| 1081 | |||
Anno Pubblicazione
| 2014 | ||
Mittente
| Comune Di Pontinia | ||
Tipo Atto
| Determine | ||
Tipo Atto Interno
| Determinazioni | ||
Numero Atto
| 43 | ||
Oggetto Atto
| Determinazione dei valori delle aree fabbricabili ai fini IMU Anno 2014. Affidamento incarico. | ||
Data Atto
| 23/10/2014 | ||
Data Inizio Pubblicazione
| 26/11/2014 | ||
Data Fine Pubblicazione
| 11/12/2014 | ||
Documento
| |||
mercoledì 26 novembre 2014
Determinazione dei valori delle aree fabbricabili ai fini IMU Anno 2014. Affidamento incarico.
Abusi edilizi, quali responsabilità ha il nudo proprietario?
http://www.edilportale.com/news/2014/11/normativa/abusi-edilizi-quali-responsabilit%C3%A0-ha-il-nudo-proprietario_42715_15.html
Nel caso preso in esame dalla Corte, era stata realizzata una cisterna in un immobile vincolato ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004).
L’immobile era stato dato in usufrutto al padre dalla figlia, che in qualità di nuda proprietaria era stata considerata corresponsabile dell’intervento, realizzato materialmente dall’usufruttuario.
La Cassazione ha invece ribaltato il giudizio della Corte d’Appello, sostenendo che per condannare il proprietario bisogna dimostrare la sua disponibilità del bene immobile e il concreto interesse alla realizzazione delle opere abusive.
Se, al contrario, si dimostra di non aver voluto le opere e di non essere a conoscenza dei lavori, si possono evitare le sanzioni.
Cassazione: per evitare le sanzioni bisogna dimostrare di non essere a conoscenza né di aver voluto i lavori
26/11/2014 - Il proprietario di un immobile concesso in usufrutto può evitare la condanna per la realizzazione di opere abusive. Si è espressa in questi termini la Corte di Cassazione con la sentenza 43562/2014.Nel caso preso in esame dalla Corte, era stata realizzata una cisterna in un immobile vincolato ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004).
L’immobile era stato dato in usufrutto al padre dalla figlia, che in qualità di nuda proprietaria era stata considerata corresponsabile dell’intervento, realizzato materialmente dall’usufruttuario.
La Cassazione ha invece ribaltato il giudizio della Corte d’Appello, sostenendo che per condannare il proprietario bisogna dimostrare la sua disponibilità del bene immobile e il concreto interesse alla realizzazione delle opere abusive.
Se, al contrario, si dimostra di non aver voluto le opere e di non essere a conoscenza dei lavori, si possono evitare le sanzioni.
lunedì 24 novembre 2014
LIFE: lo strumento finanziario per l’ambiente dell’Unione Europea
Come fa l’Unione Europea a intervenire direttamente su problemi riguardanti l’ambiente? Tramite uno strumento finanziario, creato già dal 1992, per sostenere azioni e progetti concernenti l’ambiente, la conservazione della natura, il clima. Tale strumento si chiama “LIFE” (The financial instrument for the environment).
L’obiettivo generale di LIFE è di contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica ambientale e climatica dell’UE e della legislazione da cofinanziamento di progetti con valore aggiunto europeo.
A oggi, LIFE ha finanziato oltre 4000 progetti per un montante totale che sfiora i 3,5 miliardi di euro.
È una cifra impressionante. Ma, se si specifica che essa si riferisce a tutti gli Stati Membri dell’UE, alla molteplicità dei problemi ambientali da affrontare e al periodo di 12 anni, allora si comprende la sua relativa scarsità, specie se la si paragona ai 3,5 miliardi di euro annui, stimati necessari per la protezione dell’ambiente solo in Italia.
Come sempre, parlando di azioni comunitarie, va considerato il valore di esempio, stimolo, orientamento delle azioni e dei progetti più che il loro valore nominale. L’approccio é di dare un esempio per poi permettere allo Stato Membro di attuarlo in altre aree o settori a più larga scala. Inoltre, tutti i progetti LIFE sono co-finanziati (circa al 50%) insieme agli organismi proponenti degli Stati Membri. Secondo una programmazione e un finanziamento pluriannuale, i programmi si sono succeduti con ritmo regolare (LIFE: I, II, III e +). L’attribuzione di fondi ai progetti avviene attraverso bandi di gara per proposte che vengono poi valutate da appositi gruppi di esperti nominati all’uopo dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea responsabile del programma LIFE.
Principalmente sono state quattro le aree tematiche su cui si sono concentrate le azioni di LIFE finora:
a) Natura: pratiche o progetti di dimostrazione per contribuire alla realizzazione delle direttive “Uccelli” e “Habitat” e la rete “Natura 2000”;
b) Biodiversità: progetti innovativi o di dimostrazione per l’attuazione degli obiettivi della Comunicazione “Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 – e oltre”;
c) Ambiente: politica e governo ambientali. Progetti per l’attuazione della politica ambientale europea e lo sviluppo di innovative idee politiche e tecnologie. Qui si trovano la maggior parte dei progetti riguardanti il suolo e il territorio;
d) Informazione e comunicazione: progetti relativi alla comunicazione e campagne di sensibilizzazione sulla protezione della natura, conservazione della biodiversità e altre questioni ambientali, come pure progetti relativi alla prevenzione degli incendi boschivi.
Il programma LIFE continuerà con nuove modalità e gestione anche nel periodo 2014-2017:
(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:JOL_2014_116_R_0001).
(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:JOL_2014_116_R_0001).
Questa lunga premessa si é resa necessaria per meglio comprendere il ruolo che LIFE ha avuto e continuerà ad avere per il suolo. In effetti, sin dal suo primo programma, la protezione del suolo é stata una costante.
Dati, procedure, metodologie sono state sviluppate e diffuse in molti settori relativi al suolo tra cui, senza voler essere esaustivi: occupazione del suolo e sua impermeabilizzazione, biodiversità del suolo, monitoraggio, conservazione, contaminazione, cattura e stoccaggio del carbonio, supporto per una agricoltura sostenibile.
Una pubblicazione dell’inizio 2014 (in inglese) della DG Ambiente – “LIFE and Soil protection” - fornisce in maniera sintetica le informazioni sui progetti relativi al suolo, ripartite anche geograficamente.
L’Italia ha avuto 28 progetti coprenti tutte le tematiche sopra menzionate.
Per esempio, il progetto SOILCONS-WEB ha creato un supporto decisionale a livello regionale per la pianificazione delle aree secondo i principi di una utilizzazione sostenibile del territorio. Ugualmente LAGO SALSO e ECO RICE che si sono concentrati sul ripristino di vegetazione naturale; o PRODOSOL e ZeoLIFE che hanno affrontato la possibilità di riduzione di N per evitare la contaminazione dei suoli agricoli.
Sebbene LIFE sia conosciuto soprattutto da addetti ai lavori come Università, uffici studi di regioni o istituzioni territoriali, ONG specialistiche, ha l’ambizione di avvicinarsi a tutti i cittadini europei. Pertanto la sua pubblicazione non vuole essere un enunciato tecnico. Al contrario, vuole portare alla conoscenza di tutti, risultati di azioni aventi impatti positivi sul suolo per la salvaguardia delle generazioni future. La lettura di questo opuscolo illustra lo sforzo di costruzione europea in un campo in cui purtropo le resistenze nazionali sono ancora estremamente forti.
Rapa Nui
(Pedologi per Salviamo il Paesaggio) http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2014/11/life-lo-strumento-finanziario-per-lambiente-dellunione-europea/
(Pedologi per Salviamo il Paesaggio) http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2014/11/life-lo-strumento-finanziario-per-lambiente-dellunione-europea/
Catasto: verso un sistema informativo territoriale europeo
http://www.edilportale.com/news/2014/11/varie/catasto-verso-un-sistema-informativo-territoriale-europeo_42721_1.html
Con la riunione degli scorsi giorni si è concluso il semestre di Presidenza Italiana, iniziato in occasione della conferenza internazionale svolta ad Atene dal 23 al 25 giugno, e si è aperto quello della Lettonia.
La prima giornata del convegno si è aperta con la sessione dedicata al sistema informativo immobiliare gestito dall’Agenzia delle Entrate; si sono approfonditi i temi della valorizzazione della qualità dei dati catastali che potranno favorire l’integrazione di tutte le banche dati e delle informazioni in possesso dell’Agenzia relative al comparto immobiliare.
Nel corso della seconda giornata particolare attenzione è stata data all’archivio nazionale degli stradari, nato nel 2010 dalla collaborazione tra Istat e Entrate, che permette a tutti i Comuni italiani di avere a disposizione un unico riferimento toponomastico informatizzato e codificato. Successivamente sono state presentate esperienze simili di altri stati membri.
A conclusione della giornata c’è stato un focus sulle opportunità offerte dalla cooperazione internazionale sul fronte dello scambio informativo e della condivisione di best practice.
Il comitato permanente del catasto nell’UE, nato nel 2002 a Ispra, è formato dalle istituzioni che gestiscono il Catasto negli Stati Membri dell’UE con l’obiettivo di confrontarsi sulle tematiche immobiliari e creare un collegamento fra gli enti catastali di ogni Paese membro e Organi istituzionali dell’Ue. Elemento fondamentale alla base di quest’istituzione è la discussione e il confronto sull’informazione territoriale, “intesa come strumento fondamentale per l’attuazione di specifiche politiche, a supporto del governo del territorio”.
La mission è creare uno spazio adeguato all'interno del quale promuovere la piena conoscenza delle attività sviluppate dall'Unione Europea e dagli Stati Membri in materia di Catasto e, tramite tale informazione, sviluppare strategie e proporre iniziative comuni volte ad ottenere un maggiore coordinamento tra i diversi sistemi catastali europei ed i loro utenti.
Negli anni successivi, il Comitato si è sempre più caratterizzato come interlocutore di riferimento delle Istituzioni europee nelle tematiche di competenza, tra le quali si richiama l’attuazione della Direttiva 2007/2/Ce (denominata Inspire), finalizzata alla creazione di un’infrastruttura europea per l’informazione territoriale.
Il comitato permanente del catasto rafforza gli obiettivi di cooperazione sulle tematiche immobiliari
25/11/2014 - Qualità dei sistemi informativi immobiliari e cooperazione internazionale per un catasto in chiave europea; questi i temi centrali della Riunione plenaria del Comitato Permanente del Catasto nell’UE (Permanent Committee on Cadastre in the European Union), tenuta a Roma il 20 e 21 novembre 2014 presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.Con la riunione degli scorsi giorni si è concluso il semestre di Presidenza Italiana, iniziato in occasione della conferenza internazionale svolta ad Atene dal 23 al 25 giugno, e si è aperto quello della Lettonia.
La prima giornata del convegno si è aperta con la sessione dedicata al sistema informativo immobiliare gestito dall’Agenzia delle Entrate; si sono approfonditi i temi della valorizzazione della qualità dei dati catastali che potranno favorire l’integrazione di tutte le banche dati e delle informazioni in possesso dell’Agenzia relative al comparto immobiliare.
Nel corso della seconda giornata particolare attenzione è stata data all’archivio nazionale degli stradari, nato nel 2010 dalla collaborazione tra Istat e Entrate, che permette a tutti i Comuni italiani di avere a disposizione un unico riferimento toponomastico informatizzato e codificato. Successivamente sono state presentate esperienze simili di altri stati membri.
A conclusione della giornata c’è stato un focus sulle opportunità offerte dalla cooperazione internazionale sul fronte dello scambio informativo e della condivisione di best practice.
Il comitato permanente del catasto nell’UE, nato nel 2002 a Ispra, è formato dalle istituzioni che gestiscono il Catasto negli Stati Membri dell’UE con l’obiettivo di confrontarsi sulle tematiche immobiliari e creare un collegamento fra gli enti catastali di ogni Paese membro e Organi istituzionali dell’Ue. Elemento fondamentale alla base di quest’istituzione è la discussione e il confronto sull’informazione territoriale, “intesa come strumento fondamentale per l’attuazione di specifiche politiche, a supporto del governo del territorio”.
La mission è creare uno spazio adeguato all'interno del quale promuovere la piena conoscenza delle attività sviluppate dall'Unione Europea e dagli Stati Membri in materia di Catasto e, tramite tale informazione, sviluppare strategie e proporre iniziative comuni volte ad ottenere un maggiore coordinamento tra i diversi sistemi catastali europei ed i loro utenti.
Negli anni successivi, il Comitato si è sempre più caratterizzato come interlocutore di riferimento delle Istituzioni europee nelle tematiche di competenza, tra le quali si richiama l’attuazione della Direttiva 2007/2/Ce (denominata Inspire), finalizzata alla creazione di un’infrastruttura europea per l’informazione territoriale.
Corte dei conti: ‘l’eccesso di leggi e di deroghe causa corruzione’
http://www.edilportale.com/news/2014/11/normativa/corte-dei-conti-l-eccesso-di-leggi-e-di-deroghe-causa-corruzione_42699_15.html
Così il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, in una lectio magistralis sulla corruzione tenuta qualche giorno nella Scuola Nazionale dell’Amministrazione.
“Il mondo degli appalti pubblici - ha detto Squitieri - è tra i più regolati dalla legge e le opere non partono per i troppi ricorsi e le sospensive, attuati perché non si riesce a rispettare tutto il pacchetto enorme di leggi”.
Il presidente della magistratura contabile ha dunque condiviso i dubbi dell’Autorità Anticorruzione (Anac) sulle norme, contenute nello Sblocca Italia, che alzano a 5,2 milioni di euro l’importo degli appalti per i quali non è necessaria una gara”.
Ricordiamo infatti che i lavori per la messa in sicurezza dellescuole, la mitigazione dei rischi idrogeologici, per l’adeguamento sismico e per la tutela ambientale e del patrimonio culturale, sotto la soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro.
Questi interventi sono considerati di ‘estrema urgenza’ e indifferibili e per il loro avvio vengono introdotte deroghe alle procedure di scelta del contraente e alle fasi delle procedure di affidamento dei contratti, previste nel Codice degli Appalti.
“È un po’ preoccupante, la trattativa privata lascia qualche perplessità” - ha osservato Squitieri - aggiungendo che la norma è stata inserita con ogni probabilità proprio “per l’esigenza di snellezza” e per far ripartire l’attività economica. Come Corte dei conti - ha concluso - “vigileremo” insieme all’Anac.
“Facciamo nostro l’allarme lanciato dal Presidente della Corte dei Conti” - ha commentato il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
“Per il mercato dei lavori pubblici - ha proseguito il Cnappc - serve una legge che, recependo la nuova direttiva comunitaria in materia di appalti, punti proprio alla semplificazione ed alla trasparenza, ad una ulteriore apertura, alla valorizzazione delle capacità professionali ed al rilancio dell’istituto del concorso, quale elemento prioritario di selezione dei progetti per la realizzazione di qualità, così come avviene nella gran parte dei Paesi europei”.
“La semplificazione - secondo il Cnappc - non deve, però, diventare mai un boomerang che si ritorce contro la legalità. Ci lasciano, infatti, alquanto perplessi le norme dello Sblocca Italia che, avendo proprio come fine lo snellimento burocratico, alzano a 5,2 milioni di euro l’importo degli appalti per i quali non è necessaria una gara”.
“Lo ribadiamo: gli appalti urgenti, gli interventi di rigenerazione e di bonifica devono sempre essere accompagnati da un sistema di controlli in modo da garantire ed incentivare il più totale rispetto della trasparenza e della regole, prevenendo, così, ogni forma di corruzione” - hanno concluso gli architetti.
Perplessità sulle norme dello Sblocca Italia che consentono di derogare al Codice appalti per le gare fino a 5,2 milioni di euro
24/11/2014 - L’eccesso di leggi in Italia “causa corruzione” perché “ci si avvale della complessità del procedimento per intervenire a facilitarlo chiedendo qualcosa in cambio”. Con l’Expo e lo Sblocca Italia “siamo arrivati al paradosso: per raggiungere un obiettivo si è dovuto fare un DL per dire che le leggi non si rispettassero. C’è qualcosa che non va”.Così il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, in una lectio magistralis sulla corruzione tenuta qualche giorno nella Scuola Nazionale dell’Amministrazione.
“Il mondo degli appalti pubblici - ha detto Squitieri - è tra i più regolati dalla legge e le opere non partono per i troppi ricorsi e le sospensive, attuati perché non si riesce a rispettare tutto il pacchetto enorme di leggi”.
Il presidente della magistratura contabile ha dunque condiviso i dubbi dell’Autorità Anticorruzione (Anac) sulle norme, contenute nello Sblocca Italia, che alzano a 5,2 milioni di euro l’importo degli appalti per i quali non è necessaria una gara”.
Ricordiamo infatti che i lavori per la messa in sicurezza dellescuole, la mitigazione dei rischi idrogeologici, per l’adeguamento sismico e per la tutela ambientale e del patrimonio culturale, sotto la soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro.
Questi interventi sono considerati di ‘estrema urgenza’ e indifferibili e per il loro avvio vengono introdotte deroghe alle procedure di scelta del contraente e alle fasi delle procedure di affidamento dei contratti, previste nel Codice degli Appalti.
“È un po’ preoccupante, la trattativa privata lascia qualche perplessità” - ha osservato Squitieri - aggiungendo che la norma è stata inserita con ogni probabilità proprio “per l’esigenza di snellezza” e per far ripartire l’attività economica. Come Corte dei conti - ha concluso - “vigileremo” insieme all’Anac.
“Facciamo nostro l’allarme lanciato dal Presidente della Corte dei Conti” - ha commentato il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
“Per il mercato dei lavori pubblici - ha proseguito il Cnappc - serve una legge che, recependo la nuova direttiva comunitaria in materia di appalti, punti proprio alla semplificazione ed alla trasparenza, ad una ulteriore apertura, alla valorizzazione delle capacità professionali ed al rilancio dell’istituto del concorso, quale elemento prioritario di selezione dei progetti per la realizzazione di qualità, così come avviene nella gran parte dei Paesi europei”.
“La semplificazione - secondo il Cnappc - non deve, però, diventare mai un boomerang che si ritorce contro la legalità. Ci lasciano, infatti, alquanto perplessi le norme dello Sblocca Italia che, avendo proprio come fine lo snellimento burocratico, alzano a 5,2 milioni di euro l’importo degli appalti per i quali non è necessaria una gara”.
“Lo ribadiamo: gli appalti urgenti, gli interventi di rigenerazione e di bonifica devono sempre essere accompagnati da un sistema di controlli in modo da garantire ed incentivare il più totale rispetto della trasparenza e della regole, prevenendo, così, ogni forma di corruzione” - hanno concluso gli architetti.
Inquinamento acustico, quando si ha diritto al risarcimento
http://www.edilportale.com/news/2014/11/normativa/inquinamento-acustico-quando-si-ha-diritto-al-risarcimento_42716_15.html
Nel caso preso in esame, due coniugi lamentavano il forte rumore derivante dall’impianto termico condominiale e chiedevano che il condominio realizzasse gli interventi per la minimizzazione dell’impatto acustico e risarcisse il danno causato.
La richiesta era stata respinta dal Tribunale, ma la Cassazione ha successivamente ribaltato la situazione.
Secondo la Cassazione, con l’articolo 844 del Codice Civile si crea una tutela i diritti dei proprietari contro le immissioni rumorose o da altre fonti. Ciò significa che, anche se l’impianto è usato in modo normale, se si supera la soglia consentita il condominio è in colpa perché produce un danno ai condomini, che vanno quindi risarciti. Il risarcimento riguarda sia il danno patrimoniale, cioè la perdita di valore e il minore godimento dell’immobile, sia il danno biologico nel caso in cui dalle immissioni rumorose derivi un pregiudizio per la salute.
La Cassazione ha spiegato che il limite di tollerabilità in senso privatistico va determinato volta per volta in considerazione del diritto ad abitare in un luogo salubre e privo di fattori che possono pregiudicare la salute. Resta invece ferma la normativa di diritto pubblico, che fissa linee guida generali per la tutela dell’interesse collettivo. Sull’argomento interverrà anche il Governo, che con la Legge Europea 2013 bis ha ricevuto la delega per la semplificazione delle procedure autorizzative in materia di requisiti acustici passivi degli edifici.
Cassazione: la tollerabilità va valutata caso per caso per garantire il diritto ad abitare in un luogo salubre
24/11/2014 - Quando un impianto emette rumori oltre la soglia consentita, si verifica un illecito anche se l’impianto è a norma dal punto di vista dell’installazione e della manutenzione e chi si sente danneggiato ha diritto al risarcimento. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza 23283/2014.Nel caso preso in esame, due coniugi lamentavano il forte rumore derivante dall’impianto termico condominiale e chiedevano che il condominio realizzasse gli interventi per la minimizzazione dell’impatto acustico e risarcisse il danno causato.
La richiesta era stata respinta dal Tribunale, ma la Cassazione ha successivamente ribaltato la situazione.
Secondo la Cassazione, con l’articolo 844 del Codice Civile si crea una tutela i diritti dei proprietari contro le immissioni rumorose o da altre fonti. Ciò significa che, anche se l’impianto è usato in modo normale, se si supera la soglia consentita il condominio è in colpa perché produce un danno ai condomini, che vanno quindi risarciti. Il risarcimento riguarda sia il danno patrimoniale, cioè la perdita di valore e il minore godimento dell’immobile, sia il danno biologico nel caso in cui dalle immissioni rumorose derivi un pregiudizio per la salute.
La Cassazione ha spiegato che il limite di tollerabilità in senso privatistico va determinato volta per volta in considerazione del diritto ad abitare in un luogo salubre e privo di fattori che possono pregiudicare la salute. Resta invece ferma la normativa di diritto pubblico, che fissa linee guida generali per la tutela dell’interesse collettivo. Sull’argomento interverrà anche il Governo, che con la Legge Europea 2013 bis ha ricevuto la delega per la semplificazione delle procedure autorizzative in materia di requisiti acustici passivi degli edifici.
domenica 23 novembre 2014
Latina CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PER "IMPRENDITORE AGRICOLO". PUBBLICATO IL BANDO PER L'AMMISSIONE DI 15 ALLIEVI
IlServizio Formazione Professionale informa che è stato emanato un bando per l'ammissione di n. 15 allievi al corso di frequenza per "Imprenditori Agricoli", sede di Latina.
I corsi sono riservati a candidati in possesso dei seguenti requisiti:
- avere compiuto 18 anni;
- avere o dovere presentare domanda nel Piano di Sviluppo Rurale relativo al Reg. CEE 1698/05;
- diploma di scuola media/diploma di scuola media superiore.
Gli interessati possono consultare il bandosul sitodella Provincia di Latina,www.provincia.latina.it
Tutte le informazioni e i chiarimenti relativi al presente bando possono essere, inoltre, richiesti a:
Latina Formazione Lavoro S.p.A. - Via Epitaffio, km.4,200 - 04100 LATINA - tel. 07731716573 - fax 07731715649.
Indirizzo mail: agricoltura@latinaformazione.it http://www.provincia.latina.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12688
I corsi sono riservati a candidati in possesso dei seguenti requisiti:
- avere compiuto 18 anni;
- avere o dovere presentare domanda nel Piano di Sviluppo Rurale relativo al Reg. CEE 1698/05;
- diploma di scuola media/diploma di scuola media superiore.
Gli interessati possono consultare il bandosul sitodella Provincia di Latina,www.provincia.latina.it
Tutte le informazioni e i chiarimenti relativi al presente bando possono essere, inoltre, richiesti a:
Latina Formazione Lavoro S.p.A. - Via Epitaffio, km.4,200 - 04100 LATINA - tel. 07731716573 - fax 07731715649.
Indirizzo mail: agricoltura@latinaformazione.it http://www.provincia.latina.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12688
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