martedì 10 maggio 2016

Dal Governo 150 milioni di euro per recuperare i ‘luoghi dimenticati’

di Alessandra Marra http://www.edilportale.com/news/2016/05/restauro/dal-governo-150-milioni-di-euro-per-recuperare-i-luoghi-dimenticati_51803_21.html

Fino al 31 maggio i cittadini potranno segnalare a bellezza@governo.it un bene pubblico da ristrutturare o reinventare

10/05/2016 – Il Governo ha messo a disposizione 150 milioni di euro per recuperare e ristrutturare i beni culturali dimenticati. Ad assicurarlo il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, prima in un’intervista e poi in un post su Facebook.
 

150 milioni per la ristrutturazione dei luoghi abbandonati

Per determinare quali luoghi saranno oggetto delle risorse messe in campo il Governo ha attivato un indirizzo di posta elettronica (bellezza@governo.it) a cui i cittadini potranno segnalare, fino al 31 maggio, un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. 
 
Successivamente una commissione ad hoc stabilirà a quali progetti assegnare le risorse. Il Governo fa sapere che il decreto con lo stanziamento sarà emanato il 10 agosto 2016.   
 
Parlando di quest’iniziativa il premier ha dichiarato: “Recuperare i luoghi delle nostre comunità significa tornare noi stessi. Per questo accanto ai grandi progetti di cui pure andiamo orgogliosi (da Pompei agli Uffizi, da Brera alla Reggia di Caserta, dalle Tremiti a Trieste, dalla Capitale a un’altra dozzina di interventi di sistema) abbiamo lanciato un appello a tutti gli italiani. Segnalateci i luoghi dell’identità e della bellezza che hanno bisogno di un aiuto economico e finanziario per ripartire”.
 
Renzi ha anche rivendicato l’azione complessiva del Governo che ha trattato la cultura come una questione prioritaria; infatti ha commentato: “Le iniziative sono tante. L’Art Bonus che ha coinvolto al momento 2545 mecenati per un totale di circa 78 milioni di euro di erogazioni liberali. L’aumento dei fondi pubblici per il Mibact nel 2016 di oltre il 30%. Il grande investimento del 1 maggio con il CIPE che ha liberato un miliardo per i nostri beni culturali. Ma non è solo questione di recuperi e restauri: è proprio una scelta di fondo, identitaria”.
 
“Pompei e gli Uffizi aiutano l’Italia a tornare orgogliosa di se stessa, bene! Ma abbiamo bisogno anche del piccolo borgo dimenticato o del museo abbandonato o della chiesetta da ristrutturare. E meglio ancora se un gruppo di cittadini, una associazione, una proloco, una cooperativa, una impresa innovativa si offre di gestire questi beni come luoghi dell’anima per la comunità. Dunque, scrivete a bellezza@governo.it. Segnalate i luoghi che a vostro giudizio aiutano il nostro territorio a essere comunità. Perché su questo tema ci giochiamo il futuro dell’Europa” ha concluso Renzi. 
 
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Rinnovabili non fotovoltaiche, da Ue via libera a incentivi con ritardo di 16 mesi. E intanto le aziende hanno chiuso

Le nuove regole devono ancora essere pubblicate in Gazzetta ufficiale e rimarranno in vigore solo fino a fine 2016. Nel frattempo si è creato un vuoto normativo che ha portato a un blocco degli investimenti. Secondo l'Osservatorio Anie le nuove installazioni di eolico e idroelettrico nel primo trimestre 2016 sono crollate
Finalmente la Commissione europea ha approvato ildecreto sugli incentivi alle fonti rinnovabili diverse dalfotovoltaico. Ma è troppo tardi: le nuove regole dovevano essere pronte sedici mesi fa e rimarranno in vigore fino alla fine del 2016, poco tempo quindi. Senza contare che manca ancora la firma dei ministri competenti e, nell’attesa che Carlo Calenda si insedi come nuovo titolare dello Sviluppo economico, lo sbarco in Gazzetta Ufficiale può slittare ulteriormente.
Nel frattempo si è creato un vuoto normativo che ha portato a unblocco degli investimenti nel settore, mettendo a rischio gliobiettivi comunitari in tema di rinnovabili. Non solo: molte aziende sono fuggite all’estero o hanno chiuso con il conseguente calo degli occupati. Secondo l’Osservatorio ANIE Rinnovabili, che ha analizzato i dati di Terna, le nuove installazioni in particolare di eolico e idroelettrico nei primi tre mesi del 2016 sono crollate rispetto al primo trimestre del 2015. Risultano in aumento solo quelle del fotovoltaico, ossia la fonte non contemplata dal decreto perché è già stata supportata negli ultimi anni e secondo il governo non ha bisogno di nuovi incentivi.
Così la potenza delle nuove pale eoliche installate nel primo trimestre è diminuita del 79% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Anche l’idroelettrico registra un calo, seppur di entità minore: la nuova potenza installata è scesa del 44%. Anie Rinnovabili evidenzia invece che prosegue il trend positivo per il fotovoltaico: la potenza installata tra gennaio e marzo raggiunge circa 85 megawatt registrando un aumento del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche il numero di unità di produzione risulta in aumento del 6%. Analizzando le variazioni congiunturali rispetto all’ultimo trimestre del 2015 si osserva cheresiste il fotovoltaico (+0,3%), cala l’idroelettrico (-71%) efrena bruscamente l’eolico (-93%). Tra i motivi di questo trend c’è appunto il ritardo nell’emanazione del decreto sugli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche. Per questo l’Anev, l’ente che rappresenta il settore eolico in Italia, chiede con “urgenza” di emanare il provvedimento: “La mancanza dello strumento normativo che ormai dal 2014 aspettiamo, non consente infatti la realizzazione di questi investimenti e mette a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi comunitari in tema di rinnovabili”.
tre ministeri coinvolti – Sviluppo economico, Ambiente e Politiche Agricole – ci hanno messo un anno a trovare un accordo. Solo a inizio di quest’anno il testo è stato inviato alla Commissione europea, che ha valutato la compatibilità delle norme con le linee guida in materia di aiuti di Stato. Ora finalmente Bruxelles ha dato il suo benestare: “Il regime italiano destinato a sostenere la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili è conforme alle norme Ue sugli aiuti di Stato”, si legge in una nota. In particolare l’Unione europea ritiene che il decreto “sosterrà l’Italia nel conseguire gli obiettivi dell’Ue in materia di energie rinnovabili, contribuendo ad aumentare la capacità di generazione da fonti rinnovabili di circa 1.300 megawatt”. Dunque una forte spinta al settore, se non fosse che quando entrerà in vigore il decreto sarà praticamente già scaduto perché i nuovi incentivi valgono fino a dicembre 2016.
In generale, il fine del provvedimento nelle intenzioni dell’esecutivo è sostenere tutte le forme di energie rinnovabili con l’esclusione del fotovoltaico, attraverso nuovi incentivi e modalità di accesso più semplici. Più nel dettaglio, il nuovo meccanismo prevede tariffe di riacquisto agevolate per gli impianti di dimensioni minori e un sistema di premio, con una maggiorazione rispetto al prezzo di mercato, per quelli di maggiori dimensioni. Le fonti coinvolte sono eolico, idroelettrico, geotermico, biomasse e biogas, gas di depurazione, gas di discarica, bioliquidi sostenibili, energia oceanica (comprese maree e moto ondoso), solare termodinamico. Per accedere agli incentivi bisogna iscriversi al registro del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) relativo alla propria tipologia di impianto, e partecipare ai bandi che verranno pubblicati. di  | 10 maggio 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/10/rinnovabili-non-fotovoltaiche-da-ue-via-libera-a-incentivi-con-ritardo-di-16-mesi-e-intanto-le-aziende-hanno-chiuso/2711170/

domenica 8 maggio 2016

Consumo di suolo, incentivi per la demolizione e ricostruzione in classe A

di Paola Mammarella http://www.edilportale.com/news/2016/05/normativa/consumo-di-suolo-incentivi-per-la-demolizione-e-ricostruzione-in-classe-a_51763_15.html

Ok agli interventi su aree non edificate se la domanda è stata presentata prima dell’entrata in vigore della legge

06/05/2016 – Incentivi alla demolizione degli edifici residenziali inefficienti e insicuri e allo loro ricostruzione in classe A. È una delle novità di maggiore rilievo approvate alla Camera durante l’esame del disegno di legge sul consumo di suolo, che riprende il suo iter.
 
Si è cercato anche di superare il disaccordo dei Comuni, che avevano lamentato procedure complesse e l’inadeguatezza del periodo transitorio, prevedendo deroghe al divieto di consumo di suolo per i progetti di pubblica utilità e gli interventi per i quali la domanda di autorizzazione è stata presentata prima dell’entrata in vigore della legge.
 

Incentivi per messa in sicurezza ed efficienza energetica

In base all’emendamento approvato dalla Camera, allo scopo di favorire la sicurezza e l’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, per gli edifici residenziali inclasse energetica E, F o G, o inadeguati dal punto di vista sismico o del rischio idrogeologico, è consentita la demolizione e
ricostruzione, all’interno della medesima proprietà, di un edificio di pari volumetria e superficie utile, che preveda prestazione energetica di classe A o superiore e un’occupazione e un’impermeabilizzazione del suolo pari o minore rispetto a quelle antecedenti la demolizione.
 
Questi interventi non verranno considerati nuove costruzioni e saranno quindi esonerati dal pagamento del contributo di costruzione, fatta salva la volumetria eccedente eventualmente ammessa dalle norme urbanistiche esistenti.
 
Sono esclusi da questa possibilità i centri storici e gli immobili vincolati, salvo espressa autorizzazione della competente sovrintendenza.
 

Deroghe al divieto di consumo di suolo

Un altro emendamento approvato durante la discussione incide sul periodo transitorio di passaggio dalle vecchie alle nuove regole.
 
Il consumo di suolo sarà consentito solo per i lavori e le opere di pubblica utilitàinseriti negli strumenti di programmazione vigenti alla data di entrata in vigore della legge. Nel caso in cui gli strumenti di programmazione non siano entrati in vigore prima della legge, si valuteranno prima localizzazioni alternative per i progetti, in grado di non consumare suolo.
 
Saranno inoltre fatti salvi i procedimenti in corso, gli interventi e i programmi di trasformazione derivanti dalle obbligazioni di convenzione urbanistica derivanti dalla Legge Urbanistica (L. 1150/1942) previsti nei piani attuativi, per cui i soggetti interessati abbiano presentato domanda di approvazione prima dell’entrata in vigore della legge sul consumo di suolo.
 
In salvo anche le varianti il cui procedimento sia stato attivato prima dell’entrata in vigore della legge e che non comportino modifiche alle dimensioni dei piani attuativi.

 
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Sottosuolo condominiale, in alcuni casi il privato lo può usare

di Paola Mammarella http://www.edilportale.com/news/2016/05/normativa/sottosuolo-condominiale-in-alcuni-casi-il-privato-lo-pu%C3%B2-usare_51684_15.html

Cassazione: possibile lo scavo per motivi tecnici, ma vietata la realizzazione di un vano cantina autonomo sotto il proprio appartamento

06/05/2016 – Il condomino che effettua un intervento edilizio nel sottosuolo condominiale non commette automaticamente un uso improprio della cosa comune. Con la sentenza 234/2016 la Cassazione ha spiegato che bisogna capire se, dopo i lavori, si limita l’utilizzo delle parti comuni da parte degli altri condòmini o se si altera la destinazione del bene.
 
Se, quindi, dopo i lavori, le parti comuni non risultano alterate e tutti i condòmini hanno la possibilità di farne un uso analogo, l’utilizzo del sottosuolo non sarà sanzionato.
 
I giudici hanno spiegato che non è consentita la realizzazione di un vano autonomosotto il proprio appartamento, ma si può invece tollerare un escavo per ragioni tecniche.
 
Nel caso preso in esame dalla Corte, un condomino aveva proprio realizzato due vani cantina nel sottosuolo dell'appartamento di sua proprietà situato al piano terra dello stabile condominiale.
 
Il proprietario dell’appartamento situato al piano superiore aveva obiettato che questo intervento  avrebbe pregiudicato “il diritto al pari godimento delle parti comuni” , ma soprattutto avrebbe alterato la funzione dell’area di sedime, che è quella di sostenere l’immobile e permettere l’installazione di impianti a servizio del condominio.
 
La Corte d’Appello di L’Aquila aveva imposto di eliminare i vani realizzati, ma il responsabile aveva sottolineato che un locale si trovava in corrispondenza dei locali di un altro condomino e che l’altro era in realtà una camera d’aria non accessibile dall’esterno. Si trattava, a suo avviso, di uno spazio che nessuno avrebbe potuto utilizzare, a prescindere dall’intervento realizzato.
 
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello spiegando che, indipendentemente dai rilievi sull’accessibilità di quell’area, la realizzazione di unvano autonomo, posto al servizio di un solo appartamento, sottrae una parte del sottosuolo all’utilizzo collettivo cui è destinato.
 
Per questi motivi il responsabile dell’intervento ha dovuto eliminare i due locali e ripristinare la situazione preesistente.
 
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Rigenerazione urbana: 2,4 milioni di euro dall’Anci

di Alessandra Marra http://www.edilportale.com/news/2016/05/urbanistica/rigenerazione-urbana-24-milioni-di-euro-dall-anci_51712_23.html

L'obiettivo è attivare iniziative territoriali che coinvolgano i giovani nella riqualificazione di edifici e aree pubbliche urbane

06/05/2016 – L’Anci pubblica il bando ‘Giovani RiGenerAzioni Creative’ per la presentazione di proposte progettuali di sviluppo della creatività giovanile per la rigenerazione urbana.
 
L’avviso pubblico, attua l’Accordo stipulato il 10 settembre 2015 fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e l’Anci per l’utilizzo del riparto destinato agli Enti Locali del “Fondo per le Politiche Giovanili”. 
 
Il bando, rivolto ai Comuni aderenti al “Tavolo Anci sulla rigenerazione creativa” e a quelli beneficiari degli interventi del programma "Giovani, legalità, cittadinanza e partecipazione" attivato nell’ambito del PON Sicurezza 2007-2013, destina circa 2,4 milioni di euro (precisamente € 2.393.680,00 da ripartire tra i diversi progetti beneficiari.
 

Bando Anci per la riqualificazione urbana creativa

Al fine di stimolare la creazione di nuove soluzioni e paradigmi di intervento a livello locale, Anci intende selezionare proposte progettuali (presentate dai Comuni in qualità di capofila di partenariati pubblico-privati) che, puntando all’integrazione fra gli ambiti di intervento delle politiche giovanili, dell’innovazione sociale e della rigenerazione urbana, coinvolgano i giovani di uno specifico territorio quali beneficiari attivi di interventi.
 
L'obiettivo è quello di attivare iniziative territoriali di coinvolgimento dei giovani, nel co-design di percorsi e progetti di rigenerazione di edifici e/o aree pubbliche urbane, in dinamiche virtuose di integrazione e inclusione sociale, anche al fine di modellizzare interventi da replicare in futuro in altre realtà.
 
Pertanto verranno finanziate iniziative mirate a:
riqualificare, in una logica progettuale ed operativa pluriennale, edifici ed aree pubbliche dismesse dei vari Comuni attraverso la creatività giovanile, con la realizzazione di progetti, interventi, iniziative, con specifica declinazione rivolta alla fascia giovanile;
- assumere i principi della progettazione partecipata, con il coinvolgimento attivo delle comunità interessate e dei vari attori locali in ambito sociale, urbanistico, economico e culturale;
costruire progetti che prevedano interventi di animazione e riutilizzo di spazi destinati a prolungarsi oltre i termini di scadenza dell’impiego dei fondi.
 
Le proposte progettuali, redatte utilizzando il format allegato all’avviso pubblico(allegato B), dovranno:
a) avere come beneficiari finali giovani di età compresa fra i 16 e 35 anni, sia considerati singolarmente che in forma associata;
b) prevedere un cofinanziamento del Comune capofila e/o dei propri partner in misura non inferiore al 20% (venti percento) del costo totale del progetto;
c) prevedere la conclusione delle attività entro il 28 febbraio 2018;
d) definire a attuare percorsi e progetti di rigenerazione urbana mediante l’attivazione di servizi, iniziative, interventi ed attività innovative rivolte ai giovani creativi e mirati ad una riqualificazione e ridefinizione dell’identità e della funzione di edifici e/o aree pubbliche che hanno visto esaurirsi in tempi recenti la loro originaria destinazione d’uso e funzione economica, sociale e culturale;
e) prevedere un piano di utilizzo dell’edificio e/o area pubblica oggetto dell’intervento, almeno triennale a partire dalla conclusione della attività. Il piano dovrà essere congruente e conseguente rispetto alla proposta progettuale presentata;
d) prevedere percorsi di progettazione partecipata con il coinvolgimento di giovani under 35 e delle comunità interessate e dei vari attori locali in ambito sociale, urbanistico, economico e culturale.
 
Le tipologie d’intervento che possono essere ammesse a finanziamento sono:
a) servizi, attività ed iniziative da realizzarsi nell’edificio e/o nell’area pubblica individuata in una o più delle aree di intervento sopra indicate, secondo le tipologie elencate;
b) interventi di messa a norma ed in sicurezza dell’edificio e/o dell’area rispetto alle normative vigenti in materia, ed interventi che possano garantire un pieno utilizzo e fruizione degli edifici e/o delle aree pubbliche per le quali si richiede il finanziamento da parte dei soggetti diversamente abili;
c) acquisto di beni e/o attrezzature strumentali finalizzati e circoscritti all’attivazione dei servizi, attività ed interventi.
 

Bando Anci per la riqualificazione: modalità di selezione

Il termine per la presentazione delle domande è stato fissato entro le ore 24:00 del 10 giugno 2016.
 
La documentazione trasmessa dai Comuni capofila sarà valutata da una Commissione Tecnica che procederà alla verifica della regolarità e completezza delle domande e della documentazione trasmessa.
 
La Commissione procederà poi alla valutazione delle domande ammesse sulla base dei seguenti criteri:
- Qualità del processo di progettazione partecipata (punteggio max 15);
- Efficacia ed estensione del partenariato (max 20);
- Qualità del progetto (max 25);
- Sostenibilità del progetto a medio/lungo termine (max 15);
- Efficacia del progetto in relazione all’esperienza progettuale del soggetto proponente (max 15);
- Incidenza del cofinanziamento locale (garantito dai Comuni capofila e dai partner) sul costo totale del progetto (max 10).
 
Indipendentemente dal costo complessivo di ogni singolo progetto il contributo richiesto dai Comuni proponenti non potrà essere superiore a 150 mila euro per i Comuni con popolazione fino ai 15.000 abitanti e 200 mila euro per quelli con popolazione uguale o superiore ai € 15.001 abitanti.
 
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Svolta digitale del Catasto: addio agli archivi cartacei

http://www.edilportale.com/news/2016/05/topografia/svolta-digitale-del-catasto-addio-agli-archivi-cartacei_51696_24.html

Gli atti di aggiornamento redatti con la procedura Pregeo saranno conservati digitalmente

06/05/2016 - Addio alla carta e spazio al digitale. Dal 2 maggio l’Agenzia delle Entrate ha interrotto l’archiviazione cartacea degli atti di aggiornamento catastale a favore di quella informatica nell’ambito del Sistema di Conservazione dei Documenti digitaliSCD.
 
Una novità che attua quanto previsto dal nuovo Codice dell’amministrazione digitale e che porterà vantaggi sia per l’Agenzia che per le categorie professionali e i cittadini, in un’ottica di trasparenza, efficienza e spending review.
 
Dal 1° giugno 2015, la trasmissione telematica degli atti di aggiornamento catastale Pregeo e Docfa è stata resa obbligatoria per i tecnici professionisti.
 
Dal 2 maggio 2016, per il catasto terreni, sono conservati digitalmente gli atti di aggiornamento redatti con la procedura Pregeo, insieme all’eventuale documentazione integrativa, nonché gli attestati di approvazione e di annullamento degli stessi, firmati digitalmente dal direttore dell’ufficio o da un suo delegato.
 
Per gli atti del catasto fabbricati, redatti con la procedura Docfa, la conservazione digitale viene, invece, effettuata direttamente dalle applicazioni informatiche, che gestiscono i documenti firmati digitalmente. Gli uffici, entro i termini previsti dalle vigenti disposizioni, provvederanno a effettuare i successivi controlli.
 
Fonte: Agenzia delle Entrate

 
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Latina e l'urbanistica Variante Malvaso, spunta una nuova ipotesi di reato: lottizzazione abusiva

Il procedimento per la variante al Piano particolareggiato di Borgo Piave potrebbe subire qualche variazione in corso d’opera provocata dalla posizione stralciata dell’ex sindaco Giovanni Di Giorgi. Il sostituto procuratore Gregorio Capasso aveva chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 7 persone per le ipotesi di abuso d’ufficio, violazione delle norme in materia urbanistica e per alcuni anche di falso in atto pubblico. Lo stesso pm aveva chiesto l’archiviazione per tutti gli assessori coinvolti nella vicenda, con la sola eccezione dell’assessore all’Urbanistica, Giuseppe Di Rubbo, ed aveva rimesso al Procuratore De Gasperis la posizione di Giovanni Di Giorgi relativamente all’ipotesi di corruzione legata all’acquisto di un attico da una società che per il 50% apparteneva anche all’ex consigliere comunale Vincenzo Malvaso, ritenuto il principale beneficiario della variante oggetto dell’inchiesta. Il Procuratore De Gasperis, a sua volta, aveva «girato» lo stralcio al sostituto Giuseppe Miliano, impegnato anche lui in una serie di indagini sulla pubblica amministrazione, il quale all’esito di una serie di approfondimenti avrebbe ritenuto gli indizi a sostegno dell’ipotesi di corruzione troppo deboli per avventurarsi in un processo. Ma rispedendo al mittente (il Procuratore De Gasperis) il fascicolo «nomade» dello stralcio, Miliano avrebbe ravvisato nei confronti dell’ex sindaco l’ipotesi di abuso d’ufficio in concorso con gli altri imputati che dovranno comparire in udienza preliminare il 20 luglio prossimo. Fin qui nulla di nuovo. Ma a forza di peregrinare da un pm all’altro, la vicenda della cosiddetta variante Malvaso pare abbia finito per arricchirsi di una nuova ipotesi di reato, quella di lottizzazione abusiva.
(Articolo completo su Latina Oggi del 9 Maggio 2016) http://www.latinaoggi.eu/news/news/18540/Variante-Malvaso--spunta-una-nuova-ipotesi-di-reato--lottizzazione-abusiva.html