tratto da https://www.nextville.it/news/63670/tar-piemonte-misure-compensative-per-le-fer-da-definire-in-sede-di-conferenza-di-servizi
mercoledì 6 maggio 2026
Tar Piemonte: misure compensative per le Fer da definire in sede di conferenza di servizi (Tiziana Giacalone)
È la Conferenza di servizi la sede istituzionale per la definizione delle misure compensative relative all'installazione e all'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Lo ha stabilito il Tar Piemonte con la sentenza 952/2026 respingendo il ricorso contro l'autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia per la realizzazione e l'esercizio di un impianto agrivoltaico.
Nel caso in esame, il Comune ricorrente, a conferenza di servizi chiusa, aveva comunicato alla Provincia l'avvio dei confronti con la società promotrice per la definizione di una convenzione sulle opere compensative.
Durante l'articolata fase istruttoria che ha preceduto la conclusione della conferenza di servizi e il rilascio dell'autorizzazione unica, l'amministrazione comunale ha invece reiterato il proprio parere negativo e ha respinto la proposta di indennizzo compensativo offerto dalla società.
Come precisano i giudici, la chiusura della conferenza di servizi rappresenta il termine entro cui le misure compensative avrebbero dovuto essere definite. Pertanto, la nota provinciale che invita i Comuni a fornire, prima del rilascio dell’autorizzazione unica, l'eventuale convenzione, deve essere interpretata nel senso che la stessa debba risultare perfezionata prima della data della chiusura dei lavori della conferenza. https://www.nextville.it/.../tar-piemonte-misure...
Una diversa interpretazione legittimerebbe un indefinito prolungamento dei tempi per il rilascio dell’autorizzazione unica, condizionato dalla tempistica incerta delle interlocuzioni tra i singoli enti locali e l’impresa, in elusione dei termini di conclusione del procedimento stabiliti dal legislatore a tutela dell’interesse pubblico all'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
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Ue, le nuove regole per il calcolo dell’impatto climatico degli edifici (Filippo Franchetto)
tratto da https://www.nextville.it/news/63660/ue-le-nuove-regole-per-il-calcolo-dellimpatto-climatico-degli-edifici E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il regolamento 2026/52 della Commissione, che istituisce un quadro normativo armonizzato per il calcolo del potenziale di riscaldamento globale (GWP – Global Warming Potential) nel corso del ciclo di vita dei nuovi edifici.
Il regolamento, che entrerà in vigore il 24 maggio 2026, va ad aggiornare l’allegato III della direttiva 2024/1275/Ue sulla prestazione energetica degli patrimonio immobiliare, specificando in particolare le modalità con cui il GWP deve essere calcolato e quindi successivamente incorporato all’interno dell’attestato di prestazione energetica dell’edificio.
Il calcolo del GWP abbraccia un orizzonte temporale di 50 anni, che viene considerato un arco di tempo sufficientemente lungo per ottenere risultati congrui e comparabili. Il GWP include l’intero ciclo di vita dell’edificio, a partire dalla fase di produzione dei materiali, passando per la costruzione dell’edificio, le emissioni operative in fase di utilizzo dell’immobile e infine quelle legate alle fasi finali di demolizione e smaltimento.
A partire dal 2028, il calcolo del GWP dell’intero ciclo di vita diventerà obbligatorio per tutti i nuovi edifici con superficie coperta utile superiore ai 1.000 metri quadrati; dal 2030, invece, si applicherà a tutti i nuovi immobili. Gli Stati membri avranno comunque facoltà di esonerare da questo calcolo quelle categorie di edifici già escluse dall’obbligo di attestato di prestazione energetica, ai sensi delle diverse normative nazionali.
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Conto Energia: ecco cosa dichiarare al Fisco (Olindo Casullo)
tratto da https://www.nextville.it/news/63654/conto-energia-ecco-cosa-dichiarare-al-fisco
Dagli impianti domestici alle attività d'impresa: quando gli incentivi sono esenti e quando vanno indicati nella dichiarazione precompilata.
Lo chiarisce il Gestore dei servizi energetici nella sezione dedicata ai quisiti spiegando i profili fiscali relativi ai detentori Conti Energia.
La necessità di dichiarare gli importi percepiti dal Gse nell'ambito del Conto Energia dipende dal tipo di tariffa incentivante, dalla potenza dell'impianto e dalla tipologia del soggetto responsabile, come persona fisica, condominio o impresa.
Per persone fisiche e condomini con impianti fino a 20 kW destinati a uso domestico, le tariffe incentivanti dei primi quattro Conti Energia (senza tariffa omnicomprensiva) non costituiscono reddito imponibile e quindi non vanno dichiarate.
Diverso il caso degli impianti fino a 20 kW incentivati con tariffa omnicomprensiva (IV e V Conto Energia): qui la quota relativa all'energia immessa in rete è considerata "reddito diverso" e deve essere inserita nella dichiarazione (modello 730 o Redditi). Il Gse trasmette automaticamente questi dati all'Agenzia delle entrate, facilitando la compilazione precompilata.
Infine, per impianti superiori a 20 kW o intestati a soggetti diversi da persone fisiche e condomini, l'attività è considerata commerciale abituale: gli incentivi diventano reddito d'impresa e comportano tutti gli adempimenti fiscali previsti, come partita IVA e fatturazione. ...
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lunedì 4 maggio 2026
Nei primi tre mesi dell’anno 189 morti sul lavoro. Cinque vittime tra gli studenti. In forte aumento gli infortuni in itinere di Redazione Economia. L'Inail registra aumenti in Sicilia (+4), Veneto (+3) e Sardegna (+2). Riduzioni nella manifattura (da 21 a 13 decessi) e nel commercio (da 14 a 10), mentre aumentano i casi in comparti come trasporti e logistica e servizi di supporto alle imprese
tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/04/morti-lavoro-infortuni-itinere-notizie/8374741/
dall'articolo: "Sono stati 189 i morti sul lavoro nei primi tre mesi dell’anno: 136 in occasione di lavoro e 53 in itinere. I nuovi dati Inail evidenziano un lieve calo dei numeri assoluti rispetto allo stesso periodo del 2025: 10 in meno i morti sul luogo di lavoro, 6 in meno quelli in itinere. Rapportando i casi agli occupati Istat, l’incidenza scende a 0,56 decessi ogni 100mila occupati, in diminuzione sia rispetto al 2019 sia rispetto al 2025. Ma la quota di morti avvenute in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati cresce (dal 67,9% al 72%), perché i decessi in itinere sono scesi di più rispetto a quelli avvenuti in occasione di lavoro.
Dal punto di vista settoriale, ci sono state riduzioni nella manifattura (da 21 a 13 decessi) e nel commercio (da 14 a 10), a fronte di più morti nel Trasporto e magazzinaggio (da 18 a 20 decessi denunciati), nei Servizi di supporto alle imprese (da 4 a 11), nelle attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (da 0 a 3) e nella sanità e assistenza sociale (da 2 a 3)."
domenica 3 maggio 2026
Gli assessori di 30 città rimandano il Piano casa: “Serve un confronto diretto con il governo. Non siano i Comuni a pagare” di Redazione Politica Alleanza Municipalista per il Diritto alla Casa attende di vedere il testo completo: "Servono fondi nuovi, dedicati e vincolati e priorità esplicita per l’edilizia residenziale pubblica", visti "i numeri dei nuclei presenti nelle graduatorie e il bisogno in cui versa il patrimonio pubblico mai finanziato da anni"
tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/03/piano-casa-assessori-comuni-fondi-notizie/8373573/
dall'articolo: "il “Piano Casa” varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri non convince gli assessori alle politiche abitative delle principali città italiane fra cui Bologna, Roma, Milano, Napoli, Torino e Genova. Con un documento firmato dagli aderenti all’Alleanza Municipalista per il Diritto alla Casa, 30 di loro accolgono con riserva il Piano e chiedono al governo un confronto diretto con i Comuni per definire l’attuazione delle politiche per la questione abitativa.
Al piano “dedichiamo fino a 10 miliardi di euro” ha detto la premier in conferenza stampa. Gli assessori attendono di leggere il testo definitivo del provvedimento, per capire, tra le altre cose, quante saranno effettivamente le risorse stanziate: “Non si può pensare di risolvere il problema della casa con un Piano nazionale che di fatto si avvale di fondi già destinati ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana. – si legge nel comunicato – Servono fondi nuovi, dedicati e vincolati: chiediamo che non siano i Comuni a pagare il Piano casa”.
L’Alleanza chiede anche garanzie sulla consistenza degli alloggi annunciati rispetto all’emergenza abitativa nelle città e una priorità esplicita per l’edilizia residenziale pubblica, visti “i numeri dei nuclei presenti nelle graduatorie e il bisogno in cui versa il patrimonio pubblico mai finanziato da anni”.
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