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Riduzione del 40% dei gas a effetto serra e 27% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili http://www.edilportale.com/news/2014/01/risparmio-energetico/energia-e-clima-dalla-commissione-europea-i-nuovi-obiettivi-2030_37482_27.html
27/01/2014 - Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) del 40% rispetto al 1990, un obiettivo vincolante a livello UE per portare la quota delle energie rinnovabili al 27%, politiche più ambiziose in materia di efficienza energetica, un nuovo sistema di governance e una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo e sicuro.
Sono questi i pilastri del nuovo quadro UE in materia diclima ed energia per il 2030, presentato la scorsa settimana dalla Commissione europea. Sostenuto da un’analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell’energia, il quadro 2030 garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli Stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il quadro si propone come stimolo costante per progredire verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un sistema energetico competitivo e sicuro, da cui deriveranno prezzi accessibili per tutti i consumatori, maggiore sicurezza delle forniture energetiche, minore dipendenza dalle importazioni di energia e nuove opportunità per la crescita e l’occupazione, se si considerano i potenziali impatti sui prezzi a lungo termine.La comunicazione che stabilisce il quadro 2030 sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissionidell’UE (UE ETS), da attivare a partire dal 2021. Una relazione sui costi e sui prezzi dell’energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla comunicazione, suggerisce che l’aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato: “Se l’azione per il clima rappresenta una chiave di volta per il futuro del nostro pianeta, una politica energetica veramente europea lo è per la nostra competitività. Il pacchetto presentato oggi ci dimostra che agire contemporaneamente su questi due fronti non è in contraddizione ma, al contrario, contribuisce a vantaggi reciproci”. “È nell’interesse dell’UE - ha continuato Barroso - creare un’economia che offra sempre maggiori opportunità di occupazione e dipenda sempre meno da energia importata, grazie a una maggiore efficienza e al ricorso crescente a energia pulita prodotta internamente. Un taglio del 40% nelle emissioni di gas a effetto serra rappresenta un obiettivo particolarmente ambizioso ma è la pietra miliare più efficace in termini di costi nel nostro percorso verso un’economia a basse emissioni. Anche l’obiettivo di raggiungere il 27% di energie rinnovabili è un segnale importante: rappresenta stabilità per gli investitori, stimola l’occupazione verde e rende più sicure le nostre forniture energetiche”.
Günther Oettinger, Commissario per l’Energia, ha dichiarato: “Il quadro 2030 rispecchia la determinazione dell’UE a promuovere un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio, stabilità negli investimenti e sicurezza nell’approvvigionamento energetico. Il mio obiettivo è garantire che il costo dell’energia continui a rimanere accettabile per famiglie e imprese. “Il quadro 2030 è molto ambizioso nelle sue proposte per combattere i cambiamenti climatici - ha aggiunto Oettinger -, ma riconosce anche la necessità di contenere i costi. Il mercato interno dell’energia fornisce le basi per raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo e continuerò a lavorare per il suo completamento in modo da sfruttarne fino in fondo il potenziale. Per farlo, dobbiamo dare un’impostazione fortemente europea alle politiche che riguardano le energie rinnovabili”.Connie Hedegaard, Commissaria incaricata dell’Azione per il clima, ha dichiarato: “Abbiamo smentito tutti quelli che dicevano che oggi la Commissione non avrebbe proposto niente di particolarmente ambizioso. Tagliare le emissioni del 40% rappresenta l’obiettivo più efficace in materia di costi per l’UE e tiene conto della nostra responsabilità a livello mondiale”. “Naturalmente, l’Europa deve continuare a spingere fortemente per le energie rinnovabili: per questo la proposta di un obiettivo vincolante annunciata dalla Commissione è estremamente importante. Si dovrà ora raggiungere un accordo sui dettagli, ma la direzione da percorrere è già chiara. Se anche altre regioni del mondo fossero altrettanto ambiziose nella lotta ai cambiamenti climatici, oggi il pianeta sarebbe in condizioni decisamente migliori” - ha concluso Hedegaard. Fonte: ec.europa.eu (riproduzione riservata)
In Gazzetta i criteri ambientali minimi per l’acquisto di lampade e la progettazione degli impianti http://www.edilportale.com/news/2014/01/normativa/appalti-verdi-le-pa-puntano-sulla-illuminazione-efficiente_37500_15.html
27/01/2014 - Definiti i requisiti ambientali minimi per gli impianti di illuminazione pubblica. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 23 dicembre 2013 del Ministero dell’Ambiente con le linee guida cui le Pubbliche Amministrazioni, interessate ad agire nei confini degli “appalti verdi”, dovranno rifarsi non solo per l’acquisto di lampade a scarica ad alta intensità e moduli Led, ma anche per l’affidamento dei lavori di realizzazione degli impianti.
Perché gli acquisti della Pubblica Amministrazione siano considerati sostenibili, nella scelta delle lampade da acquistare o dei progettisti cui affidare la realizzazione dell’impianto per la pubblica illuminazione dovranno essere valutati i CAM, criteri ambientali minimi, che si suddividono in criteri base e dei criteri premianti. Rientrano tra i criteri base le specifiche tecniche dei prodotti e le condizioni di esercizio. Si tratta di informazioni che devono essere dimostrate dalle schede tecniche o dalla documentazione del fabbricante. I rapporti di prova devono inoltre essere emessi da laboratori accreditati. I criteri premianti riguardano invece sia le caratteristiche dell’impianto sia quelle di chi lo progetta. È, ad esempio, un criterio premiante la qualificazione del progettista, che deve essere provata da una certificazione o attestazione, ma anche dalla collaborazione con progettisti in possesso di tali certificazioni. Rientrano poi tra i criteri premianti anche la prestazione energetica dell’impianto, la regolazione del flusso luminoso in base al traffico affettivamente presente e il tasso di guasto, cioè una stima sui tempi in cui gli elementi dell’impianto manterranno la propria efficienza. Il DM 23 dicembre 2013 integra il DM 11 aprile 2008 e ilDM 10 aprile 2013 contenenti il piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione
Approvato in Senato il ddl Falanga, Legambiente: abbattimenti a rischio stop, Capacchione Pd: ripristinata l'uguaglianza tra cittadini http://www.edilportale.com/news/2014/01/normativa/opere-abusive-per-la-demolizione-si-seguir%C3%A0-una-lista-di-priorit%C3%A0_37422_15.html
23/01/2014 - Prima di demolire un immobile abusivo è necessario valutarne il valore sociale. Poggia su queste basi il ddl sulla razionalizzazione delle competenze in materia di demolizione delle opere abusive, approvato ieri dal Senato, in base al quale gli abbattimenti devono seguire una lista di priorità.
Cosa prevede il ddlIl ddl, presentato da Forza Italia, mira a separare gli abusi edilizi effettuati a fini speculativi da quelli che, pur violando le norme urbanistiche, rispondono alle esigenze abitative di nuclei familiari spesso indigenti. Come si legge nella relazione del Senatore Ciro Falanga, il ddl vuole inoltre risolvere la situazione ingestibile della Campania, dove ci sono 700 mila ordini di demolizione, ma anche la discriminazione che avrebbe colpito i cittadini campani,esclusi dall’ultima sanatoria edilizia disposta dal legislatore nazionale. Per porre rimedio, secondo i relatori, le demolizioni devono rispondere a dei criteri di priorità in base alla gravità, prediligendo quindi gli immobili pericolanti o usati dalla criminalità organizzata e facendo passare in secondo piano i piccoli abusi, commessi a volte per rendere più vivibili gli edifici A detta di Falanga, il contrasto all’abusivismo edilizio avviene parallelamente dal punto di vista amministrativo e penale, ma nel momento in cui viene dato l’ordine di demolizione si verifica un’interferenza tra i due poteri. Per evitare queste sovrapposizioni e snellire le mansioni delle Procure, il ddl propone quindi di ufficializzare i compiti già svolti dai Prefetti, che secondo Falanga già coordinano le attività di demolizione con la sistemazione degli occupanti degli edifici abbattuti e le valutazioni di eventuali problemi di ordine pubblico. Le reazioniNon si sono fatte attendere le critiche di Legambiente, secondo la quale il ddl Falanga rischia di paralizzare le attività di demolizione. Nella nota diramata due giorni fa, Legambiente ha affermato che il ddl nasconde il rischio di una sanatoria perchè condiziona le demolizioni al rispetto di un elenco di priorità, dando la precedenza a edifici pericolanti, non finiti o utilizzati a scopo criminale. Per il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, c’è quindi il rischio di impantanarsi nella burocrazia. A ciò si aggiunge il fatto che molti proprietari di immobili realizzati in modo illegittimo potrebbero presentare ricorso contro gli ordini di demolizione per segnalare il mancato rispetto dei nuovi criteri di priorità e urgenza.Di parere opposto la senatrice Pd Rosaria Capacchione, che nell'approvazione del ddl vede la volontà di ripristinare l'uguaglianza tra i cittadini, sottraendo alla discrezionalità l'esecuzione dei provvedimenti di demolizione. Attuare tutte le sentenze di demolizione, ha commentato la senatrice sul suo profilo Facebook, vorrebbe dire far perdere la casa ad un milione di persone. Un problema che molte Procure hanno cercato di risolvere adottando dei regolamenti interni per dare agli abbattimenti una scala di priorità, ma che aveva determinato una situazione a macchia di leopardo. Secondo Rosaria Capacchione, invece, il nuovo ddl crea una regola valida per tutti.Il testo passerà ora all'esame della Camera.
Il presidente dei senatori democratici ha chiesto uno slittamento, motivando la richiesta con la mancanza di unità nel gruppo (poi ritrovata). Alal fine il provvedimento, malgrado i malumori ambientalisti, ha ottenuto il via libera ROMA - Se quella scoppiata sulla riforma elettorale rischia di essere la madre di tutte le divisioni, non è che sugli altri temi nel Pd regni la più totale armonia. Oggi, ad esempio, il presidente dei senatori democratici Luigi Zanda si è visto costretto a chiedere di sospendere il voto finale sul ddl Falanga sull'abusivismo edilizio. Un provvedimento che gli ambientalisti attaccano duramente, definendolo un condono mascherato. Ma che alla fine il Pd ha deciso di approvare compattamente, permettendo a Palazzo Madama di dare il via libera con 189 "si", 61"no" e 7 astenuti a un testo (ora al vaglio della Camera) che indica dei criteri di priorità per procedere agli abbattimenti dei manufatti abusivi.
Zanda in tarda mattinata aveva motivato l'istanza a Linda Lanzillotta, presidente di turno, con la "necessità di un confronto interno al gruppo". Secondo quanto trapela, ci sarebbero state tensioni non solo per quanto riguarda il contenuto del provvedimento - che non convince completamente tutte le varie anime del partito, soprattutto quelle più vicine all'ambientalismo - ma anche per ragioni più interne.
La presidente ha preso quindi atto del "venir meno di un'intesa informale" e ha annunciato il rinvio del voto all'inizio della ripresa della seduta dell'Aula, nel pomeriggio. Nel frattempo, grazie ad una riunione di gruppo convocata da Zanda, il Pd ha recuparato la sua unità, esprimendosi poi compattamente a favore del ddl, negando qualsiasi cedimento sul fronte della legalità. "Al fine di fare chiarezza sulle molte inesattezze che hanno generato polemiche non fondate - si legge in una nota dei senatori democratici - è bene sottolineare che il provvedimento approvato dal Senato disciplina i criteri di priorità che i pubblici ministeri adottano per l'esecuzione delle procedure di demolizione di opere abusive. Tra queste è chiaramente contemplato alla lettera g) del testo la demolizione delle seconde case o case di vacanza. E' quindi del tutto infondata la posizione di coloro che sostengono che questi criteri possano favorire differimenti nell'abbattimento delle seconde case, confondendo le proprietà immobiliari con le soluzioni abitative, citate invece alla lettera i), che ovviamente hanno la loro temporaneità. Tra l'altro, i criteri adottati per l'abbattimento degli immobili abusivi sono quelli già indicati e utilizzati dalle Procure della Repubblica della Campania, criteri che sono stati recepiti dal Senato, senza il vincolo della rigidità".
Decisamente contraria al provvedimento sull'abusivismo rimane invece Sel. "Sembrano già dimenticate frane e alluvioni che hanno devastato il nostro Paese: nel Ddl Falanga, dietro un titolo fuorviante, che mira ad abbattere gli immobili abusivi nella Regione Campania, si cela in realtà l'ennesimo condono edilizio, volto a perpetrare l'abusivismo. Per questo opponiamo il nostro inamovibile no", dichiarano in una nota congiunta i senatori di Sinistra Ecologia Libertà, Loredana De Petris, presidente Gruppo misto-SEL e Massimo Cervellini, vicepresidente Commissione Lavori pubblici.
E parlano di condono mascherato anche gli esponenti di Green Italia Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. "Va fermato con ogni mezzo - denunciano - il disegno di legge oggi in discussione al Senato pensato per salvare migliaia di immobili abusivi in Campania e che impedirebbe alla magistratura di eseguire centinaia di ordinanze di demolizione di manufatti illegali e che di fatto fermerebbe la demolizione degli abusi in tutta Italia". "Approvare questa legge, mettere uno stop alle ordinanze di demolizione già decise dalla magistratura - aggiungono - equivarrebbe a un ennesimo segnale di via libera per chi da decenni costruisce illegalmente truffando il fisco e rovinando la bellezza italiana."
Duro anche Angelo Bonelli, dei Verdi. "Con il Ddl Falanga si fa ostruzionismo rispetto alle demolizioni. Abbiamo letto il testo a cui il Senato ha dato il proprio via libera: la norma così com'è è un'azione a non procedere che impedirebbe il ripristino dello stato dei luoghi devastati dal cemento selvaggio e abusivo. PPer questa ragione noi Verdi chiediamo che la norma venga immediatamente ritirata". http://www.repubblica.it/politica/2014/01/22/news/abusivismo_pd_diviso-76649276/?ref=HREC1-7
Delega Fiscale: oltre alla riforma del Catasto agevolazioni per chi effettua lavori per la sicurezza e l'efficientamento energetico
http://www.edilportale.com/news/2014/01/normativa/riqualificazione-energetica-e-architettonica-in-arrivo-incentivi_37386_15.html 22/01/2014 - Il ddl sulla Delega Fiscale si arricchisce di incentivi per la riqualificazione energetica e architettonica degli edifici, che vanno a sommarsi alla riforma del Catasto.
Tra i decreti legislativi che il Governo dovrà adottare ce n’è uno che dovrebbe introdurre un regime fiscale incentivante per chi dimostra di aver effettuato interventi di messa in sicurezza nonché di riqualificazione energetica ed architettonica degli immobili. La novità è contenuta in un emendamento dei relatori approvato dalla Commissione Finanze del Senato. Già dopol’approvazione alla Camera, avvenuta lo scorso settembre, era stato previsto un decreto che introducesse un regime fiscale incentivante per la messa in sicurezza degli immobili. La Commissione Finanze ha stabilito che per accedere agli incentivi si dovrà dimostrare di aver effettuato gli interventi, ma non solo, perché oltre a questi lavori spuntano anche quelli di riqualificazione energetica ed architettonica degli edifici.Gli incentivi di cui dovrebbe occuparsi il Governo in un decreto legislativo ad hoc rappresentano probabilmente un modo per stabilizzare o far proseguire l'Ecobonus e ledetrazioni fiscali sulle ristrutturazioni. Ricordiamo infatti che sia le detrazioni del 65% per la riqualificazione energetica, sia quelle del 50% per le ristrutturazioni scadranno il 31 dicembre 2014 e nel 2015 scenderanno rispettivamente al 50% e 40% per poi tornare entrambe all'aliquota ordinaria del 36%. Con questo intervento, quindi, si vuole rispondere alle richieste degli addetti ai lavori che ne chiedevano la stabilizzazione. Per quanto riguarda la riforma del Catasto ricordiamo quanto è stato fin qui deciso. Il valore patrimoniale sarà determinato sulla base dei valori di mercato al metro quadrato per tipologia immobiliare.A questo valore verranno applicati dei coefficienti che terranno conto delle caratteristiche edilizie dell’immobile, come ad esempio la presenza di scale, l’anno di costruzione, il piano e l’esposizione, ma anche della sua localizzazione.Il risultato sarà un algoritmo che, moltiplicato per i metri quadri, rilevati secondo la metodologia catastale, darà il valore patrimoniale dell’immobile.In generale, questo vale per unità immobiliari a destinazione catastale ordinaria (gruppi A, B e C, come abitazioni, uffici, biblioteche, magazzini sotterranei, negozi, stabilimenti balneari, tettoie e autorimesse).Per determinare il valore delle unità immobiliari a destinazione catastale speciale (gruppo D in cui rientrano opifici, capannoni industriali, alberghi) si userà invece un sistema di stima diretta grazie all'applicazione di metodi standardizzati e di parametri di consistenza specifici per ciascuna destinazione catastale speciale.Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento diretto ai valori di mercato, si userà il criterio reddituale o, per gli immobili strumentali, quello del costo.La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Il valore delle locazioni al metro quadro, cui deve essere applicata una riduzione per le spese di manutenzione e gli adeguamenti tecnici, verrà moltiplicato per la superficie e il risultato sarà il valore della rendita.I valori patrimoniali e le rendite dovranno essere adeguati periodicamente in relazione alla modificazione delle condizioni del mercato di riferimento.Per le unità immobiliari di interesse storico e artistico dovranno invece essere studiate riduzioni dei valori patrimoniali e delle rendite che tengano conto dei più gravosi oneri di manutenzione e conservazione, del complesso dei vincoli legislativi per la destinazione, l'utilizzo e il restauro.Gli immobili colpiti da calamità naturali potranno usufruire di tasse ridotte in considerazione delle condizioni di inagibilità o della loro inutilizzabilità.Per facilitare le operazioni, il territorio sarà suddiviso in microzone e verranno individuati immobili-tipo. Sono inoltre previsti incentivi per gli enti locali che contribuiranno all’emersione dei fabbricati sconosciuti al Catasto.
I dati dell’Indice di Green Economy 2013 realizzato da Fondazione Impresa http://www.edilportale.com/news/2014/01/risparmio-energetico/%C3%A8-il-trentino-alto-adige-la-regione-pi%C3%B9-green-d-italia_37399_27.html
22/01/2014 - Trentino Alto Adige, Umbria e Marche sono le regioni più green d’Italia, secondo l’Indice di Green Economy 2013 realizzato da Fondazione Impresa.
In particolare, il Trentino Alto Adige (1° classificato) svetta da solo in cima alla classifica, totalizzando un punteggio (1,004) che stacca di molto quello totalizzato dalla 2° classificata Umbria (0,280) e dalla 3° classificata Marche (0,209). In via generale, la classifica stilata da Fondazione Impresa restituisce la fotografia di un’Italia nella quale le regioni meridionali ottengono piazzamenti prevalentemente peggiori rispetto a quelle del Centro-Nord. Fanno eccezione l’Abruzzo (8° che migliora di 5 posizioni rispetto al 2012), solo in parte la Sardegna (11°) e la Basilicata (12°) che si posizionano meglio della Lombardia (13°) e la Liguria (15°) che si ritrova ancora dietro la Calabria (14°). Il Lazio si discosta nettamente dal comportamento delle regioni del Centro, collocandosi, in controtendenza, nelle posizioni più basse della classifica (18° con un punteggio di -0,481). Nella classifica 2013, il divario tra Nord e Sud sembra confermarsi, con il Centro Italia che, Lazio a parte, tiene testa al Nord. Le regioni del Centro, in particolare, occupano dopo la “capolista” Trentino Alto Adige le posizioni migliori (Umbria 2°, Marche 3°, Toscana 4°) e le Marche entrano così nel podio 2013 scalzando, rispetto all’anno precedente, la Toscana. La prima regione del Nord Italia (dopo l’ “irraggiungibile Trentino Alto Adige”) è l’Emilia Romagna che scende tuttavia al 5° posto in classifica (era 4° nel 2012). Balzano invece in avanti Veneto (6°) e Piemonte (7°): in particolare il Veneto guadagna addirittura 4 posizioni sul 2012 (era 10°), mentre il Piemonte sale di una posizione. Le regioni del Sud sono invece generalmente peggiorate, ad eccezione di Puglia, Sardegna a del già citato Abruzzo. Campania (19° posto) e Sicilia (20°) perdono ancora terreno e diventano fanalini di coda assieme al Lazio (18° posto). L’indice di Green Economy è frutto dell’incrocio di 21 indicatori di performance afferenti ai principali settori interessati dalla green economy: energia, imprese e prodotti, agricoltura, turismo,edilizia, mobilità e rifiuti, cioè quei settori nei quali - secondo Fondazione Impresa - può trovare uno spazio significativo di crescita un nuovo modello di sviluppo. Le variabili che compongono gli indicatori sono state selezionate sulla base dei principali aspetti che declinano la green economy, prendendo in considerazione gli indicatori che forniscono informazioni accurate, attendibili e confrontabili rispetto alle venti regioni italiane. I dati alla base dello studio sono stati tratti da fonti ufficiali (Istat, Terna, Sinab, Enea, etc.) e le informazioni statistiche disponibili a novembre 2013.
Ora maggiore attenzione alla tutela del territorio e alla rigenerazione urbana http://www.edilportale.com/news/2014/01/normativa/lazio-approvate-le-prime-modifiche-al-piano-casa_37363_15.html
21/01/2014 - Via libera alle prime modifiche al Piano Casa del Lazio.
La commissione Ambiente e Urbanistica del Consiglio regionale ha dato parere favorevole alla proposta di legge 76/2013, che abroga alcune deroghe alle norme urbanistiche per realizzare impianti sciistici e consente di realizzare piccoli impianti di compostaggio in zona agricola. Inoltre, vengono escluse dall’ambito di applicazione del Piano Casa gli edifici situati nelle aree naturali protette, in assenza di specifica previsione nel piano di assetto. Vengono, inoltre, modificate le norme che riguardano i programmi integrati di recupero, tornando al testo originario del 2009 e modulando in maniera differente i premi di cubaturaprevisti, che vengono aumentati fino al 100%, limitatamente agli interventi che riguardano il recupero di aree costiere.Sono stati, infine, approvati due emendamenti presentati dal M5S che prevedono tutele più stringenti e la proroga di un anno della validità delle norme di salvaguardia in attesa dell’approvazione del Piano territoriale paesistico regionale.“Esprimo soddisfazione per l’approvazione della legge che chiude il contenzioso aperto con il Mibac - ha dichiarato il presidente della Commissione, Enrico Panunzi, a conclusione della seduta - si danno finalmente certezze in merito a una materia così delicata e sentita dai cittadini. Ora speriamo in una rapida approvazione da parte dell’aula”. “L’approvazione della legge - ha spiegato Michele Civita, assessore alle Politiche del territorio - permette la tutela dei parchi e le aree protette. Punta a migliorare il Piano Casa e a ricostruire un normale rapporto istituzionale con il Ministero per i Beni e le attività culturali, che ha portato alla sottoscrizione da parte del Ministro dei Beni Culturali,Massimo Bray e del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, di un accordo per l’approvazione definitiva del Piano Paesistico, il più importante strumento regionale in materia di pianificazione urbanistica”. L’obiettivo è offrire un incentivo concreto per rigenerare gli spazi delle nostre città che devono diventare più funzionali e belle e non prevedere altre costruzioni. Per le famiglie in difficoltà, inoltre, vogliamo realizzare delle abitazioni a canone calmierato, ossia garantire un prezzo di affitto più basso: una risposta concreta all’emergenza abitativa della nostra Regione. Soddisfatto il Presidente Nicola Zingaretti, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Modifiche al Piano Casa approvate. Difendiamo le aree protette. Dalla prossima settimana al lavoro per incentivi alla rigenerazione urbana e realizzazione di abitazioni a canone calmierato. Si va avanti, le cose cambiano”.