domenica 18 ottobre 2009

02/09/2009 - È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 31 del 21 agosto la Legge Regionale 21/2009 dell’11 agosto scorso, recante “Misure straordinarie per il settore edilizio e interventi per l'edilizia residenziale sociale”.
Interventi ammessi: Via libera agli ampliamenti del 20% per gli immobili a uso residenziale con superficie non superiore a mille metri cubi per un massimo di 62,5 metri quadri. Gli immobili dovranno mantenere la propria destinazione d’uso per 10 anni. Sui fabbricati a uso non residenziale per l’artigianato e la piccola industria fino a mille metri cubi è invece possibile effettuare aumenti di cubatura del 10%. Demolizioni e ricostruzioni possono invece essere effettuate con un bonus del 35%. Se vengono realizzate nuove unità immobiliari il 25% deve essere destinato alla locazione a canone concordato.

I premi di cubatura sono aumentati al 35% e al 20% nelle zone a più alto rischio sismico, per favorire gli interventi di messa a norma. Nelle demolizioni e ricostruzioni si può ottenere un bonus del 40% se l’intervento è realizzato sulla base di un concorso di progettazione.
(il testo della legge regionale http://studiogiorgiolibralato.blogspot.com/2009/10/piano-casa-regione-lazio-lr-1189-n-21.html)
Piano Casa, Governo al lavoro sul decreto di semplificazione
Fitto ottimista sulla ripresa del dialogo con le Regioni, promessa a breve la norma di riferimento nazionale
di Paola Mammarella
13/10/2009 - Potrebbe vedere la luce nei prossimi giorni il decreto di semplificazione sul Piano Casa. E' uno degli aspetti emersi nel corso dell'inchiesta condotta dalla trasmissione televisiva “Report” sulla complessità delle procedure di rilascio dei titoli edilizi in Italia.
In una dichiarazione rilasciata a Report, il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha affermato che il Governo avrebbe intenzione di riprendere il decreto relativo al Piano Casa, che modifica il Testo Unico dell’Edilizia. Indiscrezione confermata anche da alcuni giornali che riferirebbero di un Berlusconi intenzionato a riprendere al più presto il discorso sul Piano Casa, lanciato ad aprile ed interrotto dall'emergenza Abruzzo.
Il Piano Casa, arenatosi per lo scontro sul conflitto di competenze tra Governo e Regioni, si componeva inizialmente di un decreto legge di semplificazione e di un disegno di legge per la delega al governo della revisione del Testo Unico dell’edilizia, Dpr 380/2001, il cui iter è stato quasi subito bloccato. Secondo il Ministro Fitto le semplificazioni apportate al settore edile dal decreto legge potrebbero invece sbloccarsi nei prossimi giorni, insieme a una ripresa del dialogo con gli enti locali.

Il decreto legge derivato dall’accordo Stato Regioni del 31 marzo scorso, ricorda Fitto, ha ceduto il passo alla discussione sulle norme antisismiche dopo il terremoto in Abruzzo. Il testo, la cui approvazione doveva avvenire entro 10 giorni dal raggiungimento dell’intesa, elenca tutti gli interventi rientranti nel campo dell’edilizia libera, sostituendo l’articolo 6 del Dpr 380/2001. A manutenzione ordinaria, rimozione delle barriere architettoniche e opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo, il DL somma manutenzione straordinaria su parti non strutturali, movimenti di terra pertinenti all’attività agricola, opere temporanee da rimuovere entro 90 giorni, serre stagionali, pavimentazione e finitura degli spazi esterni, impianti per l’incremento dell’efficienza energetica ed elementi di arredo delle aree pertinenziali dell’edificio.

Aspetti ancora in sospeso: Di fatto, quindi, la semplificazione delle procedure edilizie è ancora in fase di definizione.

In base al DL, il completamento della semplificazione burocratica in funzione anticrisi deve passare anche attraverso l’attribuzione di poteri minori alla Conferenza di Servizi. Previsti anche alleggerimenti relativi al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, nonché in materia ambientale. La scorsa settimana il CdM ha approvato in via preliminare la semplificazione degli interventi di lieve entità sui beni vincolati. La proposta di regolamento modifica il Decreto Legislativo 42/2004

Competenze regionali: Alcuni aspetti del Piano Casa sono usciti dal raggio di azione del Governo per essere inglobati nelle norme regionali. Nella prima stesura del DL tra gli interventi di edilizia libera era compreso ad esempio il cambio di destinazione d’uso. L'Esecutivo aveva cioè operato un alleggerimento delle procedure, successivamente cancellato perché rientrante tra le competenze legislative riconosciute alle Regioni dalla Costituzione.

Nella sfera delle regioni rientrano anche i bonus volumetrici e l'applicazione pratica degli interventi, con l'esclusione di alcuni territori e l'inclusione o meno del non residenziale. Competenze decentrate anche sugli incentivi all'efficienza energetica. Superato l'adeguamento antisismico, introdotto sull'onda emotiva del sisma in Abruzzo, ma poi confluito nell'entrata in vigore delle NTC, Norme Tecniche per le Costruzioni. Le differenti norme provocano un quadro frastagliato e non omogeneo sul territorio nazionale. Situazione che sarà acuita dalle delibere con cui i singoli Comuni potranno limitare o ampliare l’applicazione della legge regionale di riferimento. Differenziati anche i tempi. In alcune regioni i termini per l’emanazione delle delibere comunali scadranno a giorni. Mentre in altre non si è ancora raggiunto l’accordo sulla norma regionale.

Ricordiamo che l’iter del Piano Casa in estate si è arricchito del ddl 2441/C, presentato dall’onorevole Marco Pili per il rilancio dell'economia e la riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio. Anche questo provvedimento, che abbina gli incentivi volumetrici e la semplificazione delle procedure al miglioramento degli standard energetici, si è però arenato in Parlamento.

(riproduzione riservata) http://www.edilportale.com/news/2009/10/normativa/piano-casa-governo-al-lavoro-sul-decreto-di-semplificazione_16681_15.html#

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