martedì 4 marzo 2014

Canna fumaria in condominio, non valgono le regole sulle distanze

Cassazione: l’opera non è classificabile come costruzione ed è illegittima solo se viola il decoro architettonico o compromette la salubrità http://www.edilportale.com/news/2014/03/normativa/canna-fumaria-in-condominio-non-valgono-le-regole-sulle-distanze_38200_15.html

05/03/2014 - Per la realizzazione di una canna fumaria in condominio non devono essere rispettate le distanze minime. Lo ha spiegato la Corte di Cassazione nei giorni scorsi con la sentenza 4936/2014.
Secondo la Cassazione, le canne fumarie non sono costruzioni e non sono quindi soggette ai vincoli sulle distanze minime dalle vedute, ma solo alle disposizioni del regolamento condominiale.
 
Allo stesso tempo, la Corte ha chiarito che l’installazione della canna fumaria su un muro perimetrale condominiale è ammessa a condizione che non si alteri la destinazione comune del muro e che non se ne impedisca l’uso da parte degli altri condomini.
 
L’installazione di una canna fumaria deve invece essere considerata illegittima solo se viola il decoro architettonico o se compromette la salubrità dell’aria a causa delle sue emissioni.
 
Nel caso preso in esame dalla Corte di Cassazione, un soggetto, proprietario di un immobile situato al piano terra di un edificio condominiale, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’assemblea e successivamente dal Comune, aveva realizzato una canna fumaria lungo il muro perimetrale dello stabile.
 
Dopo l’installazione, un altro condomino aveva però intentato causa perché sosteneva che la canna fumaria pregiudicasse il suo diritto di veduta.
 
In seguito ad una serie di pronunce, la Corte d’Appello aveva deciso per la demolizione della canna fumaria. Una posizione che è stata poi annullata dalla Cassazione in considerazione del fatto che la canna fumaria non rientra nel raggio d’azione delle norme sulle costruzioni.

Plafond Casa da 2 miliardi di euro, da domani i mutui agevolati

Priorità di finanziamento all’acquisto della prima casa, preferibilmente in classe A, B o C, e al miglioramento dell’efficienza energetica www.edilportale.com/news/2014/03/finanziamenti/plafond-casa-da-2-miliardi-di-euro-da-domani-i-mutui-agevolati_38167_18.html

04/03/2014 - È finalmente attivo il Plafond Casa. Parola di Maurizio Lupi, riconfermato Ministro alle Infrastrutture e trasporti nel neogoverno Renzi.
Maurizio Lupi ha affermato che le famiglie che vogliono ristrutturare la propria casa o acquistare la prima casa avranno finalmente un segnale concreto. Da domani, 5 marzo, ci si potrà infatti recare presso gli sportelli bancari aderenti, che erogheranno mutui agevolati, garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti per un totale di 2 miliardi di euro.
 
Gli istituti di credito che hanno aderito al Plafond Casa, dove si potrà richiedere un preventivo a partire da domani, sono: Unicredit, Banca Sella, Credito valtellinese, Cassa di risparmio di Ravenna, Banca di credito cooperativo di Cambiano, Credito cooperativo ravennate ed imolese, Banca di Ripatransone, Banca di credito cooperativo di Riano, Banca di credito cooperativo di Spello e Bettona, Banca di credito cooperativo "Giuseppe Toniolo" di Genzano, Banca Santo Stefano - Credito cooperativo - Martellago-Venezia
 
Nella scelta dei soggetti da finanziare sarà data la priorità all’acquisto della prima casa, preferibilmente appartenente ad una delle classi energetiche A, B o C, e alla realizzazione di interventi di ristrutturazione con miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile.

L’accesso ai mutui agevolati è aperto a tutti, ma nella valutazione delle domande la priorità sarà data a giovani coppie, famiglie numerose e nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile.

L’accesso al plafond è regolato “a sportello”, fino ad esaurimento dello stesso, con un limite a 150 milioni di euro per ciascuna banca.

tetti di spesa agevolabile fissati dal Plafond Casa sono:
- 100 mila euro per gli interventi ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica;
- 250 mila euro per l’acquisto di una abitazione principale senza interventi di ristrutturazione;
- 350 mila euro per l’acquisto di una abitazione principale con interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica sulla stessa abitazione.

I finanziamenti possono essere rimborsati in 10, 20 o 30 anni.

Ricordiamo che il Plafond Casa è stato introdotto dalla Legge 24/2013, cui ha fatto seguito l’accordo tra Abi, Associazione bancaria italiana, e Cdp che ha reso disponibili le risorse finanziarie.

lunedì 3 marzo 2014

Compravendite, ecco come cambia l’imposta di registro, atti prima casa al 2%

Agenzia Entrate: dal primo gennaio 2014 i trasferimenti delle prime case pagano un’aliquota al 2% http://www.edilportale.com/news/2014/03/normativa/compravendite-ecco-come-cambia-l-imposta-di-registro_38181_15.html

04/03/2014 - Come cambia la tassazione sulle compravendite immobiliari. Lo spiega l’Agenzia delle Entrate, che con la circolare 2/E/2014 ha fatto il punto della situazione sulle modifiche apportate dallaLegge di Stabilità 2014 al D.lgs. 23/2011 sul federalismo fiscale
Nella pratica, spiega il Fisco, sono cambiate le aliquote di imposta di registro applicate agli atti, a titolo oneroso, traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento.
 
L’aliquota al 9% sarà applicata agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in
genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti
coattivi.
 
L’aliquota al 2% varrà per i trasferimenti che hanno per oggetto case di abitazione destinate a “prima casa”, ad eccezione di quelle di lusso classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9.
 
L’aliquota al 12% sarà infine applicata ai trasferimenti che hanno per oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale.
 
In questi casi, spiega l’Agenzia delle Entrate, l’imposta di registro non può essere inferiore a mille euro. Gli stessi atti sono invece esenti dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie e sono soggetti a ciascuna delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro.
 
Le novità introdotte dalla Legge di Stabilità, conclude il Fisco, si applicano agli atti formati o autenticati a partire dal primo gennaio 2014.

domenica 2 marzo 2014

Conto Termico, via alle domande dal 31 marzo 2014


Chi deve iscriversi
Ricordiamo che, in base al DM 28 dicembre 2012, che incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e gli interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni, e alle Regole Applicative, l’obbligo di iscrizione ai registri vale per gli interventi indicati dall’articolo 4 comma 2 lettere a) e b) di potenza termica nominale complessiva, con riferimento al singolo edificio, unità immobiliare, fabbricato rurale o serra, maggiore di 500 kW e inferiore o uguale a 1000 kW.
 
Si tratta degli interventi di:
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica
 
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa.
 
Modalità di iscrizione
La richiesta di iscrizione, a pena di esclusione, deve essere trasmessa esclusivamente per via telematica mediante l’applicazione Portaltermico messa a disposizione dal GSE. L’applicazione è accessibile tutti i giorni del periodo di apertura dei Registri, 24 ore su 24, ad eccezione dei giorni di apertura e di chiusura.
 
Risorse disponibili
Le risorse destinate all’incentivazione degli interventi per cui c’è l’obbligo di iscrizione ai Registri sono pari a 6,91 milioni di euro annui per gli interventi realizzati dalle Amministrazioni Pubbliche e a 22,81 milioni di euro per gli interventi realizzati dai soggetti privati.
 

Come accedere agli incentivi per la sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore o biomassa da 500 a 1000 kW http://www.edilportale.com/news/2014/03/normativa/conto-termico-via-alle-domande-dal-31-marzo-2014_38151_15.html

03/03/2014 - Saranno aperti dalle 9.00 del 31 marzo alle 21.00 del 29 maggio i registri per accedere agli incentivi del Conto Termico. Lo fa sapere il GSE, Gestore dei servizi energetici, che ha pubblicato sul proprio sito web il bando relativo al 2014.
Formazione della graduatoria
La graduatoria è formata sulla base delle dichiarazioni inserite dai soggetti responsabili. Nella valutazione delle domande sarà data priorità alla minore potenza degli impianti. Tra i criteri secondari si farà riferimento all’anteriorità dell’autorizzazione e alla precedenza della data della richiesta di iscrizione al Registro.
 
La pubblicazione dei risultati avverrà  sul sito del GSE entro 60 giorni dalla data di chiusura dei Registri.
 
Cause di esclusione
Il GSE può verificare in qualunque momento la veridicità e la correttezza delle informazioni dichiarate dai soggetti responsabili. In caso di mancato rispetto del DM 28 dicembre 2012, del bando o delle regole applicative può quindi decidere l’esclusione degli interventi dalle graduatorie.
 
L’esclusione può essere determinata anche dal mancato possesso dei requisiti per l’iscrizione, dal mancato rispetto dei termini o dall’incompletezza dei documenti richiesti.
 
L’intervento giudicato non idoneo all’iscrizione viene quindi escluso se la graduatoria non è stata ancora pubblicata. Nel caso in cui la pubblicazione sia già avvenuta e gli elementi che determinano l’esclusione sono riscontrati in un secondo momento, l’intervento decade invece dal diritto di ricevere gli incentivi.

50 tecnici diventano 'Esperti in edifici salubri'

Associazione Donne Geometra: rendere obbligatorio nelle compravendite il certificato di salubrità http://www.edilportale.com/news/2014/03/professione/50-tecnici-diventano-esperti-in-edifici-salubri_38142_33.html

03/03/2014 - Diventare esperti in edifici salubri per combattere le malattie derivanti da abitazioni costruite senza determinati accorgimenti che ne possano migliorare il comfort. È l’obiettivo raggiunto da una cinquantina di professionisti che hanno partecipato al corso “Esperto edificio salubre” organizzato dall’Associazione Donne Geometra.
L’esperto in edificio salubre è un tecnico che conosce i sistemi progettuali e i materiali a emissioni ridotte e che è in grado di individuare i difetti presenti nella progettazione di un abitazione esistente, nei materiali usati e negli impianti.
 
L’esperto è inoltre capace di valutare la qualità dell’aria e di prevenire e risolvere le problematiche connesse alla “sindrome dell’edificio malato”, con ripercussioni positive in termini di qualità della vita, produttività all’interno delle strutture e riduzione dell’assenteismo lavorativo.
 
Con questo tipo di formazione, sostengono i geometri, si tenta di colmare la mancanza di una figura professionale esperta di fisica tecnica dell’edificio. Una professione che è invece presente negli altri Paesi europei.
 
Secondo il presidente delle Donne Geometra, Paola Allegri, i professionisti appena formati rappresentano un patrimonio professionale al servizio della collettività perché saranno in grado di valutare la fattibilità tecnica e la sostenibilità economica degli interventi.
 
A detta del presidente, inoltre, negli atti di compravendita oltre all’Attestato di prestazione energetica dovrebbe diventare obbligatoria anche la presentazione del certificato di salubrità dell’immobile.

sabato 1 marzo 2014

Latina ennesimo pasticcio bollette TIA, le associazioni dei consumatori possibili ricorsi alle comissioni tributarie

accertamenti inviati per corrispetti probabilmente prescritti, quelli del 2002 sono tutti annullabili

Ucraina, sullo sfondo della crisi con Mosca il senso di Putin per le autostrade del gas

Al centro della strategia di Mosca il possesso delle infrastrutture che permettono il transito del combustibile dalla Siberia fino all'Europa: dall'ex repubblica sovietica passa infatti l'80% del prodotto venduto all'Occidente, Italia compresa

di  | 1 marzo 2014 Il generale Putin approfitta del fine settimana e muove tutte le sue carte. Prima manda avantiparamilitari probabilmente mischiati a uomini di fanteria di marina da sempre in pianta stabile aSebastopoli (la flotta conta in tutto circa 380 navi e 25mila militari). Fa issare la bandiera sul Parlamento della capitale Simferopoli. A quel punto i vertici filorussi della Repubblica autonoma chiedono aiuto a Mosca e mentre Putin manda altre truppe dalla regione del Don ‘ottiene’ l’ok del Parlamento per la campagna di Crimea. Con la pericolosissima clausola che Mosca potrà mandare mezzi e truppe anche nel resto dell’Ucraina. Di fatto invadendola. La scusa è proteggere i cittadini dietnia russa.
Putin sa che le prime reazioni (a parte le dichiarazioni politiche) avverranno solo lunedì anche se i toni si stanno alzando rapidamente. La stessa Duma ha chiesto di richiamare l’ambasciatore daWashington e l’Onu ha riunito il Consiglio di Sicurezza. Nel frattempo si potrebbe giocare la corsa alle infrastrutture chiave. Che in gergo si chiamano sensibili. La domanda è: se scoppiasse una vera guerra nella parte centrale dell’Ucraina o in tutto il Paese che succederebbe ai rubinetti del gas che collegano la Siberia all’Europa? Circa l’80% del gas che la Russia vende all’Europa passa da lì. Ci sono tre pipeline costruite nel periodo sovietico. Il più grande è il Western Siberia Pipeline. Poi ci sono il Soyuz, il Brotherhood e il Northen Lights. Questi si collegano a Transgas e al Tag che arrivano in Slovacchia e Austria per rifornire il centro Europa e l’Italia.
Nel gas ancor più che nel petrolio l’evoluzione dell’economia nella direzione globale ha invertito le priorità. Diventa più importante chi possiede le autostrade dell’energia piuttosto di chi ha la stessaenergia da vendere. Per questo negli ultimi anni la Russia, immaginando di continuare a soddisfare il fabbisogno Ue, ha messo in cantiere il North Stream e il South Stream. Due mega condotte con l’obiettivo comune di bypassare il territorio ucraino. La prima è stata inaugurata nel 2011 dalla Cancelliera Angela Merkel e dall’allora presidente Dimitri Medvedev. La conclusione dei lavori della seconda condotta che coinvolge da vicino l’Eni è ancora lontana. Dovrebbe tagliare il mar Nero, da Varna attraversare la Bulgaria fino allo stretto di Otranto. Con una serie di diramazioni. Una delle quali dedicata ai Balcani occidentali.
Nello stesso periodo l’unico progetto ideato dall’Unione Europa e in grado di svincolarci dall’approvvigionamento russo è stato il Nabucco. Dovrebbe passare parallelo al South Stream con la differenza che porta energia azera. Il condizionale resta d’obbligo perché il progetto per via dei costi è diventato insostenibile. Le pipeline ucraine sono ormai sature e la Russia sa bene che finché i propri progetti alternativi non vanno in porto bisogna aumentare la capacità di quelli che passano per Kiev e bisogna farlo prima che ritorni la voglia del Nabucco. La Russia ha bisogno di vendere e l’Europa di acquistare. Se il gas passa tranquillamente per l’Ucraina verosimilmente la Ue non investirà altri soldi per strade alternative.
Putin aveva avviato una trattativa con il governo-dittatura di Yanukovic. Con gli accordi di Kharkiv(aprile 2010), Mosca si è garantita la permanenza della sua flotta nella base di Sebastopoli sino al 2042 concedendo un ribasso dei prezzi del gas a Kiev. Poi ha suggerito la fusione di Gazprom eNaftogaz, la compagnia di Stato ucraina. Nulla da fare perché anche Kiev è piena di oligarchi. A quel punto Putin ha avviato la trattativa per prendere l’intera proprietà delle infrastrutture e gestirle a piacimento. Non è detto che sarebbe andata in porto facilmente, ma la caduta del governo fantoccio ha cambiato le carte in tavola. Ora la parola è passata ai fanti di marina, ai paracadutisti e agli spetsnaz (corpi speciali). Più infrastrutture conquistano in queste ore, più per i russi sarà facile discutere sul futuro del gas in transito. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/01/ucraina-sullo-sfondo-della-crisi-con-mosca-il-senso-di-putin-per-le-autostrade-del-gas/898993/