martedì 11 luglio 2017

Ecobonus: 9,5 miliardi di lavori in tre anni. Risparmi per 3,5 miliardi su petrolio e gas

La sostituzione degli infissi è la più gettonata: spesi 4,4 miliardi. Insieme al recupero edilizio, in poco meno di 20 anni il 55% delle famiglie ha avviato lavori per 237 miliardi di valore. L'Enea e il Gse mettono nel mirino la Pa: task force dedicata per superare gli ostacoli finanziari e di scarsa conoscenza della materia  Infissi, tende, involucri degli edifici o pannelli solari. Sono molti gli interventi di efficientamento energetico per i quali si è potuto accedere agli sgravi comunemente noti come "ecobonus" (detrazione al 65% dei lavori negli anni successivi): negli ultimi tre anni si è contato un milione di cantieri aperti, per oltre 9,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,3 miliardi nel solo 2016.

Sono i dati presentati oggi dall'Enea con il sesto Rapporto Annuale sull'Efficienza Energetica, nel quale si evidenzia che "al 2016 risultano effettuate 15mila diagnosi energetiche di aziende, un record in Europa, e le richieste di incentivi sul 'Conto Termico' per interventi di efficienza della Pa locale sono cresciute del 300%". Interventi che hanno portato a minori consumi di energia permettendo di risparmiare - dal 2005 ad oggi - 3,5 miliardi di euro di importazioni di petrolio e gas.

Se si estende l'analisi all'ultimo decennio (2007-2016), emerge che gli ecobonus hanno sostenuto circa 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, per circa 32 miliardi di euro di investimenti totali.

Quale il ruolo delle detrazioni fiscali? Nel periodo 2014-2016, la quota principale pari a 4,36 miliardi di euro ha riguardato la sostituzione di 1,9 milioni di serramenti, mentre 1,7 miliardi di euro sono stati destinati ad oltre 52mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate. I risparmi nel triennio sono stati di circa 3.300 GWh/anno e nel 2016 in particolare, i risparmi hanno superato i 1.100 GWh/anno, soprattutto per la sostituzione di serramenti (oltre il 41%) e la coibentazione di solai e pareti (oltre il 26%), tipologie di interventi che, insieme alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell'intero edificio, hanno il miglior rapporto costo/efficacia.

La nota di presentazione dei dati spiega che "se si sommano gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica (detrazione fiscale del 65%) e per il recupero edilizio (detrazione fiscale attualmente del 50%, ma con aliquote diverse dalla prima introduzione nel 1998), sono stati realizzati oltre 14,2 milioni di interventi, che hanno riguardato il 55% delle famiglie italiane in poco meno di 20 anni. Gli investimenti corrispondenti ammontano a 237 miliardi di euro, di cui 205 miliardi hanno riguardato il recupero edilizio e circa 32 miliardi la riqualificazione energetica. Per quanto riguarda una stima dell'impatto occupazionale, nell'ultimo quadriennio 2013-2016 gli investimenti incentivati (sia per la riqualificazione energetica che per il recupero edilizio) hanno generato complessivamente circa 270mila posti di lavoro diretti ogni anno, che arrivano a oltre 400mila considerando anche l'indotto".

Ma le rose di risparmio energetico portano con sé anche delle spine, ovvero "ostacoli di tipo economico-finanziario e, soprattutto nel settore pubblico, la scarsa conoscenza degli strumenti e delle opportunità di interventi migliorativi frenano la diffusione dell'efficienza energetica". Secondo i dati del Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE), nel 2016 la bolletta energetica complessiva della Pa per elettricità, riscaldamento e trasporto è stata di oltre 3,3 miliardi di euro, di cui 117 milioni a livello centrale (35% per l'energia elettrica, 4% per il gas ed il 61% per carburanti e combustibili), 1,85 miliardi nelle amministrazioni periferiche, 220 milioni nelle Province che gestiscono gran parte dell'edilizia scolastica e 1,13 miliardi di euro nelle strutture sanitarie pubbliche.

Alla presenza del ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione Marianna Madia, del viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova e del presidente del Gse Francesco Sperandini, il presidente dell'Enea, Federico Testa, ha rimarcato che "il nostro Paese, nel suo complesso, presenta un buon livello di efficienza energetica, soprattutto nel settore industriale, mentre per la Pa è necessario
un vero salto di qualità". Per questo, con il Gse nascerà un gruppo di lavoro operativo dedicato, che si chiamerà "PA-Obiettivo efficienza energetica". Il Comune di Assisi e alcuni progetti del Mibact saranno i primi campi d'azione di questa task force.  http://www.repubblica.it/economia/2017/07/11/news/rapporto_enea_bonus_efficienza_energetica-170505144/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T1

lunedì 10 luglio 2017

Variante Piave, il Pm chiede le condanne per Vincenzo Malvaso e Giuseppe Di Rubbo Latina - Un anno e due mesi chiesti per l'ex consigliere azzurro, 10 mesi per l'ex assessore all'Urbanistica

Ha formulato le richieste di condanna oggi il pm Gregorio Capasso nel corso del processo per la Variante Piave di Latina. Un anno e due mesi di reclusione per l'ex consigliere comunale Vincenzo Malvaso e dieci mesi e venti giorni per l'ex assessore Giuseppe Di Rubbo. Nel corso della prossima udienza, parleranno le difese degli altri imputati tra cui anche Ventura Monti e dei tecnici comunali che rischiano di essere rinviati a giudizio. Oggi davanti al giudice del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone è stata ricostruita l'inchiesta condotta dal Nipaf della Forestale e infine il magistrato ha chiesto le condanne con la relativa demolizione dell'edificio che era stato sequestrato dal gip. Le accuse per gli imputati sono quelle di abuso d'ufficio. 
Sia Malvaso che Di Rubbo, hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato godendo così della riduzione di un terzo della pena. Il 17 luglio è prevista la sentenza e la decisione anche per gli altri imputati relativa alla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm nei confronti del dirigente comunale Ventura Monti e poi di Marco Paccosi e Fabio De Marchi e il progettista e direttore dei lavori Antonio Petti. Al termine dell'intervento del pm è stato il turno delle arringhe delle difese con gli avvocati Renato Archidiacono, Giuseppe Poscia e Alessandro Paletta che assistono Malvaso e Di Rubbo e che hanno cercato di smontare le accuse sostenendo che non sussistono gli elementi costitutivi per contestare l'abuso d'ufficio, a partire dalla condotta degli imputati all'assenza di un ingiusto profitto nei confronti di Malvaso. 
http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/53844/variante-piave_-il-pm-chiede-le-condanne-per-vincenzo-malvaso-e-giuseppe-di-rubbo  La Redazione


Rottamazione cartelle, dal 10 luglio il servizio web di Agenzia Entrate-Riscossione per scegliere quali pagare

I debiti che non si saldano con la procedura di definizione agevolata rientreranno nelle procedure della riscossione ordinaria. Entro il 31 luglio il versamento della prima rata, o del totale se si è optato per un unico pagamento. Dal sito del nuovo ente si può poi chiedere, senza bisogno della password, una copia delle comunicazioni già inviate da Equitalia Conto alla rovescia per la prima scadenza della rottamazionedelle cartelle. In vista del 31 luglio, data entro la quale si dovrà iniziare a saldare il dovuto, per intero o a rate, la neonata Agenzia delle Entrate-Riscossione ha annunciato la partenza di una serie di servizi per aiutare i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata. Da lunedì 10 luglio sarà operativo ContiTu, che permette di scegliere in autonomia quali tra le cartelle e gli avvisi si vogliono rottamare tra quelli indicati nella comunicazione formale inviata entro il 15 giugno. Inoltre si potrà chiedere online una copia delle comunicazioni sulla propria situazione senza la necessità di inserire pin e password.
Il controllo online della propria posizione – Per avere una copia della propria situazione basterà compilare un apposito formnell’area pubblica del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, senza necessità di password ma solo inserendo codice fiscale e la documentazione necessaria al riconoscimento e indicando la casella mail dove si vuol ricevere la comunicazione che la vecchia Equitalia già aveva inviato via raccomandata o per posta elettronica certificata.
ContiTu per scegliere cosa pagare – Accedendo (sempre dal sito dell’agenzia) al servizio ContiTu il contribuente potrà valutare online gli importi complessivi e scegliere di non pagare tutte le cartelle. Ad esempio, spiega una nota, chi ha chiesto la rottamazione per sette cartelle ma si rende conto che potrà riuscire a pagarne soltanto quattro potrà scegliere i debiti che intende rottamare. Il servizio calcolerà l’importo di ciascuna rata e anche il totale. Dopo aver confermato la scelta, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà i nuovi bollettini Rav con cui sarà possibile effettuare il pagamento entro le scadenze previste. Per pagare si possono utilizzare anche i bollettini con la vecchia intestazione intestazione “Equitalia Servizi di Riscossione”.
Prima scadenza il 31 luglio – Il contribuente che ha indicato nella sua richiesta più cartelle o più avvisi, entro il 31 luglio potrà decidere e scegliere quali effettivamente pagare. Se si è scelto il pagamento a rate, entro luglio va pagata la prima. Chi ha optato invece per un unico pagamento deve saldare l’intero debito. I debiti che non si pagano, come previsto dalle norme che regolano la definizione agevolata, rientreranno nelle procedure obbligatorie della riscossione ordinaria. Se si era ottenuto un piano di rateazione, stando alla legge si può tornare alle rate.  di  | 10 luglio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/10/rottamazione-cartelle-dal-10-luglio-il-servizio-web-di-agenzia-entrate-riscossione-per-scegliere-quali-pagare/3718282/

Il dirigente di Suap e trasporti lascia l'incarico a forza: Doria spiega cosa è accaduto Latina - La frattura con Lbc dopo circa sei mesi, una squadra a cui "mancano i fondamentali"

Nella narrazione delle vicende della macchina amministrativa la conclusione anticipata di sei mesi dell'incarico del dirigente Aldo Doria alle redini di Suap e trasporti ha costituito il classico colpo a sorpresa. Nonostante le premesse di un rapporto incrinato ci fossero tutte (destituito dall'incarico agli affari istituzionali nei giorni in cui aveva risposto all'interpello interno per l'incarico dello scout per le sponsorizzazioni, in contrasto con la giunta sul Peg dei trasporti e in aperta polemica con Felice Costanti in alcune commissioni) anomalo è stato l'epilogo chiuso in fretta e in sordina. Qualcuno ha scritto che è fuggito a gambe levate, lui che aveva lasciato il dicastero dello Sviluppo Economico allo scopo di dare una mano all'amico cardiologo cui lo legava un rapporto di stima. Era stato proprio Doria a fare da gancio con Coletta nel 2013 per portare nella rassegna Lievito il giudice Gherardo Colombo. Tra i due una consonanza sulla necessità di portare aria nuova in città, unità di vedute poi interrotta bruscamente. Oggi il diretto interessato dice la sua chiedendo un diritto di replica dopo quello che è stato scritto. 
«Meglio chiudere subito»
«Innanzitutto non sono fuggito ma mi è stato chiesto di andarmene – esordisce Doria – dopo la notifica del provvedimento di revoca del Servizio Affari Istituzionali sono stato chiamato dal sindaco e dal vicesindaco. Mi è stato detto che non si poteva aspettare la scadenza naturale del primo anno; la motivazione era che il mio modo di fare non era in linea con loro e che era meglio chiudere subito. Ho risposto che non condividevo questa impostazione. Io condividevo questo progetto: in sei mesi neppure un calciatore viene giudicato a meno che non abbia scombinato i piani a qualcuno». Nel settore delle attività produttive il dirigente rivendica il lavoro fatto: «Al mio arrivo al Suap ho trovato una situazione drammatica perché negli uffici dell'ex scuola di Via Varsavia che devono accogliere il pubblico si era stratificata una situazione di abbandono fisico, faldoni sparsi ovunque e barriere architettoniche. Ho firmato centinaia di provvedimenti che hanno consentito di smaltire l'arretrato. Abbiamo risolto il problema del mercato annonario in 15 giorni con l'aiuto della ditta e avviato una procedura veloce per consentire l'allargamento del negozio H&M».  
L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (lunedì 10 luglio) http://www.latinaoggi.eu/news/politica/53808/il-dirigente-di-suap-e-trasporti-lascia-lincarico-a-forzaa-doria-spiega-cosa-a-accaduto


 La Redazione

sabato 8 luglio 2017

Troppe multe in un mese di tutor sulla viariante Montegiove, il Comune decide i distacchi controllati Terracina - A meno di 30 giorni dall'attivazione, le sanzioni avrebbero raggiunto cifre da capogiro. Costretti a "frenare"

Il tutor che rileva la velocità media sulla variante Appia Montegiove da un mese a questa parte, macina multe. Sul tratto di tangenziale che congiunge la città pontina con i Comuni del sud, si sfreccia troppo e nonostante la pubblicità fatta per annunciare la presa in funzione del rilevatore, i numeri non ufficiali per ora in possesso del Comune raccontano altro. Secondo alcune indiscrezioni trapelate negli ambienti comunali, il numero di contravvenzioni sarebbe già altissimo. Al punto che il Comune si sarebbe visto costretto a staccare la registrazione per alcune ore e in alcuni giorni.
Non circolano ancora numeri ufficiali. Ma una cosa è certa: se gli automobilisti non capiranno presto che in quel tratto di strada devono rispettare il limite e mantenere la velocità media entro gli 80 chilometri orari, finiranno soltanto per rimpinguare le casse municipali. Sempre ufficiosamente e a mezza bocca, si parla già di centinaia di migliaia di euro. I numeri sono alti, tanto che, per prudenza, l'ente ha deciso di staccare il tutor in modo da attenuare l'impatto sui cittadini e non passare per il Comune che fa cassa. La verità, però, è che su quella strada si sfreccia. Gli importi delle contravvenzioni scattate non sarebbero tali da far pensare ad un superamento del limite di una decina di chilometri orari. Tutt'altro. Si sarebbero registrate velocità alte, ben più alte del limite, con multe sostanziose. E allora il Comune, anche per non incappare in contestazioni legate al "fare cassa", sta frenando il tutor in alcune ore della giornata. Visto che a frenare, alcuni automobilisti, non ci pensano proprio.
A beneficio di chi percorre tutti i giorni quel tratto di strada, si ribadisce che il tutor inizia a registrare la velocità media dei veicoli in transito alcune centinaia di metri prima e dopo l'uscita del tunnel, dal chilometro 100 al chilometro 106 della statale Appia, variante Monte Giove. http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/53755/troppe-multe-in-un-mese-di-tutor-sulla-viariante-montegiove_-il-comune-decide-i-distacchi-controllati

 Diego Roma

Niente villette a due passi dal mare, anche i giudici dicono "no" all'opera edilizia San Felice Circeo - Il parere del Consiglio di Stato era stato richiesto dal ministero: impugnato il diniego del commissario

Niente costruzioni nella fascia di 300 metri dalla costa. A confermarlo è il Consiglio di Stato, chiamato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a esprimere un proprio parere sul ricorso promosso da alcuni privati davanti al Presidente della Repubblica per il diniego del commissario ad acta. 
La vicenda prende il via otto anni fa. Le solite storie di intoppi burocratici, ritardi e mancate risposte portano alla nomina di un commissario ad acta, che si esprime in modo chiaro: in quella zona, essendo a 300 metri dalla costa, allo stato attuale delle cose non si può costruire alcunché. 
I proprietari del lotto non si arrendono e impugnano il diniego. Il ministero chiede un parere al Consiglio di Stato, che si è espresso in maniera categorica: il ricorso va respinto. Per i giudici amministrativi i motivi addotti dai privati non sono dunque meritevoli di accoglimento. Gli stessi, come si legge nel parere depositato il 4 luglio, sostengono che la legge di tutela delle coste sia di fatto ormai abrogata e che debba dunque essere applicata solamente la normativa nazionale. Lì, insomma, a detta loro si potrebbe costruire. Per i magistrati le cose invece non stanno affatto così. «L'argomento – scrive il Consiglio di Stato – è infondato. Ove si dovesse accedere alla tesi di parte ricorrente – motiva -, ne discenderebbe invero l'inaccettabile conseguenza che in area sottoposta a vincolo costiero sarebbe possibile edificare prescindendo dalla pianificazione». Dovrebbe insomma quantomeno essere approvato un piano particolareggiato della zona. 
Al momento resta insomma vigente la legge regionale del 1976, che prevede un ridotto indice di fabbricabilità nella fascia di 300 metri dalla costa: 0,01 metri cubi per metro quadrato. Un rapporto che rende pressoché impossibile l'edificazione. http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/53747/niente-villette-a-due-passi-dal-mare_-anche-i-giudici-dicono-no-allopera-edilizia

Federico Domenichelli

domenica 2 luglio 2017

urbanistica a Latina questa sconosciuta. L'assessore Buttarelli E La Città Da Riqualificare «È Finita L’epoca Di Piani E Cemento» Latina - L'INTERVISTA - Saranno Salvati I Permessi A Costruire Che Hanno Avviato I Lavori. I Ppe Vanno Messi In Soffitta.

Si è seduto nella giunta di piazza del Popolo consapevole di prendere in mano sviluppo e programmazione di una città lacerata dall'abuso di cemento, dalle inchieste e da quartieri in carenza di ossigeno di servizi e verde pubblico. Dopo un anno l'urbanistica è ancora il nervo scoperto della città, i piani non sono stati neanche nominati nelle commissioni e i privati, cittadini e costruttori, aspettano. Ma per Gianfranco Buttarelli, assessore al governo del territorio, ai trasporti e alla mobilità, va detto quello che non si vede e che negli uffici del Comune emerge ogni giorno: un lavoro costante per cambiare il metodo e la visione della città.
Assessore la città è ferma ad un anno fa, al giorno in cui Barbato ha annullato i Ppe e bloccato moltissime concessioni edilizie. La visione sull'urbanistica ancora non è stata mai affrontata in consiglio comunale. Perché?
«Tutto passerà per il consiglio comunale ma ci vogliono i tempi giusti. La visione l'amministrazione ce l'ha, ma la grande difficoltà consiste nel fare in modo che tutti i settori la assimilino viaggiando di pari passo. Ma mi lasci dire che ora nell'amministrazione è cambiato un punto fondamentale: la coscienza che bisogna fare i conti con una programmazione che va orientata alla manutenzione e a sistemare quello che c'è, non a costruire. Questa è ormai cultura di tutti».
Ma sui Ppe la strada è ancora nebulosa. Come ne uscite?
«Noi lo abbiamo detto chiaramente nel Dup: rivalutazione tecnico procedurale dei piani, non c'è altra strada. Quelli annullati ma anche tutti gli altri erano improntati a un metodo opposto a quello che vogliamo percorrere. Noi vogliamo una città che offra servizi di livello a comunità e imprese e in cui la crescita edificatoria e dei volumi sia strettamente necessaria al reperimento delle risorse per creare la città dei servizi».
E se il Tar li riabilitasse nell'udienza del 9 novembre?
«Vanno comunque sanati con la procedura di consiglio. L'idea futura, ma ancora in discussione, sarebbe annullare i permessi a costruire fatti salvi quelli che hanno prodotto degli effetti e hanno configurato la costruzione».
Qual è il metodo per far ricominciare a muovere il mercato?
«Entro fine anno porteremo il documento programmatico in consiglio comunale con gli schemi di assetto della città da integrare con la nuova legge regionale di rigenerazione urbana oppure con i Print».
Come lo realizzate? Con professionisti esterni?
«Il centro della progettualità urbanistica resta in casa, dentro l'ente, non è più frammentato tra cento professionisti. Il fulcro di tutto è l'ufficio di piano e lo sta costituendo il dirigente Umberto Cappiello, ma si baserà solo su risorse interne. Verrà supportato nello studio con assegni di ricerca dall'Università e produrrà otto tesi di laurea in Ingegneria. La progettazione sarà firmata dal dirigente e integrata dall'Università».
Come si arriva al nuovo piano regolatore?
«Noi faremo un percorso di avvicinamento propedeutico al piano regolatore futuro, ma nel frattempo autorizzando gli interventi. Però c'è da dire che sia il Prg del passato che il piano particolareggiato sono concetti superati, fanno parte di un'epoca, se tu devi costruire una città ex novo fai un piano, se la città la devi riqualificare il piano non funziona. I piani hanno prodotto costruzioni e che altro? Mancano le strade e devi fare gli espropri, mancano il verde e i servizi. Un modello che non può essere riproposto, si passa dalla crescita della città alla riqualificazione. Oggi a questo modello sostituiamo quello degli schemi di assetto, uno per il centro abitato, uno per la Marina, uno per Latina scalo e per i borghi e nuclei spontanei».Lei ha inserito anche i Print nel suo documento di programmazione, come intende attuarlo per garantire gli interessi pubblici? Barbato ha annullato tutte le proposte passate perché incomplete, illegittime e soprattutto in zona agricola…
«Gli ambiti assoggettati ai Print verranno individuati dentro gli schemi di assetto della città. Dove va la città lo decide il consiglio comunale e in quantità che vanno di pari passo con la crescita demografica».Quindi interventi in mano ai privati?«Nel futuro le opere le faranno i privati o con il progetto di finanza o con i piani integrati. Il Comune può solo mantenere il suo patrimonio e già lo fa con difficoltà, con 80 scuole e 500 km di strade da sistemare. Ogni programma integrato di intervento si dovrà relazionare con lo schema di assetto, con i percorsi pedonali, con le scuole. Le nuove edificazioni saranno l'ultimo anello della catena».
Esistono decine di ettari di terreno espropriati e pagati ma non trascritti presso la Conservatoria, come è possibile che non si rintracci mai una soluzione a questo problema?
«Qui dobbiamo dare incarichi esterni, fare le visure e riconsiderare il patrimonio. Bisognerebbe fare un catasto delle aree vincolate. Gli uffici sono allertati ai fini delle norme anti corruzione e c'è un controllo rigoroso».
Il Tpl vive ancora di proroghe costose. Adesso che verrà espletata la gara che fine fa la sua idea di aderire all'Ato del nord della provincia di Latina?
«L'abbiamo mantenuta nel bando come clausola integrativa ma l'aggregazione fra Latina e Aprilia non è semplice. Con tutti gli assessori alla mobilità del Lazio avremo fondi per riqualificare la flotta degli autobus e in più abbiamo 220mila euro per redigere il piano della mobilità. Con i bandi scuola-lavoro dovrebbero arrivare dei fondi per taxi sharing e navette elettriche per collegare ad esempio stazione ferroviaria ed Icot. Anche su questo non stiamo fermi».
Perché avete modificato in giunta il Peg dando la data del 30 giugno per l'assegnazione della gara, che il dirigente aveva correttamente portato al 30 dicembre?
«Io in giunta non c'ero quel giorno, si voleva evitare la proroga perché in un passato incontro Doria stesso aveva aperto alla possibilità di farcela entro giugno. Poi ci si è resi conto che era inattuabile. Nel Peg i tempi si contrattano a seconda dell'evoluzione degli avvenimenti. Ora entro l'anno assegneremo la gara, mi sembra la cosa più importante dopo anni di proroghe». http://www.latinaoggi.eu/news/politica/53474/lassessore-buttarelli-e-la-citta-da-riqualificare-aa-finita-laepoca-di-piani-e-cementoa

Marianna Vicinanza