lunedì 25 febbraio 2013
sanatoria paesaggistica per i vani tecnici e impianti tecnologici
Vani tecnici, ok alla sanatoria paesaggistica
Tar Puglia: i volumi che ospitano gli impianti tecnologici non aumentano il carico urbanistico
di Paola Mammarella
26/02/2013 - I vani tecnici possono ottenere l’autorizzazione paesaggistica in sanatoria. Lo sostiene il Tar Puglia, che con la sentenza 35/2013 (http://www.edilportale.com/normativa/sentenza/2013/35/tar-puglia-la-realizzazione-di-volumi-tecnici-pu%C3%B2-ottenere-l-autorizzazione-paesaggistica-in-sanatoria.._14025.html) ha accolto il ricorso presentato dal proprietario di un immobile che dopo aver effettuato dei lavori di manutenzione era incappato nello stop della Soprintendenza ai Beni Architettonici.Secondo il Tribunale Amministrativo, possono ottenere l’autorizzazione paesaggistica in sanatoria tutti i lavori che non comportano un aumento dei volumi o delle superfici. Caso in cui rientrano i volumi tecnici, destinati ad ospitare gli impianti tecnologici, che non provocano un aumento del carico urbanistico.
Nel caso preso in esame dal Tar, il proprietario di un’abitazione aveva presentato la comunicazione di inizio lavori per la manutenzione ordinaria del suo immobile. Le opere comprendevano lavori di riparazione, rinnovamento, sostituzione delle finiture e mantenimento in efficienza degli impianti tecnologici.
A tal fine era stata effettuata la sopraelevazione di alcuni muri esistenti e la ricostruzione della copertura a tetto.
Dopo una serie di accertamenti era stato disposto il sequestro e la sospensione dei lavori. In seguito alla presentazione del permesso di costruire in sanatoria, il Comune aveva rilasciato il titolo abilitativo perché si trattava della realizzazione di un vano tecnico, che non influiva sul volume né sulla superficie esistente e si inseriva nel contesto architettonico e paesaggistico.
La Soprintendenza ai Beni Architettonici aveva però espresso parere contrario sulla compatibilità paesaggistica. Contro il parere, che aveva bloccato l’iter del procedimento, il proprietario aveva presentato ricorso.
Il Tar ha accolto le motivazioni del proprietario in considerazione del rapporto di pertinenza con l’immobile principale e delle misure ridotte del vano tecnico realizzato, che ospitando al suo interno gli impianti tecnologici non comporta un aumento del carico urbanistico.
(riproduzione riservata) http://www.edilportale.com/news/2013/02/normativa/vani-tecnici-ok-alla-sanatoria-paesaggistica_32000_15.html
domenica 24 febbraio 2013
Sicurezza sul lavoro, dal Ministero la normativa aggiornata
Tra le novità, le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi
di Rossella Calabrese 15/01/2013 - Il Ministero del Lavoro ha pubblicato sul proprio sito web il Testo Unico in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro coordinato con le disposizioni integrative e correttive del Dlgs 106/2009 e aggiornato alle ultime novità normative sullo stesso tema.
Il corposo documento (scarica il testo http://www.edilportale.com/normativa/documento-unico/2013/ministero-del-lavoro-e-delle-politiche-sociali-dlgs-9-aprile-2008-n.-81-testo-unico-sulla-salute_13800.html) contiene le ultime novità in materia di sicurezza sul lavoro, come il DM 30 novembre 2012 che introduce le “procedure standardizzate per la valutazione dei rischi” (leggi tutto http://www.edilportale.com/news/2012/12/sicurezza/dal-ministero-del-lavoro-la-procedura-per-la-valutazione-dei-rischi_30733_22.html), ai sensi dell’articolo 29 comma 5 del TU Sicurezza sul lavoro, come modificato dalla Legge di Stabilità 2013 (Legge 228/2012 http://www.edilportale.com/normativa/legge-dello-stato/2012/228/disposizioni-per-la-formazione-del-bilancio-annuale-e-pluriennale-dello-stato-(legge-di-stabilit%C3%A0-2013)_13314.html).
Nel testo sono evidenziate le modifiche e le integrazioni apportate al Testo Unico (Dlgs 81/2008 http://www.edilportale.com/normativa/decreto-legislativo/2008/81/attuazione-dell-articolo-1-della-legge-3-agosto-2007-n.-123-in-materia-di-tutela-della-salute-e-della_10441.html) dal Dlgs 106/2009 http://www.edilportale.com/normativa/decreto-legislativo/2009/106/disposizioni-integrative-e-correttive-del-decreto-legislativo-9-aprile-2008-n.-81-in-materia-di-tutela_11148.html; in particolare in rosa scuro le disposizioni sanzionate con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda, in marrone chiaro quelle sanzionate soltanto con un’ammenda e in giallo le disposizioni punite con sanzione pecuniaria amministrativa.
Le norme non evidenziate con un colore sono quelle sanzionate amministrativamente e non penalmente.
Il Ministero chiarisce che il Documento non riveste carattere di ufficialità e rimanda ai testi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
(riproduzione riservata)http://www.edilportale.com/news/2013/01/sicurezza/sicurezza-sul-lavoro-dal-ministero-la-normativa-aggiornata_31191_22.html
lunedì 3 dicembre 2012
accatastamento fabbricati rurali proroga a maggio 2013
Notizia ufficiosa (fonte dipendente agenzia del Territorio di Latina) l'accatastamento dei fabbricati rurali è stato prorogato a maggio 2013 come richiesto dal consiglio nazionale dei geometri
sanatoria fabbricati fantasma scadenza 2 aprile ricorsi entro entro 20 gennaio
Sanatoria catastale, ultimi aggiornamenti entro il 2 aprile 2013 Pubblicato l’elenco degli immobili ‘fantasma’ cui applicare la rendita presunta, ricorsi entro il 30 gennaio di Paola Mammarella 04/12/2012 - Prosegue l’iter dell’emersione degli immobili fantasma. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di venerdì 30 novembre l'elenco dei Comuni (vedere http://www.edilportale.com/normativa/comunicato/2000/agenzia-del-territorio-elenco-dei-comuni-interessati-dalla-seconda-fase-dell-attivita-di-attribuzione_13575.html) in cui sono stati individuati i fabbricati non dichiarati in Catasto, ai quali verrà ora applicata una rendita presunta. In base al Decreto legge fiscale 16/2012 (vedere http://www.edilportale.com/normativa/decreto-legge/2012/16/disposizioni-urgenti-in-materia-di-semplificazioni-tributarie-di-efficientamento-e-potenziamento-delle_12138.html), per le unità immobiliari a cui è stata attribuita la rendita presunta si deve presentare domanda di aggiornamento catastale entro 120 giorni dalla pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale. Le istanze andrebbero quindi consegnate entro il 30 marzo 2013, ma trattandosi di un sabato il termine slitta al 2 aprile. La mancata presentazione dell’atti di aggiornamento implica l’applicazione di sanzioni amministrative quadruplicate, come previsto dal Decreto legislativo 23/2011 (vedere http://www.edilportale.com/normativa/decreto-legislativo/2011/23/disposizioni-in-materia-di-federalismo-fiscale-municipale_11813.html) sul federalismo fiscale. Nel caso in cui non ci sia accordo sui dati contenuti negli atti di attribuzione della rendita presunta, è possibile presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale competente entro il 30 gennaio 2013, vale a dire nei 60 giorni a decorrere dalla pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale. Le procedure indicate dall’Agenzia del territorio completano la seconda fase del processo di regolarizzazione degli immobili. A maggio scorso, il completamento della prima fase della sanatoria catastale ha fatto stimare un aumento del gettito pari a 472 milioni di euro, di cui 356 milioni rilevanti ai fini Imu, 110 milioni ai fini dell’imposta sui rediti, cioè Irpef e cedolare secca, e 6 milioni per l’imposta di registro sui canoni di locazione (Leggi Tutto http://www.edilportale.com/news/2012/05/ambiente/pubblicate-le-rendite-delle-case-fantasma-aumenta-il-gettito-imu_27349_52.html ). Una volta che gli edifici prima ignoti vengono dichiarati, questi vengono infatti tassati in base alla consistenza e alle caratteristiche emerse durante i rilievi. Ricordiamo che la sanatoria catastale è stata prevista dal Decreto Legge 78/2010 (vedere http://www.edilportale.com/normativa/decreto-legge/2010/78/misure-urgenti-in-materia-di-stabilizzazione-finanziaria-e-di-competitivita-economica-(suppl.-ordinario_11549.html) per stanare gli edifici completamente sconosciuti o le modifiche edilizie che, anche se autorizzate, non sono mai state dichiarate in Catasto per evitare il pagamento di tasse maggiorate. Come già spiegato dall’Agenzia del Territorio, si tratta di una regolarizzazione diversa dal condono perché durante i rilievi i tecnici possono scoprire solo se l’immobile è accatastato, ma non se è privo dei permessi edilizi e urbanistici. Un accertamento che è invece di competenza del Comune (Leggi Tutto http://www.edilportale.com/news/2011/10/normativa/condono-e-case-fantasma-regolarizzazioni-slegate-tra-loro_24390_15.html). (riproduzione riservata) http://www.edilportale.com/news/2012/12/normativa/sanatoria-catastale-ultimi-aggiornamenti-entro-il-2-aprile-2013_30624_15.html
Illuminazione pubblica più efficiente, le Linee Guida dell’Enea
http://www.edilportale.com/news/2012/12/risparmio-energetico/illuminazione-pubblica-pi%C3%B9-efficiente-le-linee-guida-dell-enea_30621_27.html Uno strumento per aiutare i Comuni a ridurre i consumi di Rossella Calabrese 04/12/2012 - Sono state presentate ieri le Linee Guida dell’Enea (http://www.edilportale.com/normativa/linee-guida/2012/enea-i-fondamentali-per-una-gestione-efficiente-degli-impianti-di-pubblica-illuminazione_13578.html) per per l’efficienza dell’illuminazione pubblica, uno strumento di supporto rivolto ai Comuni, per una gestione efficiente del servizio di pubblica illuminazione. Il documento è stato presentato nel corso del convegno “Lumière. L’illuminazione pubblica nella prospettiva della Smart city”, organizzato dall’ENEA, in collaborazione con CRIET - Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio. Il Progetto Lumière (http://www.progettolumiere.enea.it/), finanziato nell’ambito dell’Accordo di Programma per la Ricerca di Sistema Elettrico con il MiSE, ha visto l’adesione di circa 450 Comuni, e ha permesso all’ENEA di identificare le esigenze delle Amministrazioni Locali e le principali difficoltà connesse alle carenze tecnico-amministrative nella pianificazione degli interventi di efficientamento del sistema di illuminazione pubblica. Le principali esigenze riguardano: impianti più efficienti ed innovativi, minori consumi energetici e minori costi, minore impatto ambientale, ecc. Nascono da questa esperienza le Linee Guida per i Comuni, una sorta di vademecum di supporto per le istituzioni e per la Pubblica Amministrazione per la messa a punto di interventi finalizzati a ridurre i consumi migliorando l’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica. Questo strumento fornisce strumenti, metodologie ed informazioni chiare sui procedimenti di natura amministrativa e finanziaria da espletare, sulla normativa nazionale ed europea, nonché su tematiche di natura tecnica e sulle competenze necessarie per attuare una riqualificazione innovativa dell’intero sistema. A titolo di esempio, tra gli aspetti contenuti nelle Linee Guida ci sono: il modello standardizzato di audit energetico, che permette di valutare il risultato degli interventi di riqualificazione energetica progettati; lo schema guidato per la redazione dei PRIC, documento che deve essere redatto dai Comuni per registrare lo stato di manutenzione degli impianti; le linee guida per la redazione dei bandi utili per la predisposizione dei bandi di gara e i format contrattuali. Dall’esperienza del progetto Lumière prende ora il via l’Osservatorio Nazionale Lumiere, in cui confluiscono tutti gli operatori che sono stati già coinvolti sia direttamente che indirettamente per avviare una riorganizzazione organica del settore dei processi di riqualificazione e gestione della rete di pubblica illuminazione, in modo da favorire la diffusione del modello sperimentale messo a punto dall’ENEA. Con l’applicazione di “tecnologie smart” alla rete dell’illuminazione pubblica l’ENEA intende contribuire alla trasformazione energetica ed ambientale delle nostre città, nell’ottica della sostenibilità delle smart city del futuro. “L’illuminazione pubblica è uno dei servizi di primaria importanza per i cittadini - ha sottolineato Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA -, che presenta significative potenzialità di risparmio energetico”. “L’illuminazione pubblica rappresenta a livello nazionale il 12% del totale dell’energia elettrica consumata per i sistemi di illuminazione pubblici e privati - ha proseguito Lelli -. Si stima che con l’attuazione di interventi idonei a rendere il sistema più efficiente si possano ridurre i consumi del 30% circa, con una contrazione dei consumi pari a circa 2 TWh l’anno, con un risparmio economico di circa 400 milioni di euro l’anno”. Ricordiamo che alcune settimane fa il Governo aveva proposto l’Operazione “Cieli bui”, ovvero lo spegnimento o l’affievolimento dell’illuminazione pubblica delle aree urbane o extraurbane durante la notte, per il contenimento della spesa pubblica e il risparmio energetico (leggi tutto http://www.edilportale.com/news/2012/10/normativa/da-giugno-iva-al-22-via-libera-al-disegno-di-legge-di-stabilit%C3%A0_29781_15.htmlhttp:/www.edilportale.com/news/2012/10/normativa/da-giugno-iva-al-22-via-libera-al-disegno-di-legge-di-stabilit%C3%A0_29781_15.html). La proposta è stata bocciata dalla Camera. (riproduzione riservata)
lunedì 19 novembre 2012
nulla rendita catastale senza sopralluogo e stima diretta fabbricati
Edifici rurali, per la rendita obbligatorio il sopralluogo
Cassazione: impossibile classificare un immobile come urbano senza la stima diretta
di Paola Mammarella
20/11/2012 - Un fabbricato rurale non può essere dichiarato urbano senza il preventivo sopralluogo di un tecnico. Lo ha affermato la Cassazione, che con la sentenza 19215/2012 ha chiarito che solo con la stima diretta dell’immobile è possibile cambiarne il classamento e l’importo dei tributi dovuti.
Nel caso esaminato dalla Cassazione, l’Agenzia del Territorio aveva stabilito il carattere urbano di tre immobili, che non essendo più classificati come rurali avrebbero dovuto pagare imposte più alte.
Come lamentato dai proprietari degli edifici, che ne difendevano la classificazione in categoria rurale, il tecnico aveva compilato la perizia senza prima effettuare un sopralluogo né considerare che i manufatti erano destinati ad attività agrituristica.
Dopo una serie di ricorsi, presentati alla Commissione Tributaria provinciale e successivamente a quella regionale, la Cassazione ha dato ragione al contribuente perché il tecnico nell’effettuare il passaggio di classamento da rurale a urbano si era basato solo sui dati di altri immobili analoghi.
Per la Cassazione, il criterio della comparazione ha solo valore rafforzativo e serve a confermare le valutazioni emerse dal sopralluogo. Al contrario, non si può attribuire una rendita solo sulla base di situazioni simili.
Ricordiamo che, ai sensi della Manovra Salva Italia, scade venerdì 30 novembre il termine per dichiarare al Catasto edilizio urbano gli immobili iscritti al Catasto terreni.
Per evitare il pagamento dell’Ici riferita al 2011 è stata inoltre data la possibilità di riconoscimento della ruralità degli immobili. Dal 2012, con l’avvento dell’Imu, gli edifici rurali non sono più esenti dall’imposta municipale, ma possono continuare a beneficiare di aliquote agevolate.
(riproduzione riservata)http://www.edilportale.com/news/2012/11/normativa/edifici-rurali-per-la-rendita-obbligatorio-il-sopralluogo_30422_15.html
mercoledì 14 novembre 2012
proroga accatastamenti fabbricati rurali a maggio 2013 dopo la bocciatura del governo
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/imu-governo-ko-in-commissione-su-immobili-rurali/414045/
Fisco, governo ko in commissione su immobili rurali
Via libera contro il parere dell'esecutivo ad una risoluzione sull'accatastamento in commissione Finanze alla Camera. La risoluzione impegna il governo a valutare una proroga fino a maggio 2013 per la dichiarazione dei fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 14 novembre 2012Commenti (11)
Più informazioni su: Fisco, Governo, Governo Tecnico, Immobili, Imu.
Share on oknotizieShare on printShare on emailMore Sharing Services
24
Via libera contro il parere del Governo ad una risoluzione sull’accatastamento degli immobili rurali in commissione Finanze alla Camera. La risoluzione impegna il governo a valutare una proroga fino a maggio 2013 per la dichiarazione dei fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni. Il termine precedente era il 30 novembre. Il ‘no’ del Governo era stato motivato durante una seduta alla fine di ottobre dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani: “Un’eventuale proroga – spiegava – inciderebbe sulla quantificazione della base imponibile ai fini dell’Imu con una riduzione del gettito fiscale di competenza dello Stato dei comuni tenendo conto, altresì, della non imponibilità dei fabbricati strumentali ubicati nelle zone montane”.
Quando a luglio era stato fatto un primo bilancio sugli incassi dell’Imu si era calcolato che all’importo di circa 19 miliardi (risultato proiettato a fine anno dopo l’incasso di giugno) si sarebbero dovuti aggiungere la stima del gettito Imu per o versamenti relativi a fabbricati rurali da accatastare entro novembre che, nelle previsioni, avrebbero dovuto procedere con il saldo di dicembre (70 milioni di euro).
“Ci sono molti problemi che riguardano soprattutto la funzionalità degli uffici e ritardi di accatastamento”, spiega il presidente della commissione, Gianfranco Conte, dopo il via libera. La risoluzione votata impegna quindi il governo a “fare una proroga concernente le procedure di accatastamento al prossimo maggio o, in alternativa, a non comminare le sanzioni per ritardata presentazione entro lo stesso termine”. Il parere della commissione è stato unanime.
Iscriviti a:
Post (Atom)