta, avendo un carattere programmatorio, rimanda a ulteriori atti l’autorizzazione all’effettiva realizzazione delle linee d’intervento e delle loro modalità di azione. In base alle caratteristiche dei singoli cespiti, le proposte operative prevedono: compendi destinati alla vendita attraverso aste on line o ricorso a fondi immobiliari; da destinare a permuta con altre pubbliche amministrazioni, anche all’interno di un processo di razionalizzazione e riduzione della spesa per le sedi istituzionali; compendi da destinare a progetti speciali per restituire al territorio immobili di pregio e di elevato interesse artistico e culturale; compendi da destinare ad uso pubblico, valorizzandone la destinazione sociale.

Per i 37 compendi del primo gruppo, definiti «cielo-terra» e che hanno un valore d’inventario di circa 78 milioni, l’indirizzo prevalente è la cessione. A questo gruppo appartengono complessi residenziali situati al centro di Roma: via Belsiana, via del Moro e via di Parione. C’è poi l’albergo «Al Lago» di Sabaudia. Sull’hotel, acquisito dalla Regione nel 2011 dopo la soppressione dell’Apt, da oltre vent’anni è in corso un contenzioso che l’amministrazione ha intenzione di chiudere, «restituendo il bene alla sua destinazione e alla città». Naturalmente cedendolo, come gli immobili nel centro di Roma. C’è poi un altro gruppo di cespiti patrimoniali - sono 127 - definiti «a macchia di leopardo», con un valore d’inventario stimato in 193 milioni di euro. Anche in questo caso si tratta di immobili di pregio, di cui uno in Salita del Grillo e un altro a largo Goldoni per cui è stata già fatta una stima del valore di mercato pari a 10 milioni di euro. Anche in questo caso la proposta avanzata dalla Regione è la vendita mediante asta on line o a fondi immobiliari. Nell’inventario figurano poi 256 terreni agricoli per un valore di 55 milioni e 45 sedi istituzionali inutilizzate (400 milioni di euro il loro valore complessivo) - «il cui utilizzo da parte della Regione per i propri uffici potrebbe portare a un’importante razionalizzazione della spesa», abbatrendo i canni d’affitto attualmente in essere. Il risparmio ipotizzato è di 20 milioni di euro all’anno.

In questo elenco figura anche la Villa le Tortore di Ponza, acquisita dal Comune dell’isola nel 2004 per 2,8 milioni e da allora inutilizzata. Progetti speciali di valorizzazione riguardano 9 compendi per un valore di 275 milioni tra cui alcuni immobili di particolare itneresse storico-artistico come Palazzo Calabresi a Viterbo, Palazzo Doria Pamphilj di San Martini al Cimino, Roccarespampani e il Castello di Santa Severa. Sono 12 per un valore di 37,5 milioni, invece, i compedi per i quali si ipotizza la permuta con altri soggetti istituzionali. Tra le permute col Demanio c’è Palazzo Nardini che verrà destinato a Biblioteca nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte e un immobile di via Monte Bianco che dopo la permuta col Comune di Roma, diverrà la Casa Museo di Valerio Verbano. Ma non finisce qui. Nell’elenco ci sono 18 immobili di ex enti per un valore di 5,2 milioni che saranno venduti e altri 24 compendi destinati a uso sociale e del valore di 183 milioni: verranno dati in gestione a canone agevolato per fini sociali o collettivi. A Roma si tratta di complessi in viale Adriatico, via della Vasca Navale, via Lusitania, via di Torrespaccata. Nel nono gruppo, definito «gruppo 0» sono inseriti 134 compendi del valore di 136,4 milioni, si cui Regione e Demanio si riservano un approfondimento. Tra questi le tenute di Castel di Guido, Borghetto Palidoro, Malagrotta e Isola Sacra.
Daniele Di Mario http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/08/14/castelli-tenute-e-ville-storiche-va-all-asta-il-tesoro-del-lazio-1.1566383

Nessun commento:

Posta un commento