tratto da https://www.regione.lazio.it/cittadini/tutela-ambientale-difesa-suolo/valutazione-impatto-ambientale
Categoria
– CAVE (nuovi interventi, ampliamenti o rinnovi)
CHECK
LIST ELABORATI
VERIFICA
DI ASSOGGETTABILITÀ A VIA
|
VALUTAZIONE
DI IMPATTO AMBIENTALE
|
|
|
Al
fine dell’espressione del provvedimento di Verifica
di assoggettabilità a VIA,
come previsto dall’art. 19 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., il
proponente dovrà trasmettere i seguenti elaborati e documenti:
Progetto
della cava
Studio
preliminare ambientale
|
Al
fine dell’espressione del provvedimento di Valutazione
di Impatto Ambientale,
come previsto dall’art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., il
proponente dovrà trasmettere i seguenti elaborati e documenti:
Progetto
della cava
Studio
di Impatto Ambientale
Sintesi
non tecnica
|
A Progetto
della cava
Il
Progetto della cava dovrà essere composto dai seguenti elaborati e
documenti, ai sensi del Regolamento Regionale n.5 del 14 aprile 2005
e s.m.i., di attuazione dell’articolo 7 della Legge Regionale 6
dicembre 2004, n. 17 (Disciplina
organica in materia di cave e torbiere e modifiche alla Legge
Regionale 6 agosto 1999, n. 14 “Organizzazione
delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del
decentramento amministrativo” e successive modifiche):
relazione
sugli esiti del piano di ricerca di cui all’art. 3 del
Regolamento;
piano
di coltivazione e di recupero ambientale di cui all’art. 5 del
Regolamento;
titolo
comprovante la disponibilità dell’area sulla quale si intende
svolgere l’attività di coltivazione corredato da certificati e
cartografie catastali;
certificazione
di iscrizione all’albo professionale del direttore responsabile
dei lavori o certificazione comprovante quanto previsto all’articolo
100, comma 5, del D.Lgs. 624/1996;
certificato
di iscrizione alla Camera di commercio, industria, agricoltura ed
artigianato del richiedente;
relazione
firmata dal titolare dell’impresa o dal legale rappresentante
concernente:
le
capacità tecnico–economiche dell’impresa ad effettuare i lavori
di coltivazione richiesti, con esplicitazione delle macchine ed
impianti a disposizione nonché delle unità lavorative occupate;
la
descrizione delle eventuali precedenti esperienze nel settore
estrattivo, con particolare riferimento all’attività di cava
effettuata e all’efficacia delle opere di ricomposizione
ambientale realizzate;
il
fatturato annuo;
certificato
di destinazione urbanistica (completo di N.T.A.) relativa all’area
su cui si intende svolgere la coltivazione, nonché, limitatamente
all’area stessa, cartografie del Piano Territoriale Paesistico
Regionale (PTPR), approvato con Deliberazione del Consiglio
Regionale 21 aprile 2021, n. 5 e dei piani territoriali provinciali
generali (PTPG) di cui alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38
(Norme sul governo del territorio) e successive modifiche, ove
esistenti;
relazione
geologica, geotecnica, geomineraria di cui all’art. 6 del
Regolamento;
relazione
naturalistico, faunistico, vegetazionale di cui all’art. 7 del
Regolamento;
computo
metrico estimativo di cui all’art. 8 del Regolamento;
elaborati
grafici, cartografia e documentazione fotografica;
progetto
relativo al rispetto delle norme di sicurezza;
autorizzazione
paesaggistica ovvero l’accertamento di compatibilità
paesaggistica di cui, rispettivamente, agli articoli 146 e 167 del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni
culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6
luglio 2002, n. 137) per gli interventi ricadenti in aree sottoposte
a vincolo paesaggistico;
per
gli interventi che prevedono l’apertura di una nuova cava, alla
documentazione di progetto dovrà essere allegata:
la
verifica preliminare effettuata dalla competente Area Attività
Estrattive, in ordine alla regolarità della domanda stessa, alla
sussistenza del preminente interesse socio-economico sovracomunale e
di salvaguardia dei livelli occupazionali, nonché alla
compatibilità con il PRAE di cui all’art. 9 della Legge Regionale
n.17/2004 e s.m.i.;
titolo
di disponibilità dell’area interessata in originale o copia
autentica (proprietà, affitto) risultante da atto notarile o da
scrittura privata, registrata, con allegato atto che certifichi la
proprietà dei terreni interessati, e dal quale risulti la piena
incondizionata disponibilità dell’area da parte del richiedente.
Negli
elaborati su elencati, oltre a quanto indicato negli specifici artt.
del Regolamento di attuazione dell’articolo 7 della legge regionale
6 dicembre 2004, n. 17, dovranno essere comunque presenti:
Negli
elaborati grafici:
Dovrà
essere presente un inquadramento territoriale rappresentato nei
seguenti elaborati:
localizzazione
dell’intervento a scala territoriale;
localizzazione
dell’intervento da realizzare su CTR (con indicazione del numero
di foglio) in scala 1:10.000;
localizzazione
dell’intervento da realizzare su CTRN (con indicazione
dell’elemento) in scala 1:5.000;
localizzazione
dell’intervento da realizzare su ortofoto e/o foto aerea in scala
1:10.000/5.000;
localizzazione
del perimetro dell’area di intervento da realizzare su foto aerea
in scala 1:5.000/2.000;
localizzazione
del perimetro dell’area di intervento e degli ingombri delle opere
previste da realizzare su foto aerea in scala 1:2.000/1.000;
localizzazione
dell’intervento sugli elaborati del Piano Regionale delle Attività
Estrattive (PRAE), in scala 1:10.000;
localizzazione
dell’intervento su stralci degli strumenti di pianificazione
paesaggistico territoriale (tavole PTP e PTPR) corredati delle Norme
Tecniche di Attuazione e relativa legenda delle categorie di tutela
interessate in scala non superiore a 1:5000;
localizzazione
dell’intervento su stralcio del piano urbanistico generale
comunale (scala 1:5.000) e del piano urbanistico attuativo (scala
1:2.000/1.000), corredato delle Norme Tecniche di Attuazione e
relativa legenda delle destinazioni interessate;
localizzazione
dell’intervento su stralcio del Piano di Assetto del Parco (se
adottato) se l’opera ricade nel sistema regionale delle aree
protette in scala non superiore a 1:10.000;
localizzazione
dell’intervento su cartografia Rete Natura 2000;
localizzazione
dell’intervento su eventuale vincolo idrogeologico in scala non
superiore a 1:10.000;
localizzazione
dell’intervento sulla cartografia relativa alla Pianificazione di
Bacino Idrografico ed alla Pianificazione di Bacino Distrettuale
(stralci in scala non superiore a 1:10.000);
localizzazione
dell’intervento su stralcio del Piano Regionale di Tutela delle
Acque in scala non superiore a 1:10.000;
localizzazione
dell’intervento sugli elaborati del Piano di Risanamento della
Qualità dell'Aria in scala non superiore a 1:10.000;
localizzazione
dell’intervento su stralcio del Piano di Zonizzazione Acustica
Comunale (se approvato) in scala non superiore a 1:10.000;
localizzazione
dell’intervento su stralcio di ulteriori strumenti di vincolo e
tutela in scala non superiore a 1:10.000.
Oltre
a quanto già previsto dal Regolamento Regionale n.5 del 14 aprile
2005 e s.m.i., il progetto della cava dovrà contenere anche i
seguenti elaborati:
Studio
di Impatto Acustico redatto ai sensi dell’art.18 della Legge
Regionale 03/08/2001 n.18 e s.m.i. “Disposizioni in materia di
inquinamento acustico per la pianificazione ed il risanamento del
territorio - modifiche alla Legge Regionale 6 agosto 1999, n. 14”;
Certificazione
sugli usi civici ai sensi della Legge Regionale 3 gennaio 1986 n.1
(Regime urbanistico dei terreni di uso civico e relative norme
transitorie) e successive modifiche ed alla legge regionale 6 agosto
1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e
successive modifiche;
Per
gli interventi di ampliamento e rinnovo di una attività estrattiva,
alla documentazione di progetto dovrà essere allegata anche una
Perizia Giurata a firma di un tecnico abilitato, che attesti che la
coltivazione pregressa è stata effettuata nel rispetto del progetto
autorizzato (area cantiere estrattivo, volumi, tempi, quota fondo
scavo ecc.);
Carta
delle visuali estesa all’intero bacino idrografico o ad un raggio
minimo di 10 chilometri, con l’obbligo di segnalare, anche al di
fuori di questa distanza la presenza di centri storici o località
panoramiche da cui sarà possibile vedere la cava proposta;
Eventuale
cartografia e relazione (se ritenute necessarie), sulle attività
economiche, ricettive, artigianali, industriali, agricole esistenti
in un raggio di 5 chilometri dal sito di cava, preferibilmente
realizzata da figura professionale idonea all’analisi delle
relazioni sociali ed economiche del territorio.
Scheda
di sintesi dell’intervento (Vedi Allegato)
Documentazione
fotografica
La
documentazione dovrà illustrare, in modo esauriente e dettagliato,
lo stato dei luoghi da diverse angolazioni. Le foto, a colori e con i
coni di visuali riportati in planimetria, devono indicare la data
dello scatto. E’ necessaria una vista dell'area di intervento o una
panoramica da punti dai quali è possibile cogliere con completezza
le fisionomie fondamentali del territorio.
Eventuali
fotosimulazioni (se ritenute necessarie)
Le
foto simulazioni (effettuate sulle foto di cui alla documentazione
fotografica), dovranno essere realizzate per la situazione
post-operam priva di interventi di mitigazione e post-operam con gli
interventi di mitigazione proposti, dovranno inoltre riprodurre
eventuali interventi contermini già esistenti o in progetto.
E’
infine richiesta la rappresentazione dello stato post-operam, nel
complesso dei suoi interventi di progetto e di mitigazione mediante
prospettive a volo d’uccello raffiguranti tutto il contesto
territoriale significativo ai fini di una sua completa valutazione.
Piano
di Gestione dei rifiuti di estrazione di cui all’art. 5 del D.Lgs.
117/2008
Nell’ambito
del progetto di coltivazione e recupero ambientale della cava, dovrà
essere redatto il Piano di gestione dei rifiuti derivanti
dall’attività estrattiva, finalizzato alla definizione delle
misure, procedure e azioni necessarie per prevenire o per ridurre il
più possibile eventuali effetti negativi per l'ambiente, in
particolare per l'acqua, l'aria, il suolo, la fauna, la flora e il
paesaggio, nonché eventuali rischi per la salute umana.
Studio
preliminare ambientale
Lo
studio sarà redatto in conformità a quanto contenuto
nell’allegato IV-bis alla parte seconda del D.Lgs. 152/06 e
s.m.i., tenuto conto, se del caso, dei criteri contenuti
nell’allegato V dello stesso Decreto, organizzati nelle tre
sezioni di seguito riportate:
Caratteristiche
del progetto
Localizzazione
del progetto
Tipologia
e caratteristiche dell’impatto potenziale sulle componenti
ambientali indicate
Caratteristiche
del progetto
Saranno
illustrate le caratteristiche del progetto che definiscano in
particolare:
dimensionamento
e caratterizzazione dell’opera
eventuali
cumuli con altri progetti
utilizzo
e consumo di risorse naturali
produzione
di rifiuti (D.Lgs. 117/2008 )
Regimazione
delle acque
Rischio
di incidenti
Inquinamento
e disturbi ambientali
Rischi
per la salute umana
Interventi
di mitigazione ambientale
In
modo particolare per la presente categoria di opere vanno
evidenziate le caratteristiche progettuali relative alla
mitigazione e compensazione dei seguenti impatti:
produzione
di polveri
rumori
vibrazioni
inquinamento
acque sotterranee e superficiali
alterazione
del regime idrologico/idraulico superficiale
impatto
sulla vegetazione presente
impatto
sul paesaggio
traffico
indotto
salute
pubblica
Localizzazione
del progetto
Sarà
considerata la sensibilità ambientale delle aree interessate dal
progetto stesso e di quelle che possano risentire degli eventuali
impatti con particolare riferimento a:
uso
del suolo
capacità
di rigenerazione delle risorse naturali della zona
capacità
di carico dell’ambiente naturale interessato dagli impatti con
particolare attenzione alle seguenti zone: Zone umide; Zone
costiere; Zone boscate; Riserve e parchi ZPS e SIC; Zone con
standard di qualità ambientali già superati; Zone a forte
densità demografica; Siti di importanza storico-archeologica e
culturale paesaggistica; Territori con produzioni agricole di
particolare qualità
Si
dovrà fornire il quadro programmatico di riferimento in ordine ai
seguenti strumenti:
Piano
Territoriale Provinciale Generale (PTPG)
Piano
Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR)
Piano
Territoriale Paesistico (PTP)
Vincolo
Idrogeologico
Pianificazione
di Bacino Idrografico e di Bacino Distrettuale
Piano
Regolatore Generale Comunale (PRG/PUCG)
Classificazione
acustica
Classificazione
sismica
Altri
aspetti programmatici
Caratteristiche
dell’impatto potenziale sulle componenti ambientali indicate
Saranno
considerati gli impatti potenzialmente significativi tenendo conto
di:
Intensità,
estensione e complessità dell’impatto
Natura
dell’impatto
Probabilità
dell’impatto
Durata,
frequenza e reversibilità dell’impatto
Cumulo
con l’impatto di altri progetti
|
Studio
di Impatto Ambientale
Lo
studio dovrà essere redatto sulla base dei contenuti indicati
nell’Allegato VII del DLgs 152/06 e s.m.i..
A
titolo esemplificativo, i contenuti dello studio ambientale
potranno essere organizzati nelle tre sezioni di seguito
riportate:
Quadro
di riferimento programmatico
Quadro
di riferimento progettuale
Quadro
di riferimento ambientale
Quadro
di riferimento programmatico
Si
dovrà fornire, e analizzare, il quadro programmatico di
riferimento in ordine ai seguenti strumenti:
Piano
Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR)
Piano
Territoriale Paesistico (PTP)
Piano
Territoriale Provinciale Generale (PTPG)
Vincolo
Idrogeologico
Pianificazione
di Bacino Idrografico e di Bacino Distrettuale
Piano
Regionale di Tutela delle Acque
Piano
di Risanamento della Qualità dell'Aria
Classificazione
sismica
Piano
Regolatore Generale Comunale (PRG/PUCG) ed eventuale attuativo:
Classificazione
acustica
Altri
aspetti programmatici
Quadro
di riferimento progettuale
Dovranno
essere illustrate le caratteristiche del progetto che definiscano
in particolare:
descrizione
dell’ubicazione del progetto;
descrizione
delle caratteristiche fisiche dell’insieme del progetto;
descrizione
delle principali caratteristiche della fase di funzionamento del
progetto;
valutazione
del tipo e della quantità dei residui e delle emissioni
previsti;
descrizione
della tecnica prescelta, per prevenire le emissioni degli
impianti e per ridurre l’utilizzo delle risorse naturali;
descrizione
delle principali alternative ragionevoli del progetto;
eventuali
cumuli con altri progetti
utilizzo
e consumo di risorse ambientali
produzione
di rifiuti (D.Lgs. 117/2008)
regimazione
delle acque
rischio
di incidenti
inquinamento
e disturbi ambientali
interventi
di mitigazione ambientale
Quadro
di riferimento ambientale
I
fattori
ambientali
da considerare per la descrizione dei probabili impatti rilevanti
del progetto proposto, sono quelli indicati all’articolo 5,
comma 1, lettera c) del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.:
popolazione
e salute umana;
biodiversità,
con particolare attenzione alle specie e agli habitat protetti
in virtù della direttiva 92/43/CEE e della direttiva
2009/147/CE;
territorio,
suolo, acqua, aria e clima;
beni
materiali, patrimonio culturale, paesaggio;
interazione
tra i fattori sopra elencati.
Impatti-Rispetto
ai fattori sopra indicati, lo studio ambientale dovrà contenere:
descrizione
dei possibili impatti ambientali che include sia effetti diretti
che eventuali effetti indiretti, secondari, cumulativi,
transfrontalieri, a breve, medio e lungo termine, permanenti e
temporanei, positivi e negativi del progetto.
descrizione
da parte del proponente dei metodi di previsione utilizzati per
individuare e valutare gli impatti ambientali significativi del
progetto
descrizione
delle misure previste per evitare, prevenire, ridurre o, se
possibile, compensare gli impatti ambientali significativi e
negativi identificati del progetto
descrizione
degli elementi e dei beni culturali e paesaggistici eventualmente
presenti
descrizione
dei previsti impatti ambientali significativi e negativi del
progetto, derivanti dalla vulnerabilità del progetto ai rischi
di gravi incidenti e/o calamità che sono pertinenti per il
progetto in questione
In
modo particolare, per la presente categoria di opere vanno
evidenziate le caratteristiche progettuali relative alla
mitigazione
e compensazione
dei seguenti impatti:
produzione
di polveri
rumori
vibrazioni
inquinamento
acque sotterranee e superficiali
alterazione
del regime idrologico/idraulico superficiale
impatto
sulla vegetazione eventualmente presente
impatto
sul paesaggio
traffico
indotto
Al
fine di verificare le valutazioni contenute nello studio di
impatto ambientale relativamente ai possibili impatti
significativi e negativi sull’ambiente e l’efficacia delle
misure di mitigazione degli stessi previste nel progetto, lo
studio dovrà contenere un Progetto
di Monitoraggio Ambientale,
così come previsto dall’art.22, comma 3, lettera e) del D.Lgs.
152/06 e s.m.i.,
che
tenga conto della fase ante operam del sito, della fase di
esercizio e di quella post operam per un congruo tempo a recupero
ultimato.
Quale
utile indicazione per la predisposizione del PMA,
si riporta di seguito il link relativo alle Linee Guida
predisposte dal Ministero dell’Ambiente (Rev. 1 del 16/06/2014)
e quelle della Regione Umbria:
https://va.minambiente.it/it-T/DatiEStrumenti/MetadatoRisorsaCondivisione/1da3d616-c0a3-4e65-8e48-f67bc355957a
https://www.arpa.umbria.it/pagine/via
A
titolo di esempio inoltre, si riportano di seguito anche i link
relativi alle linee guida specifiche per le attività estrattive
predisposte da ARPA Lombardia e ARPA FVG:
http://www.arpalombardia.it/Pages/Valutazioni-Ambientali/PMA.aspx
http://www.arpa.fvg.it/cms/istituzionale/servizi/VIA/news/Linee-guida-monitoraggio-attivit-estrattive.html
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Sintesi
non tecnica
La
sintesi non tecnica dovrà contenere le caratteristiche
dimensionali e funzionali del progetto ed i dati ed informazioni
contenuti nello studio stesso, inclusi gli elaborati grafici
nonché la sintetica descrizione dei principali impatti indotti
dalla realizzazione dell’opera e le misure di mitigazione e
compensazione adottate. La documentazione dovrà essere
predisposta al fine consentirne un'agevole comprensione da parte
del pubblico ed un'agevole riproduzione, così come previsto
dall’art 22 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.
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