È stata avvertita da diversi cittadini la scossa di terremoto avvenuta alle 20.12 tra il capoluogo pontino e Sezze, nel territorio di Borgo Faiti. La scossa, di magnitudo 2.3, ha avuto un epicentro di 10 chilometri di profondità, così come riscontrato dall'Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia di Roma. http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/56464/scossa-di-terremoto-a-latina_-lingv-confermaa-a-di-magnitudo-23
11 Settembre 2017 - (Teleborsa)Manovra 2018 e risorse da recuperare: tanti punti interrogativi e un binomio praticamente indissolubile. Gli ingredienti sul tavolo ci sono, ora resta da capire cosa verrà fuori con il governo già al lavoro in attesa di comunicazioni da Bruxelles.
Intanto, spunta l’ipotesi di una rottamazione-bis delle cartelle, come anticipato oggi da Il Sole24ore, che sarebbe al vaglio dell’esecutivo con l’obiettivo di dare una seconda chance a circa 400mila contribuenti tagliati fuori dalla prima edizione della rottamazione, ma che, soprattutto, consentirebbe di recuperare una fetta sostanziosa di risorse, non meno di 4-5 miliardi (con la possibilità di arrivare anche a quota 6 miliardi), pronte ad arrivare, appunto, dal pacchetto fiscale che potrebbe vedere la luce con un decreto ad hoc parallelo. La riapertura della rottamazione, comunque, non è ancora sicura, ma vista la difficoltà nel reperimento delle risorse, quantomeno molto probabile, per molti quasi obbligata.
DOVE SONO LE RISORSE? Il più grosso interrogativo, infatti, è quello che riguarda le risorse: allo stato attuale sarebbero necessari dai 13 ai 15 miliardi (con la nuova “flessibilità” la manovra “lorda” oscillerebbe tra i 22 e i 24 miliardi) per coprire il taglio del cuneo, dare una spinta agli investimenti, rafforzare il fondo per il contrasto alla povertà e assicurare i fondi necessari ai mini-correttivi sulle pensioni e alle cosiddette spese indifferibili.
FATTURA ELETTRONICA TRA PRIVATI – Sempre il Sole 24 Ore riporta che uno dei punti fermi del pacchetto fiscale resta l’estensione della fatturazione elettronica. L’idea allo studio è quella di rendere obbligatoria la fatturazione elettronica, al momento in vigore per i fornitori della Pubblica amministrazione, anche ai rapporti commerciali fra privati. Una misura che, secondo le prime stime, dovrebbe garantire un tesoretto di circa 1,5-2 miliardi che salirebbe negli anni successivi. http://quifinanza.it/soldi/e-gia-tempo-di-manovra-governo-al-lavoro-rottamazione-bis-delle-cartelle/139878/?ref=libero
Sul caso Globo il Tar blocca la sospensione delle opere in corso del Comune di Latina dichiarandola illegittima. L’amministrazione comunale, in seguito alle indagini penali sulla struttura di via Piave che avrebbe dovuto ospitare un superstore, aveva emesso due ordinanze con le quali fermava i lavori, ad avvalorare il sequestro dell’immobile. Dopo 90 giorni era scattata l’acquisizione al patrimonio comunale. Si paventava la demolizione e già era arrivata la proposta di Enrico Forte di farne un incubatore per nuove imprese utile a Latina ed all’intera provincia.
Il Comune di Latina con le ordinanze impugnate intimava alla ricorrente la sospensione delle opere in corso autorizzate con permessi di costruire 113EP/09, 13EP 13 (variante) e successivi titoli, nel presupposto che l’operazione immobiliare intrapresa integrasse una lottizzazione abusiva.
La proprietaria dell’area, però, la banca Paribas – che aveva ceduto il terreno alla Cosmo srl – aveva presentato ricorso. Ricorso che è stato accolto. Secondo il tribunale amministrativo infatti il Comune avrebbe sospeso i titoli edilizisenza la possibilità di una effettiva fase istruttoria, senza una ulteriore documentazione a supporto della sua tesi. “Il provvedimento di sospensione – specifica la sezione di Latina del Tar del Lazio – non è mai assolutamente dovuto o vincolato”. Insomma il Comune non avrebbe dovuto “recepire acriticamente gli esiti di indagine in sede penale” ancora pendenti e basati su esigenze cautelari. Per questo è stato condannato anche a pagare 5mila euro di spese legali. http://www.latinaquotidiano.it/globo-il-tar-lordinanza-comunale-di-sospensione-lavori-e-illegittima-la-proprieta-resta-alla-paribas/
E' stata avvertita nitidamente anche a Latina la scossa di terremoto che si è registrata questa sera in Abruzzo.
Oltre che ne capoluogo, dove la scossa è stata avvertita soprattutto ai piani superiori delle abitazioni, il terremoto è stato avvertito anche ad Aprilia e in altri centri del territorio. Tanta paura, soprattutto per chi vive dal quinto/sesto piano in su, ma per fortuna nessun danno a persone o cose.
Domenica 10 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 23:18
“Da Torre Paola a Capo Portiere evitare ogni ulteriore urbanizzazione, ripristinare la connettività, gestire il flusso estivo di bagnanti, ripristino delle dune e delle sue dinamiche, riduzione del traffico veicolare privato, costruzione di un sistema di controllo del traffico”. E’ questo uno degli obiettivi inseriti nel Piano del Parco nazionale del Circeo adottato dalla Regione Lazio e in fase di osservazione. La restrizione, che sembra scoraggiare gli operatori del settore a continuare ad investire nelle loro attività, è in realtà controbilanciata da altri obiettivi del Piano come ad esempio quello di “non intaccare l’attuale livello economico ed occupazionale ma cercare anzi di implementarlo, trovando migliori soluzioni per gestire le attuali imprese con il miglior grado possibile di compatibilità ambientale puntando sull’innovazione tecnologica ed energetica mediante un forte rapporto istituzionale con il mondo della ricerca scientifica soprattutto tramite le strutture territoriali delle Facoltà di Ingegneria e di Scienze della Sapienza già presenti nel Polo universitario pontino”.
Lo sviluppo sostenibile delle aree dunali, indicato nel Piano del Parco adottato, passa anche e soprattutto, al fine del raggiungimento di una serie di obiettivi, nella revisione dei Pua, piani di utilizzazione degli arenili, dei Comuni di San Felice Circeo, Sabaudia e Latina. Attuare gli indirizzi del Piano del Parco infatti significa “predisporre soluzioni alternative per quelle strutture che dovessero eventualmente risultare incompatibili con l’attuale localizzazione, predisporre soluzioni tese a trasformare le strutture previste dai Pua in una sorta di presidio territoriale capace di prevenire e contenere forme di fruizione che potenzialmente potrebbero arrecare danni al sistema dunale, predisporre una proposta di intervento per quei tratti di arenile dove l’erosione costiera mette a rischio attività consolidate o la strada lungomare attualmente utilizzata, predisporre un’analisi e una proposta sulle modalità di gestione e fruizione della spiaggia libera, predisporre una proposta di intervento e di recupero ambientale per quei tratti di duna che sono stati caratterizzati da forme di degrado ed erosione, predisporre un’analisi e proposte conseguenti per migliorare l’inserimento ambientale e il livello di naturalità delle strutture abitative ed alberghiere che insistono sul sistema dunale”.
La revisione dei Pua relativi ai Comuni di San Felice Circeo, Sabaudia e Latina resta al primo punto delle azioni previste nella Vas (Valutazione ambientale strategica) che viaggia in parallelo al Piano del Parco. Revisione già in atto, atteso che ci si trova con piani spiaggia scaduti. L’approvazione definitiva del Piano del Parco, superata la fase delle osservazioni e delle contro-osservazioni, potrebbe arrivare entro il primo semestre del prossimo anno, ma per produrre nuovi Pua conformi al Piano del Parco occorrerà attendere la tempistica della “regolamentazione” e della predisposizione di progetti specificati nella Vas per il raggiungimento degli obiettivi del Piano. Diversamente sarebbe molto difficile ottenere il necessario nulla osta del Parco, stando alle norme attuative del Piano del Parco.
E’ in questo ambito che si inserisce una proposta di osservazione suggerita da Vincenzo Borrelli, ex assessore all’urbanistica del Comune di Sabaudia che ha anche partecipato al tavolo di studio istituito ad hoc dall’amministrazione comunale di Sabaudia. Borrelli suggerisce di chiedere di svincolare le dune costiere dalla tempistica delle attività di regolamentazione per consentire di procedere alla redazione e approvazione di nuovi Piani di utilizzazione degli arenili in linea con la recente normativa regionale che prevede anche la destagionalizzazione. “Si tratta di coordinare le normative che disciplinano la redazione dei piani spiaggia – spiega Borrelli – con quelle del Piano del Parco evitando di renderle confliggenti con il rischio per i Comuni di ritrovarsi a dover attendere la tempistica della regolamentazione prevista nel medesimo Piano”.
L’ex assessore di Sabaudia quindi afferma la necessità di “coordinare l’impalcato normativo delle disposizioni regionali che regolano i Pua e prevedono la destagionalizzazione delle strutture turistico-balneari, con le norme del Piano del Parco, in modo che queste non interferiscano, oltre ogni misura, con la redazione ed approvazione del Pua in attesa che si svolga il complesso delle attività/azioni previste dal Piano del Parco”.
L’osservazione suggerita da Borrelli prevedere, con effetto prescrittivo immediato, l’inserimento di norme particolari da osservare nella redazione dei Pua, quali – cita l’assessore l’ex assessore a titolo esemplificativo -:
la progettazione, la realizzazione e la gestione dello stabilimento balneare, dovranno minimizzare gli impatti negativi sull’ambiente naturale e paesaggistico circostante, al fine di garantirne la conservazione;
la realizzazione ed il mantenimento di attraversamenti degli ambienti dunali attraverso camminamenti attrezzati con passerelle in legno e delimitazioni con staccionate delle aree dunali di valore naturalistico;
il mantenimento di fascinature e/o altri sistemi di difesa della duna con la cura della vegetazione autoctona;
attività di pulizia delle aree secondo proposte di buone pratiche che tenga conto delle specifiche zone direttamente ed indirettamente interessate dalle strutture balneari;
la pulizia ordinaria dell’area connessa alle strutture, manuale, con la raccolta di rifiuti e altro materiale spiaggiato al suolo, o meccanica mediante piccoli mezzi vagliatori, in grado di non asportare la sabbia dalla spiaggia e non danneggiare il piede della duna;
l’illuminazione caratterizzata da adeguate scelte tecniche finalizzate a raggiungere maggiori livelli di sostenibilità, sia in termini di inquinamento luminoso, di consumi energetici che di disturbo alla fauna locale;
l’adozione di tutti quegli accorgimenti che rendano la struttura compatibile con l’ambiente e garantiscano le necessarie tutele ed il contenimento dell’impatto antropico.
Non sappiamo se l’amministrazione comunale di Sabaudia, unica ad aver avviato un tavolo di studio per la valutazione condivisa di osservazioni al Piano del Parco, intenda cogliere il suggerimento tecnico – ammesso che possa essere accolto – dell’ex assessore esperto di gestione del territorio e ambiente, ma siamo certi che essendo una proposta a carattere generale il sindaco Giada Gervasi vorrà valutarla con attenzione. Per quanto riguarda il Comune di Latina sappiamo invece, almeno stando alle ultime comunicazioni dell’assessore al Demanio Giulio Capirci, rese in occasione del Consiglio comunale dell’11 maggio scorso, che il nuovo Pua è fermo all’affidamento di incarico per l’adeguamento alle nuove normative e alla nomina di un nuovo responsabile unico del procedimento. Quindi per il Comune di Latina è ragionevole pensare che non si arrivi all’approvazione del nuovo Piano spiaggia prima della definitiva approvazione del Piano del Parco. Un motivo in più, forse, per vagliare la proposta di osservazione suggerita.
di Susanna Turco
Che sia un mezzo condono non lo dicono soltanto gli ambientalisti. Ormai lo ammette anche l’autore della quasi-legge, l’ineffabile Ciro Falanga da Torre Annunziata: «Si dice che la mia legge è un condono mascherato, e un po’ lo è» , ha detto en passant l’avvocato-senatore di Torre Annunziata, già Popolo della Libertà, cosentiniano, ora verdiniano di Ala, parlando al quotidiano Il Mattino.
Il suo ddl che rivede i criteri di priorità per abbattere le case abusive ha ballato per tutta la legislatura, immerso in un mare di dubbi e ambivalenze. Giunto al rush finale alla Camera (quarto passaggio) molto attenuato ma non stravolto, il provvedimento accantona il criterio temporale in favore di quel principio che il governatore campano del Partito democratico Vincenzo De Luca definirebbe «del povero cristo» e l’aspirante governatore siciliano del Movimento 5 Stelle Gianluca Cancelleri chiamerebbe «abusivismo di necessità». Vale a dire: le abitazioni stabilmente abitate, o comunque terminate, vanno a finire in fondo alla lista, si demoliscono dopo.
Il dettaglio non è di poco conto, visto che al momento le ruspe si muovono soltanto nel dieci per cento dei casi in cui ci sia una ordinanza definitiva del tribunale (dati del dossier realizzato da Legambiente). Significa in pratica che in fondo alla lista non ci si arriverà mai. Neanche coi dieci milioni che la nuova legge stanzierebbe ogni anno (d’altra parte, solo per demolire gli alloggi abusivi della cittadina casertana di Casal di Principe ce ne vorrebbero circa duecentodieci, ha calcolato lo stesso comune). http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/08/30/news/il-mezzo-condono-piace-a-tutti-1.308896?ref=HEF_RULLO
Ora ci sono quattro indagati nell'inchiesta condotta dalla Procura di Latina sulla variante al piano di lottizzazione "Fontana Verde". Il sostituto procuratore Gregorio Capasso, titolare dell'indagine, a seguito dell'informativa del nucleo investigativo del gruppo carabinieri forestali (Nipaf) ha ipotizzato i reati di falso e abuso d'ufficio. L'inchiesta, partita nei mesi scorsi, è scattata a seguito di un esposto. Ad aprile il primo blitz degli investigatori in Comune per acquisire documentazione su questo progetto che riguarda un'area di 120mila metri quadrati e che esprime una volumetria di circa 74mila metri cubi. Una questione amministrativa che si trascinava ormai da anni e che è stata sbloccata a seguito della correzione di quelli che vengono definiti «errori materiali». Una delibera cui ha fatto seguito una determina dirigenziale che ha approvato la variante del piano di lottizzazione. I primi atti risalgono però a parecchio tempo fa. Nel 2007 l'approvazione dello schema di convenzione, poi approvato in via definitiva in Consiglio comunale nel 2009. Dopodiché l'inizio di un lungo iter iniziato nel 2013 per problematiche relative al perimetro e a dei terreni demaniali, che si sono risolte di recente, dal punto di vista amministrativo, dopo parecchie richieste di integrazione, diffide del consorzio, messe in mora e ricorsi davanti ai giudici amministrativi. A seguito dell'esposto, dicevamo, si è attivato il nucleo investigativo dei carabinieri forestali, che ha acquisito corposa documentazione dall'ufficio tecnico del Comune di Sabaudia per ricostruire l'iter amministrativo di questo piano di lottizzazione. Alla fine ne è scaturita un'informativa a seguito della quale il sostituto procuratore Gregorio Capasso - titolare dell'inchiesta che attualmente è nella fase delle indagini preliminari - ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati ipotizzando, come anticipato, i reati di abuso d'ufficio e di falso. Non è escluso che vengano poi effettuati ulteriori approfondimenti su aspetti, anche di natura tecnica, relativi alla variante finita sotto la lente della magistratura. http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/55976/piano-di-lottizzazione-fontana-verde_-quattro-indagati-per-falso-e-abuso-dufficio