venerdì 17 giugno 2016

Terme, progetto presentato in Kuwait: 855 residenze di lusso tra il mare di Latina e Fogliano

di Vittorio Buongiorno
«Dar Fogliano», tradotto dall'arabo significa Casa Fogliano. In realtà le case sono parecchie di più. Centinaia. E' il progetto arabo per le Terme di Fogliano e prevede la realizzazione di 855 ville e appartamenti di lusso sui 70 ettari che sono in realtà ancora di proprietà della società pubblica Terme di Fogliano, ancorché gravati di un debito di 8 milioni di euro nei confronti di Condotte.

Tra l'altro i committenti che hanno lanciato sul web il progetto in cerca di finanziatori non risultano essere gli stessi arabi che si erano presentati in Comune. Questi ultimi, rappresentati da un gruppo di professionisti torinesi, facevano capo all'Anz management group. Invece questi settecentomila metri quadrati di residenze oltre a due alberghi super lusso sono un progetto del gruppo kuwaitiano Rakomesko.
E' un mistero. Tanto che nei giorni scorsi è arrivata in Comune una telefonata dell'ambasciata del Kuwait che chiedeva lumi sulla vicenda. La risposta è stata netta: i 70 ettari sono di proprietà pubblica e tra l'altro solo sul 30% dell'area si possono realizzare residenze.

Curioso, perché a Kuwait city il 7 maggio scorso è stato annunciato che il gruppo Rakomesko è pronto a partire con un investimento da 500 milioni di euro e si cercano finanziatori e potenziali acquirenti per ville e appartamenti da favola. Gli 855 chalet di lusso sono affacciati sul mare e sul Lago di Fogliano, l'area protetta all'interno del Parco nazionale del Circeo.

Il progetto (si può vedere qui) è stato presentato un mese fa, come racconta l'Arab Times, dall'amministratore delegato del Gruppo Rakomesko, Salim Al-Rashid. «Siamo gli orgogliosi proprietari del Resort Dar di Fogliano, un ottimo esempio di progetti di investimento, un progetto nel cuore dell'Italia che combina un aspetto lussuoso e uno stile confortevole» si legge nel sito.
Orgogliosi proprietari. Curioso. La società Terme è in mano pubblica, è in liquidazione, ha debiti per 8 milioni con la società Condotte e al momento non risulta abbia sottoscritto alcun impegno con nessun potenziale acquirente o investitore. Eppure nella conferenza stampa a Kuwait city il gruppo arabo si è detto convinto di poter completare il progetto a metà del 2017.

Un investimento talmente incredibile da sembrare una bufala. E, a dire il vero, il numero di telefono sul sito corrisponde - stando a una ricerca su Google, a quello di un locale pubblico a Kuwait city. Gli alberghi previsti sono due, ma ci sono 855 «chalet di lusso» pari a 700 mila metri quadrati realizzati su area verde con destinazione servizi turistico alberghieri. Nel video che pubblicizza l'investimento le immagini mozzafiato del Parco del Circeo la fanno da padrone, ma c'è anche un porto con maxi yacht, un campo da golf, la spiaggia privata e ovviamente la spa con acqua termale (anche se a dire il vero agli anonimi pozzi che custodiscono il tesoro di Fogliano sono diventati una sorgente ribollente ubicata chissà dove), e, tanto per gradire, anche il Colosseo e la Fontana di Trevi, per sottolineare la vicinanza con Roma.

Torniamo alle ville. Si parte dalla categoria Lotus, la più alta, 40 unità top su due livelli (170 metri quadrati per piano); poi ci sono 65 unità Sole (superattici vip extra lusso) di 130 metri quadrati; poi venti unità categoria Stelle, 64 unità categoria Sole, 192 unità categoria Lago. Ma ci sono anche 5 buildings nella categoria top con decine, forse centinaia di appartamenti (solo così infatti si raggiunge la quota annunciata di 855 luxury chalet). Tutti ubicati lungo via del Lido, a ridosso del Parco Nazionale e quindi in piena fascia di rispetto dell'area protetta e in una zona tutelata come sito di importanza comunitaria.

Un anno fa il sindaco Di Giorgi fu sfiduciato al culmine di una battaglia sull'urbanistica e su una montagna di nuove cubature residenziali. La prossima consiliatura riparte da un nuovo maxi progetto che al momento non risulta avere né concessione né titolarità dei terreni. Il rischio è che le vicende dei Print (un milione e 800 mila metri cubi di potenziali edificazioni) e delle varianti ai Ppe (anche qui centinaia di migliaia di metri cubi di nuove residenze) annullati dal commissario Giacomo Barbato per evidenti illegittimità non abbiano insegnato nulla.
Venerdì 17 Giugno 2016 - Ultimo aggiornamento: 13:34

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